{"id":11236,"date":"2026-10-20T07:00:00","date_gmt":"2026-10-20T05:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.erboristeriasalute.com\/news\/?p=11236"},"modified":"2026-10-15T08:59:19","modified_gmt":"2026-10-15T06:59:19","slug":"vino-fa-bene-al-cuore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.erboristeriasalute.com\/news\/vino-fa-bene-al-cuore\/","title":{"rendered":"IL VINO FA BENE AL CUORE? NO, CI ERAVAMO SBAGLIATI"},"content":{"rendered":"\t\t<div data-elementor-type=\"wp-post\" data-elementor-id=\"11236\" class=\"elementor elementor-11236\">\n\t\t\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-9d5ce0e elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"9d5ce0e\" data-element_type=\"section\" data-e-type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-02724a8\" data-id=\"02724a8\" data-element_type=\"column\" data-e-type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-2fad19f elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"2fad19f\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p><em>Il vino fa bene al cuore oppure \u00e8 un mito nato da studi poco accurati? Le evidenze scientifiche pi\u00f9 recenti mettono in discussione i presunti benefici del consumo moderato e mostrano che anche piccole quantit\u00e0 di alcol comportano dei rischi.<\/em><\/p><p>Per molto tempo i media, la cultura popolare e persino molti medici hanno promosso una convinzione piacevole e rassicurante: l\u2019idea che il vino facesse bene al cuore, se consumato con moderazione. Questa credenza \u00e8 stata alimentata per decenni dal cosiddetto \u201cparadosso francese\u201d e da studi osservazionali che oggi sappiamo essere stati profondamente influenzati da errori metodologici e pregiudizi.<\/p><p>Tuttavia, la scienza \u00e8 un processo in continua evoluzione. La verit\u00e0 che emerge dalle ricerche pi\u00f9 recenti e meglio progettate \u00e8 diversa: <strong>non esiste un livello di consumo di alcol che sia benefico per la salute e del tutto privo di rischi<\/strong>. Gli studi pubblicati negli ultimissimi anni hanno dimostrato che anche quel singolo bicchiere di vino a cena pu\u00f2 aumentare il rischio di cancro, ipertensione, malattie del fegato e morte prematura. Il mito del vino come \u201cmedicina\u201d per il sistema cardiovascolare \u00e8 ufficialmente tramontato.<\/p><h2>Il vino fa bene al cuore? Il paradosso francese<\/h2><p>Tutto inizi\u00f2 con il cosiddetto <strong>paradosso francese<\/strong>: l\u2019osservazione, pubblicata in uno studio del 1981, che i francesi, nonostante una dieta ricca di grassi saturi (come burro e formaggi), presentavano un tasso di mortalit\u00e0 per malattie cardiovascolari pi\u00f9 basso rispetto ad altre popolazioni. Questo fenomeno fu inizialmente attribuito al <strong>consumo moderato di vino rosso<\/strong>: in particolare alla presenza nel vino di <strong>polifenoli<\/strong>, tra cui il resveratrolo, che hanno <strong>effetti protettivi sulle arterie<\/strong>.<\/p><p>Grandi <strong>studi epidemiologici<\/strong> sembravano confermare questa ipotesi, mostrando la famosa \u201c<strong>curva a J<\/strong>\u201d: grafici che mostravano rischi cardiaci medi per gli astemi, pi\u00f9 ridotti per i bevitori moderati e massimi per i forti bevitori. Ma c\u2019era un <strong>errore di fondo<\/strong> nel modo in cui venivano scelti i gruppi da confrontare.<\/p><p>Il problema principale risiedeva nel gruppo degli astemi. In molti studi passati, questa categoria includeva anche <strong>persone che avevano smesso di bere perch\u00e9 gi\u00e0 affette da patologie croniche o problemi di salute<\/strong>, magari legati proprio al consumo di alcol. Al contrario, i bevitori moderati appartenevano spesso a classi sociali pi\u00f9 elevate e quindi seguivano anche diete migliori, facevano pi\u00f9 esercizio fisico e avevano un accesso pi\u00f9 facile alle cure mediche. Quando i ricercatori hanno iniziato a correggere questi errori, isolando solo chi era astemio per scelta e non per malattia, <strong>il presunto effetto protettivo dell\u2019alcol \u00e8 svanito<\/strong>, riducendosi a un valore statisticamente insignificante o scomparendo del tutto.<\/p><h2>Vino e salute, cosa dicono le nuove evidenze<\/h2><p>I <strong>dati pi\u00f9 autorevoli oggi a nostra disposizione<\/strong> non lasciano spazio a dubbi: <strong>non solo il vino non fa bene, ma il rischio zero non esiste<\/strong>.<\/p><p>A smontare il mito \u00e8 arrivata dapprima una <strong>metanalisi del 2023<\/strong>, che ha accorpato i dati provenienti da 107 studi precedenti per un totale di quasi 5 milioni di partecipanti. Da questa analisi \u00e8 emerso che nessun consumo di alcol, nemmeno quello occasionale o moderato, \u00e8 associato a un minor rischio di morte: <strong>le persone con il rischio di mortalit\u00e0 pi\u00f9 basso sono quelle che non hanno mai bevuto alcolici<\/strong>.<\/p><p>Ancora pi\u00f9 precisi sono i dati che emergono dallo studio \u201c<strong>Alcohol Intake and Health Study<\/strong>\u201d, commissionato direttamente dal governo degli Stati Uniti e pubblicato nel giugno <strong>2026<\/strong>. Gli scienziati hanno analizzato l\u2019intero database medico statunitense, studiando l\u2019impatto dell\u2019alcol sulla mortalit\u00e0 generale e su oltre 200 diverse condizioni di salute che la scienza ha accertato essere causate o aggravate dall\u2019etanolo (come cirrosi, diversi tipi di cancro e lesioni). Per rendere i risultati pi\u00f9 precisi, i ricercatori hanno confrontato i bevitori solo con chi non ha mai consumato alcol in vita sua, eliminando cos\u00ec ogni confusione legata a chi aveva smesso per salute.<\/p><p>I numeri sono impietosi e permettono di definire con esattezza il rischio che corriamo su diversi fronti. Ovviamente l\u2019organo pi\u00f9 colpito \u00e8 il <strong>fegato<\/strong>: con due bicchieri di vino al giorno, il rischio di sviluppare cirrosi \u00e8 doppio per gli uomini e ben cinque volte superiore per le donne. Le <a href=\"https:\/\/www.erboristeriasalute.com\/news\/rischio-cardiovascolare\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>malattie cardiovascolari<\/strong><\/a> risentono meno di un consumo moderato di alcol, ma il rischio aumenta comunque, anche se di poco.<\/p><p>Per quanto riguarda la <strong>mortalit\u00e0<\/strong>, sono emersi i dati seguenti:<\/p><ul><li><strong>7 bicchieri alla settimana<\/strong>: il rischio di morire per una causa direttamente legata all\u2019alcol \u00e8 di 1 su 1.000. In statistica medica, questo \u00e8 spesso considerato un <strong>livello di rischio \u201caccettabile\u201d<\/strong>, simile a molti rischi ambientali quotidiani.<br \/><br \/><\/li><li><strong>8,5 bicchieri alla settimana<\/strong>: un aumento minimo \u00e8 sufficiente per <strong>decuplicare il rischio<\/strong> di morte attribuibile all\u2019alcol, che balza a 1 su 100. Significa che l\u20191% di queste persone morir\u00e0 a causa della propria abitudine al bere.<br \/><br \/><\/li><li><strong>14 bicchieri alla settimana<\/strong>: questo \u00e8 il dato pi\u00f9 allarmante. Per chi consuma due bicchieri al giorno \u2013 quello che fino a pochi anni fa era considerato il limite massimo del \u201cconsumo moderato\u201d \u2013 <strong>il rischio di una morte causata dall\u2019alcol sale al 4%<\/strong> (ovvero 1 probabilit\u00e0 su 25). \u00c8 un rischio <strong>enormemente pi\u00f9 alto di quasi ogni altra abitudine alimentare o fattore ambientale<\/strong>.<\/li><\/ul><p>Oltre alle malattie croniche, l\u2019<strong>impatto immediato sulla sicurezza<\/strong> \u00e8 devastante. Anche a livelli considerati socialmente accettabili, l\u2019alcol compromette il giudizio e la coordinazione, aumentando il rischio di cadute, annegamenti e atti di violenza. Ogni singolo bicchiere incrementa del 74% le probabilit\u00e0 di rimanere coinvolti in incidenti stradali mortali, e il consumo acuto di alcol \u00e8 associato a un rischio di suicidio quasi sette volte maggiore.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-c68bb0a elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"c68bb0a\" data-element_type=\"section\" data-e-type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-41ec3aa\" data-id=\"41ec3aa\" data-element_type=\"column\" data-e-type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-cb97a15 elementor-widget elementor-widget-image\" data-id=\"cb97a15\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"image.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"750\" height=\"450\" src=\"https:\/\/www.erboristeriasalute.com\/news\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/vino-fa-bene-al-cuore.jpg\" class=\"attachment-large size-large wp-image-11238\" alt=\"vino fa bene al cuore\" srcset=\"https:\/\/www.erboristeriasalute.com\/news\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/vino-fa-bene-al-cuore.jpg 750w, https:\/\/www.erboristeriasalute.com\/news\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/vino-fa-bene-al-cuore-300x180.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 750px) 100vw, 750px\" \/>\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-f80239a elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"f80239a\" data-element_type=\"section\" data-e-type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-7d84cf6\" data-id=\"7d84cf6\" data-element_type=\"column\" data-e-type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-56a8516 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"56a8516\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<h2>Alcol e cuore: l\u2019effetto sulla pressione arteriosa<\/h2><p>Uno dei miti pi\u00f9 duri a morire \u00e8 che il vino rosso aiuti a mantenere pulite le arterie e a gestire la <a href=\"https:\/\/www.erboristeriasalute.com\/news\/ipertensione-quali-rischi-per-la-salute\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">pressione<\/a>. Uno studio condotto in Giappone nel 2025 su quasi 60.000 adulti ha smentito categoricamente questa tesi.<\/p><p>La ricerca ha monitorato persone che si sottoponevano a controlli medici annuali, osservando cosa accadeva quando smettevano di bere o quando iniziavano a farlo. I risultati sono stati molto chiari: <strong>l\u2019alcol aumenta la pressione arteriosa<\/strong> in modo proporzionale al dosaggio, e smettere di bere porta a una riduzione della pressione gi\u00e0 entro il controllo annuale successivo. Questo beneficio \u00e8 stato osservato <strong>anche in chi beveva in modo leggero<\/strong> (meno di un bicchiere al giorno).<\/p><p>Parallelamente, oggi sappiamo che i componenti benefici come il <strong>resveratrolo<\/strong> sono presenti in quantit\u00e0 cos\u00ec minime che bisognerebbe bere centinaia di litri di vino per avere un effetto misurabile. E <strong>il paradosso francese viene spiegato in altri modi<\/strong>. Anzitutto ci si \u00e8 resi conto che i registri medici francesi sottostimavano i decessi per malattie. Inoltre \u00e8 stato solo a met\u00e0 Novecento che il consumo di grassi saturi in Francia \u00e8 aumentato: quindi il suo impatto sulle arterie, che richiede decenni per manifestarsi appieno, nei primi anni \u201980 non era ancora evidente.<\/p><h2>Alcol e rischio tumori<\/h2><p>Mentre per il cuore si \u00e8 discusso a lungo, sulla questione tumori la scienza \u00e8 molto pi\u00f9 netta da tempo, anche se il grande pubblico ne \u00e8 spesso all\u2019oscuro. L\u2019alcol \u00e8 classificato come <strong>carcinogeno di Classe 1<\/strong>, la stessa categoria che include il fumo di tabacco, l\u2019amianto e le radiazioni ultraviolette.<\/p><p>L&#8217;alcol \u00e8 direttamente collegato a tumori del cavo orale, della gola, dell\u2019esofago, del fegato, del colon-retto e, nelle donne, del seno. L\u2019Alcohol Intake and Health Study mostra che bere due bicchieri al giorno raddoppia circa il rischio di tumore all\u2019esofago in entrambi i sessi, con un effetto pi\u00f9 marcato per gli uomini. Mentre il rischio di <strong>cancro al seno<\/strong> aumenta proporzionalmente alla quantit\u00e0 di alcol consumata, senza soglie di sicurezza, e anche episodi isolati di consumo eccessivo (quattro o pi\u00f9 bicchieri in una singola occasione) aumentano il rischio.<\/p><p>Per quanto riguarda i tumori, la quantit\u00e0 di alcol migliore \u00e8 zero.<\/p><h2>Come gestire meglio il consumo di alcol<\/h2><p>Il passaggio da \u201cun bicchiere fa bene\u201d a \u201cnessuna dose \u00e8 sicura\u201d pu\u00f2 generare molta confusione dovuta al cambiamento radicale dei consigli medici. Tuttavia \u00e8 importante rendersi conto che la scienza \u00e8 un processo iterativo: le teorie cambiano man mano che emergono prove pi\u00f9 solide. E queste nuove informazioni non servono a spaventare, ma a renderci consapevoli.<\/p><p>Ecco allora alcuni <strong>consigli pratici<\/strong> per orientarsi in questo nuovo scenario.<\/p><ol><li><strong>Cambia la domanda di fondo<\/strong>. Invece di chiederti \u201cQuesto bicchiere mi far\u00e0 male?\u201d prova a chiederti: \u201cSta aiutando la mia salute?\u201d<br \/><br \/><\/li><li><strong>Traccia il tuo consumo reale<\/strong>. Spesso sottovalutiamo quanto beviamo. Prova a tenere un diario per una settimana, segnando ogni singola unit\u00e0 alcolica (un bicchiere di vino, una birra, un amaro, un cocktail). Potresti scoprire che quello che consideravi un consumo occasionale \u00e8 in realt\u00e0 un\u2019abitudine quotidiana.<br \/><br \/><\/li><li><strong>Dai valore ai periodi di pausa<\/strong>. Se sei un bevitore abituale, prova a sospendere per un mese. I dati mostrano che la pressione arteriosa migliora rapidamente e il fegato inizia a rigenerarsi.<br \/><br \/><\/li><li><strong>Attenzione alla combinazione con altri fattori<\/strong>. Se soffri gi\u00e0 di ipertensione, aritmie, problemi di fegato o se hai una storia familiare di determinati tumori, per te il rischio associato all\u2019alcol \u00e8 molto pi\u00f9 alto rispetto alla media della popolazione.<br \/><br \/><\/li><li><strong>Identifica i motivi per cui bevi<\/strong>. Se usi l\u2019alcol per rilassarti, per gestire l\u2019ansia sociale o per alleviare un dolore fisico o psicologico, \u00e8 il momento di parlare con un professionista per trovare opzioni pi\u00f9 sane e sicure. Esistono molte alternative per lo stress che non comportano il rischio di cancro o malattie epatiche.<br \/><br \/><\/li><li><strong>Punta al minimo possibile<\/strong>. Ridurre il consumo di alcol \u00e8 comunque un passo avanti. Le nuove linee guida americane suggeriscono di non superare mai un bicchiere al giorno.<\/li><\/ol><p>In definitiva i \u201cdirettori generali\u201d del nostro corpo siamo noi stessi: il medico \u00e8 un consulente tecnico, ma le decisioni finali sulla gestione dei rischi spettano a noi. Nulla vieta di bere un bicchiere di vino perch\u00e9 ne apprezziamo il gusto o per stare in compagnia, ma bisogna farlo sapendo che stiamo accettando un piccolo rischio per un piacere momentaneo. Non pensiamo che stia proteggendo il nostro cuore: la scienza ci dice che quell\u2019effetto non esiste.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-8d6fdbd elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"8d6fdbd\" data-element_type=\"section\" data-e-type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-fe8c30b\" data-id=\"fe8c30b\" data-element_type=\"column\" data-e-type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-26fcce3 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"26fcce3\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p>Fonti scientifiche<\/p><p>Alcohol\u2019s Health Myth Is Over. How to Tell Patients &#8211; Medscape &#8211; July 01, 2026<\/p><p>Richard, J. L., Cambien, F., &amp; Ducimeti\u00e8re, P. (1981). Epidemiologic characteristics of coronary disease in France.\u00a0<em>La Nouvelle presse medicale<\/em>,\u00a0<em>10<\/em>(14), 1111-1114. <a href=\"https:\/\/www.lissa.fr\/rep\/articles\/7220281\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">https:\/\/www.lissa.fr\/rep\/articles\/7220281<\/a><\/p><p>George, S., Naimi, T. S., Keyes, K., Martinez-Matyszczyk, P., Milam, A. J., Rehm, J., Alonso, A., Bell, S., Britton, A., Llamosas-Falc\u00f3n, L., Hobin, E., Judd, S. E., Justice, A., Kahler, C., Liangpunsakul, S., Jones, S. K., Marcus, G., McGlynn, K., Satre, D., . . . Shield, K. (2026). Alcohol Intake and Health Study: No Protective Effect at Low Levels, With Mortality Increasing to 1 in 25 at 14 Drinks Per Week. <em>Journal of Studies on Alcohol and Drugs, 87<\/em>(4), 621\u2013638. <a href=\"https:\/\/doi.org\/10.15288\/jsad.25-00435\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">https:\/\/doi.org\/10.15288\/jsad.25-00435<\/a><\/p><p>Suzuki, T., et al. (2025). Effects of Alcohol Cessation and Initiation on Blood Pressure: Findings From the St. Luke&#8217;s Health Check-up Database. <em>Journal of the American College of Cardiology, 86<\/em>(21), 2031\u20132044. <a href=\"https:\/\/doi.org\/10.1016\/j.jacc.2025.05.007\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">https:\/\/doi.org\/10.1016\/j.jacc.2025.05.007<\/a><\/p><p>Zhao, J., Stockwell, T., Naimi, T., Churchill, S., Clay, J., &amp; Sherk, A. (2023). Association Between Daily Alcohol Intake and Risk of All-Cause Mortality: A Systematic Review and Meta-analyses. <em>JAMA Network Open, 6<\/em>(3), e236185. <a href=\"https:\/\/doi.org\/10.1001\/jamanetworkopen.2023.6185\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">https:\/\/doi.org\/10.1001\/jamanetworkopen.2023.6185<\/a><\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-82a6a4f elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"82a6a4f\" data-element_type=\"section\" data-e-type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-31a9ee3\" data-id=\"31a9ee3\" data-element_type=\"column\" data-e-type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-23f44f1 elementor-widget elementor-widget-shortcode\" data-id=\"23f44f1\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"shortcode.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-shortcode\">\t\t<div data-elementor-type=\"section\" data-elementor-id=\"4222\" class=\"elementor elementor-4222\">\n\t\t\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-774ae65c elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"774ae65c\" data-element_type=\"section\" data-e-type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-493a7e0\" data-id=\"493a7e0\" data-element_type=\"column\" data-e-type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-660d403c elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"660d403c\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p><span style=\"color: #0000ff;\"><strong><em>Ti \u00e8 piaciuto questo articolo? 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