PRURITO INTIMO, TUTTE LE CAUSE

Parlando di prurito vaginale, forse il primo disturbo a cui lo associamo è la candidosi vulvovaginale. Ma non è detto che se avverti prurito la colpa sia della candida! Il prurito intimo può avere parecchie cause: infezioni, reazioni allergiche, le alterazioni ormonali della menopausa, patologie della vulva… Vediamo insieme le più comuni.

Vaginiti e disbiosi vaginali

Quasi tutte le infezioni e le alterazioni della flora vaginale possono essere cause di prurito intimo. Le più comuni sono:

  • Candidosi vulvovaginale. Caratterizzata dalla crescita incontrollata di funghi che fanno normalmente parte del microbiota vaginale, nella maggior parte dei casi la specie Candida albicans. Oltre al prurito, sintomo tipico sono le secrezioni bianche e dense, simili a ricotta.

  • Vaginosi batterica. Uno squilibrio della flora vaginale, con riduzione dei lattobacilli e aumento di altri batteri come Gardnerella. Il sintomo più comune sono le perdite dall’odore di pesce avariato, ma possono manifestarsi anche prurito o bruciore.

  • Vaginite aerobia. Anche in questo caso si tratta di un’alterazione del microbiota vaginale, ma in questo caso i batteri dominanti sono quelli di origine intestinale come Escherichia coli. Oltre al prurito, altri possibili sintomi sono bruciore, perdite gialle, arrossamento e dolore durante i rapporti; inoltre aumenta il rischio di sviluppare cistite.

  • Trichomonas. Si tratta di un parassita microscopico che si trasmette con i rapporti sessuali. Spesso la tricomoniasi oltre a prurito intimo causa anche bruciore, perdite gialle maleodoranti o dolore durante i rapporti.

  • Clamidia. Anche questa è un’infezione a trasmissione sessuale, purtroppo piuttosto comune. I sintomi sono spesso lievi e transitori e, oltre al prurito, includono minzione frequente e dolorosa, perdite giallastre, bruciore, dolore durante i rapporti, sanguinamento dopo i rapporti o comunque al di fuori delle mestruazioni. Nonostante i sintomi leggeri, in alcuni casi l’infezione può espandersi e causare la malattia infiammatoria pelvica, in grado di provocare danni permanenti al sistema riproduttivo. Quindi se noti qualche fastidio, anche leggero, a seguito di rapporti non protetti (1-3 settimane dopo), è importante consultare il medico e fare tutti gli accertamenti del caso.

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Herpes genitale

Questa infezione virale, molto comune, si trasmette attraverso i rapporti sessuali. Inizialmente causa prurito intimo e fastidio, poi si formano vescicole che evolvono in piccole ulcerazioni. Alla prima infezione possono svilupparsi anche sintomi di tipo influenzale. Il tutto regredisce spontaneamente nel giro di poche settimane, ma il virus resta latente nell’organismo per tutta la vita e può periodicamente riattivarsi.

Dermatiti allergiche o irritative

Come in qualsiasi altra parte del corpo, anche a livello vulvovaginale il contatto con allergeni, sostanze irritanti oppure un ambiente troppo caldo e umido possono causare prurito intimo, infiammazione ed eruzioni cutanee. Attenzione allora a:

  • saponi
  • detergenti e altri prodotti per l’igiene intima come salviettine, profumi, creme, gel, ecc., soprattutto se contengono parabeni
  • farmaci per uso topico, ad es. antibiotici, cortisonici e anestetici
  • preservativi (vedi dopo)
  • carta igienica colorata o profumata
  • detersivi per il bucato e ammorbidenti, i cui residui possono restare tra le fibre della biancheria
  • assorbenti e salvaslip
  • vestiti aderenti.

Allergia al lattice

È stato stimato che circa il 2,5% degli italiani siano allergici al lattice (anche detto caucciù o gomma naturale). E, poiché il contatto ripetuto aumenta il livello di sensibilizzazione, le persone più a rischio sono quelle che utilizzano abitualmente oggetti in lattice, ad esempio guanti (personale ospedaliero, addetti alle pulizie, ecc.).

Anche la maggior parte dei preservativi sono realizzati in lattice. Perciò, se dopo un rapporto protetto avverti prurito, bruciore e/o un’eruzione cutanea a livello vulvovaginale, potrebbe trattarsi di allergia al lattice. Se hai questo sospetto è fondamentale parlarne con il medico e fare i test del caso. Essere consapevole di avere un’allergia al lattice infatti è importantissimo, perché molti dispositivi medici e chirurgici sono fatti proprio di questa sostanza: chi è allergico deve comunicarlo al personale sanitario in modo da evitarli. E poi per scongiurare problemi intimi potrai scegliere preservativi senza lattice.

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Atrofia vaginale

È un sintomo piuttosto comune dopo la menopausa. La diminuzione degli ormoni estrogeni causa secchezza e assottigliamento della mucosa vaginale e quindi prurito intimo, ma anche bruciore e dolore durante i rapporti.

Condilomi

Si tratta di piccole escrescenze (verruche) che si formano sui genitali a causa del Papilloma virus (HPV), infezione a trasmissione sessuale estremamente comune e nella maggior parte dei casi asintomatica. Nel caso compaiano condilomi, raramente questi possono creare prurito, arrossamento o fastidio. Sottolineiamo che i ceppi di HPV responsabili della formazione di condilomi sono diversi da quelli che possono causare tumori.

Lichen sclerosus (o sclero-atrofico)

È una malattia della pelle di natura probabilmente autoimmune, che compare il più delle volte dopo la menopausa. È caratterizzato da macchie color madreperla, prurito e secchezza.

Lichen planus

Anche in questo caso si tratta di una patologia autoimmune, che colpisce soprattutto le donne tra i 50 e i 60 anni. Si distingue dal lichen sclerosus per la presenza di papule che possono essere rosse o biancastre; a volte papule simili compaiono anche sulle gengive. Oltre ad essere tra le potenziali (anche se non molto frequenti) cause di prurito intimo, sia il lichen planus che quello sclero-atrofico possono, in rari casi, evolvere in tumori.

Concludendo

Come vedi, sono molte le possibili cause di prurito intimo. In questo articolo abbiamo elencato le più comuni: non per spronarti a fare un’autodiagnosi, ma al contrario per sensibilizzarti sul fatto che—senza preoccupazioni esagerate—il prurito intimo è un sintomo da non sottovalutare ed è sempre bene chiedere il parere di un medico, meglio se esperto in patologia vulvare.

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