E’ un’attività molto apprezzata dai neo genitori e che ha l’obbiettivo di rafforzare il legame col neonato attraverso il gioco, in piena libertà… si tratta del cosiddetto nuoto neonatale.
Esso non vuole necessariamente insegnare al bambino a nuotare, ma ha lo scopo di permettere alla mamma e al piccolo di conoscersi meglio in un ambiente nuovo e stimolante. Si lavora, quindi, sul moto del neonato e non sulla tecnica: non si tratta di un precoce avviamento al nuoto, ma di un’esperienza piacevole attraverso la quale migliorare lo sviluppo motorio del neonato sfruttando l’ambiente “acqua” come fonte di stimolo per la crescita.
I corsi di nuoto neonatale vengono consigliati solo dopo i 3-4 mesi, dopo le prime vaccinazioni, e quando il sistema immunitario è già sufficientemente sviluppato. E’ fondamentale un inserimento graduale.
Quali sono i vantaggi di questa attività?
Innanzitutto l’immersione calma il bambino e lo rilassa, anche perché gli ricorda le piacevoli sensazioni della vita intrauterina.
Inoltre l’acqua esercita un benefico micro massaggio sulla pelle e stimola movimenti dolci che rilassano la muscolatura.
Il movimento poi, oltre a favorire lo sviluppo fisico e motorio, provoca la liberazione nell’organismo di endorfine, sostanze che regalano benessere e serenità; di conseguenza l’appetito migliora e anche il sonno è più tranquillo.
Il bambino, infine, impara a eliminare il catarro da naso e gola.
Per quanto riguarda i genitori, in acqua si sentono più liberi e trovano nuovi modi per giocare e comunicare con il figlio, migliorando l’intesa che li lega.
Alcune regole:
Alla prima immersione ogni bambino reagisce a modo suo. Alcuni si bloccano, altri manifestano subito gioia e divertimento, altri ancora si spaventano e piangono.
Ma qualsiasi sia la reazione del piccolo, è importante non scordare alcuni accorgimenti:
innanzitutto è bene lasciare sempre che sia il bambino a scegliere i tempi per avvicinarsi all’acqua; evitare movimenti bruschi per non farlo spaventare; ed infine è importante ricordare che lo stare in acqua comporta un grosso impegno fisico per lui e quindi non bisogna sforzarlo troppo se si dimostra insofferente.
Altri consigli:
E’ meglio far entrare il piccolo in acqua quando non è affamato o potrebbe risultare più agitato e nervoso.
In caso di tosse, poi, è bene chiedere il parere del pediatra che potrebbe, se necessario, sconsigliare la piscina (ovviamente in caso di febbre è da evitare).
Il raffreddore, al contrario potrebbe trarre vantaggio dal nuoto neonatale: l’ambiente umido della piscina fluidifica le secrezioni favorendone una rapida espulsione (la piscina favorisce l’eliminazione del catarro dalle vie respiratorie). Sempre meglio comunque chiedere un parere al pediatra.
Infine, ad attività terminata, è importante sciacquare sempre la pelle e gli occhi che potrebbero risultare arrossati dal cloro.
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