Capita anche a te di svegliarti con la pancia piatta e, poche ore dopo, dover allargare la cintura di parecchi buchi? Spesso dopo un pasto, magari anche appena pochi bocconi? Il problema potrebbe non essere affatto un eccesso di gas, ma un errore di coordinazione muscolare chiamato in termini tecnici “dissinergia addomino-frenica”.
Conoscere la dissinergia addomino-frenica è essenziale, perché in questo caso i tradizionali rimedi contro il gonfiore addominale servono a poco: la strategia da adottare è totalmente diversa.
Vediamo allora di cosa si tratta, e come affrontare questa condizione ancora poco conosciuta.
Cos’è la dissinergia addomino-frenica
Il protagonista della dissinergia addomino-frenica è il diaframma, un muscolo a forma di cupola che separa il torace dall’addome.
Oltre a permetterci di respirare, il diaframma funziona come una sorta di “parete mobile” tra torace e addome, che gestisce lo spazio interno al tronco:
- Quando si contrae: si appiattisce e scende verso il basso, aumentando lo spazio toracico e riducendo quello addominale. I visceri vengono spinti verso il bacino.
- Quando si rilassa: si solleva verso il torace, aumentando lo spazio per il contenuto addominale.
In condizioni normali, quando lo stomaco si riempie scatta il cosiddetto “accomodamento addominale”: il diaframma si rilassa un po’, sollevandosi e facendo spazio all’addome, mentre la parete addominale si contrae leggermente per contenere il volume. Si tratta di un riflesso muscolare involontario, di cui non ci rendiamo nemmeno conto. Il risultato? Il profilo della pancia rimane piatto.
Nella dissinergia addomino-frenica accade esattamente l’opposto: in risposta al riempimento gastrico il diaframma si contrae e contemporaneamente i muscoli profondi dell’addome si rilassano. In questo modo il contenuto addominale viene spinto verso il basso e verso l’esterno, e la pancia diventa sporgente.
La situazione può essere ulteriormente complicata dal coinvolgimento dei muscoli intercostali, che regolano il movimento della gabbia toracica. Normalmente, quando il diaframma si abbassa, così fa anche la gabbia toracica, guidata dal rilassamento dei muscoli intercostali. In caso di dissinergia addomino-frenica, viceversa, i muscoli intercostali si contraggono insieme al diaframma, di modo che il torace si alza e resta “bloccato” in questa posizione. Questo rende difficile svuotare adeguatamente i polmoni durante l’espirazione, il che a sua volta riduce la quantità di aria che può venire inspirata. Per questo motivo spesso il gonfiore addominale si accompagna a sensazioni estremamente spiacevoli di mancanza di respiro, affanno o pesantezza toracica.
Rieducare i muscoli con il biofeedback
Come e perché la dissinergia addomino-frenica si sviluppi è ancora in buona parte un mistero. L’ipotesi è che si tratti di una reazione difensiva a sensazioni sgradevoli provenienti dal tratto gastrointestinale, come pressione o dolore: in effetti quando siamo in tensione il diaframma tende a contrarsi. Il paradosso è che la reazione stessa amplifica il disagio addominale.
Un aspetto sorprendente e importante che emerge dagli studi è che la dissinergia addomino-frenica è un riflesso condizionato. Lo illustra bene “l’effetto lattuga”. Alcuni pazienti mostrano una distensione immediata quando mangiano insalata: non perché la lattuga fermenti istantaneamente (non lo fa), ma perché sono convinti che questo alimento creerà loro gonfiore e disagio. Il cervello, credendo che ci sarà un disagio da gestire, ordina ai muscoli di posizionarsi in modalità di difesa ancora prima che il cibo sia digerito.
Ma se la dissinergia addomino-frenica è l’esito di un auto-condizionamento (ovviamente involontario), quindi un comportamento appreso, si può anche disimparare.
Uno dei modi più efficaci per rieducare il cervello a dare ai muscoli i comandi corretti è il biofeedback. Durante una sessione di biofeedback l’attività muscolare viene monitorata e mostrata al paziente in tempo reale, per dargli un riscontro oggettivo su quel che accade nel suo corpo mentre cerca di mettere in pratica le istruzioni del fisioterapista.
Nel caso della dissinergia addomino-frenica, l’obiettivo è imparare a rilassare il diaframma nel momento in cui si avverte una sensazione di pienezza gastrica. L’istruzione data dal terapista per rilassare il diaframma è sollevare il torace e “tirare in dentro” leggermente la pancia.
Questa tecnica può essere molto efficace. In uno studio clinico, tre sessioni settimanali (più esercizi da fare a casa) sono state sufficienti per insegnare ai pazienti la corretta coordinazione muscolare. Con la conseguenza che la distensione addominale post-prandiale è completamente scomparsa e la sensazione di gonfiore, molto pronunciata prima del trattamento, si è ridotta in media del 70%. Molto interessante che siano diminuiti anche altri sintomi associati al gonfiore, come il senso di sazietà precoce, il dolore, il bruciore di stomaco. I risultati sono stati duraturi, dimostrando che, una volta che il cervello disimpara l’errore, i benefici persistono nel tempo.
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Fonti scientifiche
Damianos, J. A., Tomar, S. K., Azpiroz, F., & Barba, E. (2023). Abdominophrenic dyssynergia: A narrative review. Official journal of the American College of Gastroenterology| ACG, 118(1), 41-45. https://doi.org/10.14309/ajg.0000000000002044
Barba, E., Livovsky, D. M., Accarino, A., & Azpiroz, F. (2024). Thoracoabdominal Wall Motion–Guided Biofeedback Treatment of Abdominal Distention: A Randomized Placebo-Controlled Trial. Gastroenterology, 167(3), 538-546. https://doi.org/10.1053/j.gastro.2024.03.005
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