Il tipico sapore piccante rende il peperoncino una spezia ideale in cucina per condire e insaporire le nostre ricette.
Questa spezia ha moltissime proprietà benefiche.
È un rimedio naturale che stimola la circolazione sanguigna, contrasta l’insorgere di batteri, abbassa il colesterolo e attiva il metabolismo.
Allo stesso tempo però bisogna stare attenti a non esagerare perché non è privo di “controindicazioni”. A fronte delle numerose proprietà salutari, infatti, il consumo eccessivo del peperoncino può essere irritante per la mucosa gastrica.
Vediamo allora alcune verità e alcuni miti da sfatare sul peperoncino.
VERO O FALSO?
1. IL PEPERONCINO CALABRESE è IL PIU’ FORTE AL MONDO
FALSO
I peperoncini calabresi sono davvero ottimi. Piccanti, non c’è dubbio. Ma nella scala che misura il grado di intensità dei peperoncini, i calabresi sono abbastanza in basso, superati dai sudamericani e dagli orientali.
C’è da dire che questi ultimi sono sì forti, ma con poche sfumature di gusto, mentre i sudamericani, come i nostrani, presentano una maggiore e apprezzabile complessità aromatica.
2. SE E’ ARANCIONE E’ MENO PICCANTE DI QUELLO ROSSO
FALSO
Se pensate che il colore identifichi la piccantezza di un peperoncino, state sbagliando. Ne è un esempio l’Aji peruviano, dall’aria tutto sommato abbastanza innocua con quel suo bel colore arancio, che invece risulta tra i più piccanti. In realtà, il colore del peperoncino, ci dice poco o nulla.
Tutte le sfumature dal giallo al rosso sono solo caratteristiche distintive delle diverse specie, ma non hanno nessun rapporto con la quantità di capsaicina (sostanza che lo rende piccante) presente nel frutto.
3. MEGLIO TESTARE IN PICCOLE QUANTITA’ PRIMA DI AGGIUNGERLO AL CIBO
VERO
Se al mercato avete acquistato peperoncini mai provati prima, l’assaggio non è un’opzione ma un obbligo.
Se sbagliate dosaggio, infatti, piatto sarà rovinato. Il piccante copre tutto.
Per l’assaggio è importante sapere che, facendo il test sulla parte finale, la punta del peperoncino, state assaggiando la meno piccante.
4. ELIMINANDO I SEMI NON SI ELIMINA IL PICCANTE
VERO
La capsaicina non è all’interno dei semi ma nella sostanza, vagamente gelatinosa, che li avvolge.
Le parti più a contatto con essa ne saranno in un certo senso contagiate: oltre ai semi, i filamenti cui sono attaccati e la polpa nelle vicinanze. Ecco perché la punta del peperoncino, priva di semi, è un po’ meno forte della parte vicina al picciolo.
5. PER RIMEDIARE AL BRUCIORE, BISOGNA BERE ACQUA
FALSO
La capsaicina, una volta inserita in bocca, attiva gli stessi recettori che percepiscono il calore, provocando un senso di bruciore. Se, dopo aver assaggiato un boccone troppo piccante, beviamo acqua, il liquido diluirà e spargerà in giro per la bocca le sostanze responsabili del gusto intenso. Insomma, non spegne il bruciore ma, al contrario, lo alimenta.
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