CONTATTO CON LA NATURA E BENESSERE

Lo sappiamo tutti: stare a contatto con la natura rilassa e dona una sensazione di benessere. Anche la scienza lo conferma: è stato dimostrato ad esempio che chi vive a meno di un chilometro da un’area verde ha un minor rischio di ammalarsi di molte patologie: cardiovascolari, respiratorie, digestive, muscolari, e soprattutto ansia e depressione.
Immergersi in un contesto naturale, infatti, aiuta a riposare dall’eccessiva stimolazione a cui tutti i nostri sensi – anche se non ce ne rendiamo conto – sono continuamente sottoposti nelle città; e di conseguenza si riducono rabbia, frustrazione, ansia e tristezza, mentre crescono la stima di sé e l’autocontrollo.
I bambini che crescono a contatto con la natura sono più sereni, hanno maggiore capacità di attenzione e riescono a reagire meglio agli stress; gli automobilisti che guidano in mezzo al verde sono più concentrati, meno ansiosi e meno aggressivi; e addirittura i negozi che si trovano su vie alberate fanno più affari, perché i clienti tendono a spendere di più e a tornare.

Cosa succede nel nostro organismo quando guardiamo un paesaggio verdeggiante o passeggiamo in un bosco?
Gli scienziati hanno verificato che frequenza cardiaca, pressione sanguigna e ormoni dello stress si normalizzano, mentre a livello cerebrale la corteccia prefrontale – sede dell’attenzione, del ragionamento e della pianificazione – riposa, e si attivano aree più profonde, dedicate alla regolazione delle emozioni e responsabili di sensazioni di piacere e benessere.

Queste modificazioni fisiologiche sono attivate dalla semplice vista di un paesaggio naturale: l’occhio umano ha infatti una preferenza per il colore verde, per le forme frattali rinvenibili nelle chiome degli alberi, per gli spazi aperti in cui lo sguardo può vagare; considerando che per milioni di anni abbiamo vissuto e ci siamo evoluti in mezzo alla natura (le città esistono solo da circa 5000 anni, un tempo brevissimo rispetto alla nascita della specie umana), andare in campagna è un po’ come tornare a casa…

Non solo la vista, ma anche l’olfatto sembra fondamentale per spiegare l’esperienza di benessere procurata dalla natura. I vegetali producono infatti una famiglia di sostanze volatili e aromatiche dette fitoncidi (ad esempio il pinene che dà al legno di pino quel suo profumo caratteristico) che, una volta inalate, agiscono nel nostro organismo potenziando le difese immunitarie.
Sulla base di questi dati i giapponesi hanno ideato una forma di terapia, chiamata shinrin-yoku (in italiano “trarre giovamento dell’atmosfera della foresta” o “bagno nella foresta”), che consiste appunto nel camminare in mezzo agli alberi respirando a pieni polmoni!

Ma quanto tempo bisogna passare nella natura per avere dei benefici concreti?
Una ricerca condotta nel Regno Unito nel 2014-2016 ha stabilito che due ore alla settimana sono la “dose” minima per riscontrare un maggior benessere e un migliore stato di salute; l’effetto positivo aumenta con l’aumentare del tempo trascorso all’aria aperta, raggiungendo il massimo con tre ore a settimana per la salute e cinque ore a settimana per la sensazione di benessere. Tutti ne traggono vantaggio allo stesso modo: uomini e donne, giovani e anziani, ricchi e poveri, e anche chi soffre di malattie croniche o di disabilità.

Nell’attesa che chi di dovere recepisca questi dati e ne tenga conto per progettare strade e città, approfittiamo di queste giornate di sole per passare più tempo possibile in mezzo al verde!

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