PROBIOTICI IN GRAVIDANZA, le allergie del bambino

Siamo arrivati alla terza e ultima parte del nostro approfondimento sul ruolo del microbiota durante la gravidanza e i benefici che la futura mamma e il suo bambino possono ottenere dall’utilizzo dei probiotici.
Nella prima parte, che puoi leggere QUI, abbiamo analizzato l’efficacia dei probiotici per riequilibrare il microbiota vaginale e prevenire le complicanze associate a vaginosi batterica e streptococco di gruppo B.
Nella seconda parte abbiamo poi parlato della correlazione tra microbiota intestinale e metabolismo/infiammazione, e dell’utilità dei probiotici per prevenire il diabete gestazionale e la pre-eclampsia, con ripercussioni positive non solo sull’esito della gravidanza ma anche sulla salute a lungo termine del nascituro (CLICCA QUI per leggere l’articolo).

Affrontiamo ora l’importante argomento della prevenzione delle allergie del bambino.

Allergie: malattie del “primo mondo”
Le patologie allergiche (dermatite atopica, asma, rinite allergica, allergie alimentari) sono diffuse soprattutto nei paesi più industrializzati e urbanizzati e sono in continuo aumento: l’asma, per esempio, negli Stati Uniti nel decennio 1999-2009 è aumentato del 15% ed è oggi la malattia infantile maggiormente diffusa. Le cause di queste patologie sono complesse e ancora non del tutto chiare. Esiste senza dubbio una predisposizione genetica; questa, però, da sola non è sufficiente affinché si manifesti una malattia allergica. La distribuzione geografica e il rapido aumento delle allergie fa supporre che a giocare un ruolo chiave siano fattori ambientali legati alla modernizzazione delle società, e in particolare al miglioramento delle condizioni igieniche. Se questo, infatti, da un lato ha ridotto drasticamente l’incidenza delle malattie infettive, sembra però che una insufficiente esposizione ai germi nella prima infanzia influenzi il sistema immunitario – che proprio in quel periodo sta maturando – in maniera permanente, aumentando la predisposizione alle allergie.

L’importanza del microbiota
Negli ultimi dieci anni circa ci si è resi conto che non sono solo i germi esterni quelli che contano, bensì anche e soprattutto quelli che vivono all’interno del nostro organismo: cioè il microbiota intestinale, che, come abbiamo visto nella puntata precedente, esercita una influenza decisiva sul nostro sistema immunitario. A sostegno di questa teoria diversi studi hanno osservato che la flora intestinale dei neonati che in seguito svilupperanno patologie allergiche è diversa da quella dei neonati che non le svilupperanno. È ora diventato chiaro che uno sviluppo scorretto del microbiota nella primissima infanzia genera una disregolazione immunitaria che favorisce l’insorgenza di allergie; e il periodo critico durante il quale l’influenza del microbiota sul sistema immunitario appare più rilevante è stato identificato nei primi 100 giorni di vita.

Lo sviluppo del microbiota infantile
Quali sono i fattori che favoriscono un corretto sviluppo del microbiota infantile e prevengono la successiva comparsa di allergie?
Eccone alcuni (la lista si allunga mano a mano che vengono effettuate nuove ricerche):
• nascita a termine, cioè non prematura;
• parto vaginale;
• allattamento al seno;
• non assumere antibiotici (né la madre durante la gravidanza né il bambino nei primi mesi di vita);
• vivere con fratelli più grandi o con animali domestici.

Ma il primo fattore a modellare il microbiota di un bambino è il microbiota della madre: influenza che inizia già in utero – quando il feto, ingerendo i pochi batteri presenti nel liquido amniotico, comincia a creare un proprio microbiota che riflette quello materno – e che prosegue poi durante il parto, quando il neonato entra in contatto con la flora vaginale della madre. Ecco allora che se durante la gravidanza la madre assume probiotici questi vengono trasmessi al suo bambino. Non solo, ma sul bambino hanno un impatto molto maggiore che sulla madre: infatti il microbiota infantile, non essendo ancora maturo, è molto più influenzabile di quello adulto. Quando un adulto smette di assumere probiotici, questi scompaiono dal suo intestino nel giro di qualche giorno; i probiotici assunti dalla madre durante la gravidanza, invece, restano rilevabili nelle feci del figlio per almeno sei mesi (e in alcuni casi fino a due anni)! Durante il periodo prenatale e la prima infanzia abbiamo quindi l’opportunità unica di guidare lo sviluppo del microbiota in una direzione che potrà influire positivamente sulla salute dell’individuo per tutta la sua vita.

Dai probiotici, benefici provati
Sono stati effettuati molti studi per verificare l’influenza dei probiotici sulle allergie, e la conclusione è che l’assunzione da parte della madre durante la gravidanza e/o durante l’allattamento, e/o la somministrazione al neonato, è effettivamente in grado di diminuire il rischio che negli anni successivi il bambino sviluppi patologie allergiche. Tant’è che nel 2015 la World Allergy Organization ha inserito i probiotici nelle sue linee guida sulla prevenzione delle allergie.

Il nostro consiglio:
se aspetti un bambino, comincia subito ad assumere NATURAFLORA PLUS, e continua per tutta la durata della gravidanza e dell’allattamento.

NATURAFLORA PLUS è il probiotico di alta qualità composto dai ceppi batterici ad oggi ritenuti più importanti per mantenere il naturale benessere intestinale e vaginale.

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