Ormai tutti sanno che Lactobacillus crispatus è il miglior probiotico per la salute vaginale. Ma la domanda è: meglio utilizzarlo da solo, oppure in combinazione con altre specie? Sul mercato troviamo infatti sia prodotti contenenti solo L. crispatus (monoceppo) sia prodotti che lo associano ad altri microrganismi (multiceppo).
Potremmo pensare che, essendo L. crispatus così efficace, non ci sia bisogno di aggiungere altro, e che anzi altri batteri presenti nella stessa formulazione interferiscano con le sue azioni benefiche. In realtà le ricerche scientifiche iniziano a mettere in luce un concetto fondamentale: batteri diversi hanno capacità diverse e, se scelti nel modo corretto, si supportano a vicenda, rendendo i probiotici multiceppo più efficaci di quelli monoceppo.
Probiotici vaginali multiceppo vs. monoceppo: il nuovo studio
Un nuovo studio, da poco pubblicato sulla rivista Microbial Biotechnology, ci offre dati concreti su questo tema. Lo studio ha confrontato l’efficacia dei due batteri Lactobacillus crispatus e Lactobacillus plantarum, somministrati singolarmente oppure insieme, per contrastare la vaginite aerobia. Si tratta di un’infezione vaginale causata dalla crescita eccessiva di alcuni batteri (es. Staphylococcus aureus, Streptococcus agalactiae, Escherichia coli) che prendono il sopravvento quando il microbiota vaginale perde il suo equilibrio. L’obiettivo dello studio era capire se una formulazione di probiotici vaginali multiceppo potesse ottenere risultati migliori rispetto ai singoli ceppi usati da soli.
Perché proprio questi due batteri?
L. crispatus è considerato il lattobacillo più importante per la salute vaginale femminile, e la sua riduzione o scomparsa è una caratteristica costante nelle donne con vaginite aerobia. L. plantarum è una specie che popola normalmente la vagina, anche se non in modo dominante, e possiede proprietà antimicrobiche e antinfiammatorie ben documentate.
La scelta di associare queste due specie non è casuale, ma si basa su un principio studiato dalla ricerca sul microbiota: batteri diversi, se le loro capacità si integrano bene, si scambiano nutrienti e sostanze utili, distribuendo il “lavoro” all’interno della comunità e rendendola più stabile ed efficace.
L. crispatus è altamente specializzato per l’ambiente vaginale, lo colonizza meglio di qualsiasi altro batterio, ma dipende per la propria sopravvivenza da alcune sostanze che non riesce a produrre da solo in quantità sufficiente. L. plantarum, invece, è una specie molto adattabile: colonizza ambienti diversi tra loro (intestino, vagina, persino alimenti fermentati) e produce una varietà più ampia di sostanze. Può quindi supportare L. crispatus, fornendogli ciò di cui ha bisogno per prosperare.
Questa è l’idea scientifica alla base dei probiotici vaginali multiceppo: un insieme di batteri le cui capacità si integrano ha maggiori probabilità di colonizzare stabilmente la vagina ed esercitare un’azione terapeutica più completa rispetto a un singolo ceppo. I risultati dello studio, come vedremo, confermano questo principio.
Come è stato condotto lo studio
Lo studio è stato condotto su topi di laboratorio a cui è stata indotta la vaginite aerobia inoculando i batteri patogeni caratteristici di questa condizione. Sono stati poi somministrati per via vaginale L. crispatus e L. plantarum, separatamente o in combinazione, e i risultati sono stati confrontati tra loro e con topi sani.
Cosa è migliorato con i probiotici vaginali
Segni visibili
I topi, proprio come le donne affette da vaginite aerobia, hanno sviluppato gonfiore e arrossamento della mucosa, perdite vaginali anomale, danni ai tessuti e un’intensa infiammazione. Entrambi i probiotici vaginali, presi singolarmente, hanno ridotto questi sintomi; ma la combinazione multiceppo ha eliminato quasi del tutto le secrezioni e ha ripristinato la struttura dei tessuti in modo molto più vicino alla normalità, con un risultato superiore rispetto ai due probiotici usati da soli.
La barriera protettiva della mucosa vaginale
La mucosa vaginale funziona come una barriera fisica che impedisce ai batteri nocivi di penetrare nei tessuti più profondi. Questa barriera è formata da cellule strettamente unite tra loro attraverso proteine specifiche che le tengono sigillate l’una all’altra. L’infiammazione che si produce durante la vaginite aerobia compromette questa struttura, rompendo i sigilli tra cellula e cellula e in generale degradando le proteine che formano il supporto del tessuto.
I probiotici vaginali hanno invertito questi processi, proteggendo la mucosa; e, anche in questo caso, la formulazione multiceppo ha ottenuto risultati significativamente migliori rispetto ai singoli ceppi, avvicinandosi ai valori dei topi sani.
Infiammazione ed equilibrio del sistema immunitario
L’intensa infiammazione scatenata dalla vaginite ha prodotto cambiamenti in diversi indicatori:
- aumento delle citochine pro-infiammatorie e riduzione delle citochine antinfiammatorie (molecole segnale che chiedono al corpo di scatenare un’infiammazione oppure, viceversa, di frenarla)
- aumento di enzimi coinvolti nei processi infiammatori
- attivazione dei neutrofili, le cellule immunitarie di prima linea
- aumento dei linfociti che amplificano l’infiammazione, e riduzione di quelli che la tengono sotto controllo.
Tutti questi indicatori sono migliorati con il trattamento con probiotici vaginali. Entrambi i ceppi, da soli, hanno prodotto cambiamenti, ma solo la somministrazione multiceppo ha riportato i valori ai livelli dei topi sani, normalizzando completamente il quadro infiammatorio.
In sintesi: entrambi i probiotici vaginali si sono dimostrati efficaci, ma la formulazione multiceppo ha ottenuto risultati superiori, riportando in molti casi i parametri patologici al livello dei topi sani: un risultato che nessuno dei due ceppi, da solo, è riuscito a raggiungere. I meccanismi d’azione sono molteplici e complementari: i probiotici hanno ridotto i sintomi agendo contemporaneamente sull’infiammazione, sui tessuti e sull’equilibrio immunitario. Questo li rende potenzialmente utili non solo nel trattamento della vaginite aerobia (eventualmente in associazione agli antibiotici), ma anche nella prevenzione delle recidive.
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Fonti scientifiche
Tian, M., Zhang, X., Xu, X., He, X., Wu, X., Wei, J., … & Chen, T. (2026). Vaginal‐Derived Potential Probiotics and Their Postbiotics Alleviate Aerobic Vaginitis via Suppressing TLR4/MyD88/NF‐κB Signalling Pathway and Potentially Enhancing Vaginal Barrier. Microbial Biotechnology, 19(3), e70327. https://doi.org/10.1111/1751-7915.70327
Vander Donck, L., Victor, M., Van Beeck, W., Van Rillaer, T., Dillen, J., Ahannach, S., … & Lebeer, S. (2025). Host-independent synergism between Lactobacillus crispatus and other vaginal lactobacilli. Cell Reports, 44(9). https://doi.org/10.1016/j.celrep.2025.116171
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