I probiotici in allattamento sono al centro di un crescente interesse scientifico, perché potrebbero influenzare non solo il microbiota della madre, ma anche la composizione del latte materno e il benessere del neonato.
In un precedente articolo abbiamo esplorato come il latte materno sia molto più di un semplice alimento, definendolo un fluido bioattivo dinamico capace di guidare lo sviluppo del neonato. Se il latte è senza dubbio il “gold standard” per la nutrizione del neonato, la ricerca scientifica si è chiesta: è possibile per la madre influenzare positivamente la qualità di questo fluido attraverso l’integrazione alimentare?
Oggi sappiamo che l’assunzione di probiotici da parte della madre durante la gravidanza e l’allattamento può sostenere la salute del bambino. In questo approfondimento vedremo in particolare come l’integrazione materna moduli la composizione del latte, non solo cambiando la comunità di microrganismi che lo abitano, ma anche inviando messaggi biochimici complessi che possono istruire il sistema immunitario del neonato e migliorare il suo benessere gastrointestinale.
Probiotici in allattamento e asse intestino-mammella
Alcuni studi suggeriscono che i probiotici assunti dalla mamma possano anzitutto passare direttamente nel latte e poi, con l’allattamento, essere trasferiti al bambino. Ma in che modo un probiotico assunto per via orale può arrivare fino alla mammella? Per spiegarlo, la ricerca scientifica propone un meccanismo affascinante che è stato battezzato asse intestino-mammella.
Che l’intestino della madre “parli” costantemente con la ghiandola mammaria è già dimostrato: lo sappiamo perché il latte contiene anticorpi specifici contro i batteri intestinali materni. Accade che, quando la madre entra in contatto con un batterio nel proprio intestino, cellule immunitarie specializzate (cellule dendritiche) lo identificano e ne comunicano la presenza ad altre cellule, i linfociti B. Questi linfociti migrano poi attraverso il sangue fino alla ghiandola mammaria, dove iniziano a produrre anticorpi IgA specifici contro quel batterio, pronti per essere trasmessi al neonato con la poppata.
I ricercatori ipotizzano che, analogamente a questo sistema di trasporto di informazioni immunitarie, possano passare dall’intestino alla mammella anche batteri vivi. L’idea è che le cellule dendritiche possano fungere anche da taxi biologici, catturando i batteri dal lume intestinale della madre e trasportandoli integri, attraverso il sistema linfatico e sanguigno, fino al latte.
Non è solo un viaggio a senso unico. Esiste anche un flusso nella direzione inversa, per cui durante la poppata la saliva del bambino (carica dei suoi microrganismi) rientra nei dotti mammari, permettendo alla madre di produrre anticorpi su misura per le necessità del piccolo.
Come i probiotici cambiano la composizione del latte materno
Oltre e indipendentemente dal loro trasferimento diretto, i probiotici in allattamento possono influenzare la composizione microbica del latte anche in modo indiretto. Quando la madre assume probiotici si è visto infatti che, anche se i ceppi probiotici non vengono di per sé rilevati, nel latte aumenta comunque la presenza di batteri benefici, e contemporaneamente si riduce quella di potenziali patogeni.
Un beneficio molto concreto riguarda la prevenzione della mastite. L’integrazione con ceppi di Lactobacillus si è dimostrata efficace nel ridurre i livelli di stafilococchi nel latte, i principali responsabili delle infiammazioni dolorose al seno, proteggendo la salute della madre e la continuità dell’allattamento.
Ma forse l’effetto più profondo dei probiotici materni riguarda le citochine, piccole molecole messaggere che regolano l’infiammazione e le naturali difese dell’organismo. Studi clinici hanno dimostrato che i probiotici in allattamento aumentano i livelli di:
- TGF-β1 (Fattore di Crescita Trasformante β1). Questa molecola è nota per la sua capacità di influenzare direttamente lo sviluppo del tratto gastrointestinale ancora immaturo del bambino. In particolare, agisce come un segnale che istruisce il sistema immunitario neonatale a produrre i propri anticorpi IgA, che rappresentano la prima linea di difesa contro infezioni e allergie. Le IgA rivestono le pareti dell’intestino creando una barriera contro i patogeni e al tempo stesso favorendo la tolleranza verso sostanze innocue, come i nuovi alimenti o i batteri benefici. Difatti si è visto che, quando le madri assumono probiotici in allattamento, i bambini hanno livelli di IgA più elevati.
- IL-10 (Interleuchina-10). Una citochina anti-infiammatoria che aiuta a mantenere l’equilibrio del sistema immunitario neonatale, agendo da freno naturale contro le infiammazioni eccessive. Una volta ingerita dal neonato l’IL-10 agisce localmente nell’area intestinale, stimolando l’espansione dei linfociti B (responsabili di produrre anticorpi), educando il sistema immunitario a tollerare i batteri benefici e supportando così la formazione di un microbiota fisiologico e sano, e proteggendo la barriera intestinale dai danni causati da stimoli infiammatori.
Questi messaggeri biochimici permettono quindi alla madre di guidare a distanza, attraverso il latte, la maturazione delle difese del bambino.
Effetti sul neonato dei probiotici in allattamento
Intervenendo sul latte materno, i probiotici in allattamento possono supportare il benessere del bambino in diversi aspetti della sua crescita.
Benessere gastrointestinale
Uno dei benefici più immediati e documentati riguarda la riduzione di disturbi gastrointestinali molto comuni nei primi mesi di vita. Integrando i dati scientifici disponibili, uno studio del 2023 ha concluso che quando le madri assumono probiotici i neonati soffrono meno di coliche, con una riduzione stimata addirittura intorno al 70%. Mentre per quanto riguarda il rigurgito si è visto che il TGF-β1, oltre a educare il sistema immunitario, migliora la motilità intestinale e la contrattilità dei muscoli dell’esofago, riducendo il reflusso acido.
Educazione immunitaria
Come abbiamo già accennato, i probiotici potenziano l’allattamento nell’educazione del sistema immunitario ingenuo del bambino. Questo aiuta da un lato a prevenire le allergie (l’assunzione di ceppi come Lactobacillus rhamnosus da parte della madre è associata a una riduzione del rischio di sviluppare dermatite atopica nei primi anni di vita), dall’altro sostiene la capacità di far fronte alle infezioni.
Eubiosi del microbiota
Anche se i probiotici assunti dalla mamma non sempre compaiono nel latte, sono ugualmente in grado di favorire il corretto sviluppo del microbiota intestinale del bambino in modo indiretto, creando nel latte un ambiente metabolico e immunologico che favorisce la proliferazione dei batteri buoni già presenti nel bambino.
In uno studio pubblicato proprio quest’anno, per esempio, si è visto che i bambini le cui madri assumevano Lactobacillus reuteri avevano, già dopo il primo mese di vita, più bifidobatteri. Questi sono i batteri intestinali fondamentali per i bimbi piccoli, e favoriscono la fisiologica maturazione dei tessuti intestinali e si oppongono alla colonizzazione da parte di batteri dannosi.
Controllo del peso
L’integrazione materna di probiotici in allattamento sembra avere un ruolo anche nella programmazione metabolica del bambino. Un’analisi dei dati scientifici pubblicata nel 2023 ha indicato infatti che i probiotici possono aiutare a controllare l’eccessivo aumento di peso del neonato, suggerendo un effetto protettivo a lungo termine contro l’obesità infantile.
Probiotici in allattamento: una scelta per due
In sintesi, i probiotici assunti dalla madre durante l’allattamento innescano una cascata di eventi biologici che arricchiscono il latte di messaggi protettivi. Le evidenze scientifiche disponibili suggeriscono che questa pratica possa sostenere la maturazione immunitaria del neonato, migliorare il suo comfort digestivo e potenziare le già straordinarie proprietà del latte materno.
Curare il microbiota della madre con i probiotici significa, in ultima analisi, investire nella salute del bambino durante una delle fasi più plastiche e determinanti della sua vita.
Stai cercando un probiotico diqualità da assumere durante l’allattamento?
NutraLabs ti propone NATURAFLORA PLUS
NATURAFLORA PLUS è il probiotico di nuova generazione con i ceppi di microrganismi ad oggi ritenuti più importanti per ripristinare e mantenere il benessere intestinale.
L’unico formulato e testato da un Naturopata con 20 anni di esperienza nell’integrazione per le problematiche intestinali! (chi è Milo Manfredini?)
Una sola capsula di NATURAFLORA PLUS contiene:
- 4 miliardi di Saccharomyces boulardii
- 2 miliardi di Lactobacillus plantarum
- 2 miliardi di Bifidobacterium longum
- 2 miliardi di Lactobacillus acidophilus
- 2 miliardi di Lactobacillus rhamnosus
NATURAFLORA PLUS è davvero benefico per l’intestino, e questo effetto si ripercuote positivamente su tutto l’organismo!
Disponibile in formato da 60 capsule vegetali.
Completamente privo di lattosio e di glutine.
Cosa aspetti?
Puoi acquistare NATURAFLORA PLUS in tutte le farmacie, oppure nel nostro sito in esclusiva a un PREZZO ECCEZIONALE!
Fonti scientifiche
Alemu, B. K., Azeze, G. G., Wu, L., Lau, S. L., Wang, C. C., & Wang, Y. (2023). Effects of maternal probiotic supplementation on breast milk microbiome and infant gut microbiome and health: a systematic review and meta-analysis of randomized controlled trials. American Journal of Obstetrics & Gynecology MFM, 5(11), 101148. https://doi.org/10.1016/j.ajogmf.2023.101148
Baldassarre, M. E., Di Mauro, A., Mastromarino, P., Fanelli, M., Martinelli, D., Urbano, F., Capobianco, D., & Laforgia, N. (2016). Administration of a Multi-Strain Probiotic Product to Women in the Perinatal Period Differentially Affects the Breast Milk Cytokine Profile and May Have Beneficial Effects on Neonatal Gastrointestinal Functional Symptoms. A Randomized Clinical Trial. Nutrients, 8(11), 677. https://doi.org/10.3390/nu8110677
Ferretti, P., Allert, M., Johnson, K. E., Rossi, M., Heisel, T., Gonia, S., Knights, D., Fields, D. A., Albert, F. W., Demerath, E. W., Gale, C. A., & Blekhman, R. (2025). Assembly of the infant gut microbiome and resistome are linked to bacterial strains in mother’s milk. Nature Communications. https://doi.org/10.1038/s41467-025-66497-y
Pagliarini, E., Poli, C., Martini, S., Cimatti, A. G., Di Gioia, D., & Corvaglia, L. T. (2026). Effect of Supplementation with Lactobacillus reuteri SGL 01 in Lactating Women on Breast Milk and Neonatal Gut Microbiota: An Exploratory, Randomized, Open-Label Clinical Trial. Nutrients, 18(5). https://doi.org/10.3390/nu18050794
Simpson, M. R., Avershina, E., Storrø, O., Johnsen, R., Rudi, K., & Øien, T. (2018). Breastfeeding-associated microbiota in human milk following supplementation with Lactobacillus rhamnosus GG, Lactobacillus acidophilus La-5, and Bifidobacterium animalis ssp. lactis Bb-12. Journal of Dairy Science, 101(2), 889-899. https://doi.org/10.3168/jds.2017-13411
Zaidi, A. Z., Moore, S. E., & Okala, S. G. (2021). Impact of Maternal Nutritional Supplementation during Pregnancy and Lactation on the Infant Gut or Breastmilk Microbiota: A Systematic Review. Nutrients, 13(4), 1137. https://doi.org/10.3390/nu13041137