OBESITÀ: LA PREVENZIONE PARTE DALL’INFANZIA

Da uno studio pubblicato di recente sulla rivista internazionale Economics and Human Biology emerge che se gli americani oggi sono così in sovrappeso la causa non sta tanto nella loro alimentazione attuale, quanto in quella di quando erano bambini: infatti negli Stati Uniti l’obesità ha visto un aumento esponenziale a partire dal 2010, mentre il consumo di zuccheri è in diminuzione dagli anni ’90. Una prova in più del ruolo fondamentale che ha l’infanzia nel condizionare la nostra salute per tutta la vita.

Se dall’altra parte dell’oceano la situazione è drammatica, con un tasso di obesità del 40%, in Italia le cose vanno senza dubbio meglio: da noi l’obesità interessa oggi “solo” il 10% della popolazione. Il dato preoccupante tuttavia è l’aumento del sovrappeso nei bambini e ragazzi tra i 5 e i 19 anni, che dal 2000 al 2016 è quasi raddoppiato e oggi arriva al 37%, mentre un bambino su dieci è obeso.

Nella quasi totalità dei casi la colpa è, banalmente, di due fattori: uno stile di vita sedentario e un’alimentazione errata, nelle quantità ma soprattutto nella qualità e nelle modalità: eccesso di proteine e grassi animali, carenza di frutta, verdura e legumi, colazione assente, spuntini troppo ricchi, spizzicare fuori pasto.

Purtroppo non è vero che con la crescita tutto si risolve: nella metà dei casi, infatti, con il passaggio all’età adulta l’obesità permane o peggiora. Senza contare che oggi sempre più bambini e adolescenti soffrono già di patologie legate all’obesità che finora nell’infanzia erano sconosciute: ipertensione, colesterolo elevato, diabete di tipo 2, fegato grasso, oltre a disturbi ortopedici e psicologici. Il rischio di portarsi dietro queste problematiche per tutta la vita è alto.

Cosa fare quindi?
La Società Italiana di Pediatria ha stilato un decalogo anti-obesità che parte già dal concepimento.
Vediamo le regole una per una.

• In gravidanza: attenzione all’aumento di peso e no al fumo.
Durante la gestazione una donna normopeso dovrebbe aumentare non più di 16 kg: troppi chili in più si associano infatti al rischio che negli anni successivi il bambino sviluppi obesità. Anche il fumo materno durante la gravidanza aumenta il rischio di sovrappeso nella prole, oltre a causare tanti altri danni alla salute di madre e feto.

• Allattamento: al seno è meglio.
L’allattamento al seno esclusivo fino ai 6 mesi riduce il rischio di obesità nelle età successive.

• Importanza dello svezzamento. Dovrebbe iniziare intorno ai 6 mesi e seguire regole corrette per quanto riguarda tipo e quantità degli alimenti, in modo da evitare sin dai primi mesi di vita un eccessivo aumento di peso e uno squilibrio del rapporto tra peso e lunghezza. Uno svezzamento precoce e troppo ricco di proteine favorisce il sovrappeso.

• Seguire un’alimentazione corretta: ricca di frutta e verdura, che privilegi le proteine vegetali e a moderato apporto di proteine animali e grassi saturi. Bambini e adolescenti dovrebbero consumare la maggior parte dei pasti in famiglia.

• No al cibo spazzatura, a casa e fuori. Nei fast food si tende a mangiare di più e peggio – più proteine animali, più grassi, più zuccheri, meno frutta e verdura.

• Evitare bevande zuccherate, succhi di frutta industriali e, per i più grandi, alcolici e energy drink.

• Seguire uno stile di vita attivo. Fare a piedi o in bicicletta gli spostamenti quotidiani, fare le scale a piedi, aiutare nei lavori domestici e giocare all’aria aperta è consigliabile per tutti i bambini a partire dai 2-3 anni, mentre dai 5-6 si può inserire anche un’attività motoria organizzata con una frequenza di 2/3 volte a settimana.

• Ridurre il tempo passato davanti a uno schermo (TV, videogiochi, computer, cellulare, ecc.). Prima dei due anni è consigliabile evitare del tutto i dispositivi elettronici; tra i 2 e i 5 anni non più di un’ora al giorno; dopo i 5 anni non più di due ore al giorno.

• Dormire a sufficienza. Un sonno insufficiente è un altro fattore di rischio per sovrappeso e obesità infantili. Fino ai 12 mesi un bambino dovrebbe dormire almeno 12 ore al giorno, sonnellini inclusi; tra 1 e 2 anni almeno 11 ore; tra i 3 e i 5 anni almeno 10 ore; tra i 6 e i 12 anni almeno 9 ore; dopo i 12 anni almeno 8 ore.

Naturalmente queste regole valgono non solo per i bambini ma per tutta la famiglia: non dimentichiamo che il modo migliore per far apprendere buone abitudini è l’esempio!
E anche i genitori ne guadagneranno in salute.

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