DEPRESSIONE ESTIVA: SÌ, ESISTE!

Se quando arriva l’estate, e tutti sembrano pieni di allegria e vitalità, tu invece ti senti spossato, triste e senza energie, potresti soffrire di depressione estiva. Vediamo in questo articolo di cosa si tratta e cosa fare per sentirti meglio.

Parlando di depressione stagionale, è l’inverno a venirci subito in mente. Quando le giornate si accorciano e il tempo peggiora, infatti, non sono in pochi a risentirne con un calo del tono dell’umore, che in alcuni casi può diventare una vera e propria depressione.

Ma la depressione stagionale (o, in termini più tecnici, disturbo affettivo stagionale) non è prerogativa dei mesi invernali. C’è anche chi ne soffre quando le giornate si allungano, la luce aumenta e le temperature salgono, ossia quando la maggior parte di noi comincia a pensare a vacanze, viaggi e divertimenti vari: all’inizio dell’estate.

La depressione estiva ha però alcuni sintomi specifici, diversi da quelli della controparte invernale. Se in autunno e inverno l’abbassamento del tono dell’umore si accompagna alla tendenza a mangiare e dormire di più, in estate al contrario la depressione si manifesta con perdita dell’appetito e insonnia. È una depressione in un certo modo più “agitata”; ma non per questo meno debilitante.

depressione estiva

Cause della depressione estiva

Sappiamo che anche noi esseri umani, al pari degli animali e dei vegetali, siamo profondamente influenzati dai ritmi stagionali. È naturale che in inverno si verifichi un certo calo di energia, che ci si senta meno attivi e si abbia più appetito, mentre il ritmo sonno-veglia cambia in accordo con il fotoperiodo e si tende a dormire di più. Al contrario, con l’arrivo dell’estate è fisiologico mangiare meno (non abbiamo più bisogno di cuscinetti di grasso che ci proteggano dal freddo) e, seguendo la luce solare, dormire meno.

In quest’ottica le depressioni stagionali sembrano un’esacerbazione delle naturali risposte dell’organismo ai cambi di stagione. In inverno la fisiologica tendenza a “chiudersi” degenera in perdita di interesse, tristezza e apatia. L’estate al contrario sconvolge i ritmi sonno-veglia, non si riesce più a riposare a sufficienza e di conseguenza l’energia, e con lei l’umore, calano a picco. Aggiungiamo poi il caldo e l’umidità, che per molti sono causa di spossatezza e prostrazione. Mentre l’effetto stimolante della luce intensa può far emergere ansia e agitazione—è provato ad esempio che ansia, panico e aggressività aumentano con il crescere delle temperature.

Può poi esserci un secondo ordine di cause, legate non direttamente alla stagione bensì a fattori psico-sociali. In estate le città si svuotano, i negozi chiudono, gli amici partono per viaggi e vacanze, e in questo modo vengono a mancare gli usuali punti di riferimento. Può essere un’esperienza destabilizzante. Anche lo stacco dal lavoro, invece di una pausa rigenerante, può trasformarsi in un problema nel momento in cui ci si trova davanti a lunghe giornate improvvisamente vuote, che non si sa come riempire. A maggior ragione se si rimane a casa da soli, con la solitudine e il senso di isolamento a peggiorare la situazione.

Cosa fare se soffri di depressione estiva

È probabile che il disagio legato al cambio di stagione esista in una scala di intensità: alcune persone sono solo leggermente e temporaneamente disturbate, per altre il disagio è maggiore, fino ai casi di depressione vera e propria.

Per tutti può essere utile proteggersi il più possibile dalla luce intensa e dal caldo e umidità eccessivi, che agiscono sul corpo e sul cervello innescando i sintomi depressivi. Penombra in casa, occhiali da sole all’aperto. Rinfrescarsi durante la giornata con docce tiepide. Scegliere cibi leggeri ma nutrienti, per non perdere ulteriori energie a causa di un’alimentazione troppo scarsa. Fare un po’ di attività fisica, ad esempio una passeggiata, molto presto al mattino oppure dopo il tramonto, evitando la parte centrale della giornata.

E poi non lasciarsi condizionare da quelli che dicono che “è estate, c’è il sole, dovresti uscire di più, essere più felice!”. Bando ai sensi di colpa: farsi violenza non serve. Ascoltarsi e rispettarsi sì.

Se invece il problema è il senso di vuoto e di disorientamento “da ferie”, la strategia migliore è organizzarsi per tempo. Sarà d’aiuto stendere, con largo anticipo (quando la tristezza non ci ha ancora catturati), una lista di attività da fare durante il periodo critico dell’estate: gite, concerti, attività culturali, sport, libri che vorremmo leggere, film da vedere… Meglio se in compagnia!

Attenzione però: prendersi cura di sé significa anche capire quando si ha bisogno di aiuto. Gli esperti raccomandano di contattare un professionista in caso di umore basso che persiste per due settimane o più. E di cercare aiuto immediatamente se ti capita di pensare di farti del male.

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