PROBIOTICI E NEONATI: GLI EFFETTI A LUNGO TERMINE

Nei neonati con coliche, rigurgito o stitichezza, l’assunzione di probiotici specifici potrebbe aiutare a modulare il microbiota nei primi mesi di vita e influenzare il benessere intestinale anche negli anni successivi. Vediamo i risultati di un nuovo studio.

Coliche, rigurgito, stitichezza non sono sempre, purtroppo, destinati a risolversi con la crescita. A volte questi segnali precoci di disagio potrebbero essere la prima manifestazione di disturbi destinati ad accompagnare il bambino fino all’adolescenza e persino all’età adulta.

Ma la buona notizia è che “cambiare rotta” è possibile, come suggerisce uno studio italiano durato ben 10 anni e da poco pubblicato sulla prestigiosa rivista Nutrients. Gli alleati sono i probiotici, la cui somministrazione ai neonati potrebbe avere un’efficacia sorprendente nell’interrompere la traiettoria che porta da coliche e rigurgito a disturbi come il dolore addominale funzionale e l’intestino irritabile.

Coliche nei neonati e disturbi gastrointestinali funzionali: la continuità evolutiva

In medicina si parla sempre più di disturbi gastrointestinali funzionali o disturbi dell’asse intestino-cervello. Si tratta di condizioni in cui il corpo non presenta danni strutturali o biochimici evidenti (come lesioni o infezioni), ma “funziona” in modo alterato, causando dolore e disagio reale.

Queste situazioni presentano spesso una preoccupante continuità evolutiva: possono iniziare nei primi mesi di vita sotto forma di coliche infantili, stitichezza, rigurgito, per poi trasformarsi, con il passare degli anni, in stipsi cronica o dolore addominale funzionale durante l’età scolare. Ma non finisce qui. Esistono prove crescenti che questa catena possa proseguire fino alla maturità, manifestandosi come sindrome dell’intestino irritabile o dispepsia funzionale.

Il dolore infantile, infatti, non è solo un fastidio passeggero: è un “insulto precoce” che può lasciare una traccia duratura nel sistema nervoso che gestisce l’intestino. Se le prime esperienze gastrointestinali del neonato scavano un solco profondo di ipersensibilità e dolore, sarà più probabile che il sentiero continui in quella direzione per il resto del cammino.

Microbiota intestinale del neonato, l’importanza dei primi 1000 giorni

Ma perché i primi mesi di vita sono così determinanti?

La risposta risiede nella programmazione microbica. Gli scienziati hanno identificato una “finestra di opportunità” cruciale: i primi 1000 giorni di vita (dal concepimento ai due anni). In questo periodo, il corpo umano è caratterizzato da una straordinaria plasticità biologica (la capacità di modellarsi in risposta agli stimoli ambientali) che in seguito non avrà più: ecco perché ciò che accade in questo periodo può avere effetti duraturi.

Questa è anche la fase in cui si forma e si stabilizza il microbiota intestinale. Non un semplice ospite, ma un vero e proprio architetto che programma il sistema immunitario e nervoso del bambino, scrivendo il software che verrà eseguito per tutta la vita. Se durante questi 1000 giorni il microbiota subisce deviazioni — a causa per esempio di un parto cesareo, uso di antibiotici, alimentazione scorretta o stress — può istruire il sistema nervoso del bambino a essere iper-vigile e a percepire stimoli normali (come il passaggio di gas o la digestione) come segnali di dolore intenso, portando a quella che i medici chiamano ipersensibilità viscerale.

probiotici neonati

Probiotici e neonati, lo studio durato 10 anni

È possibile “riprogrammare” correttamente questo sistema? Per rispondere a questa domanda cruciale, il gruppo di ricerca della dottoressa Flavia Indrio ha seguito un gruppo di bambini per un intero decennio. Originariamente lo studio ha coinvolto circa 470 neonati che presentavano sintomi gastrointestinali precoci: coliche intense, rigurgito, stitichezza. A una metà dei neonati è stato somministrato un probiotico a base di L. reuteri per i primi tre mesi di vita, mentre all’altra metà è stato dato un placebo.

Dopo 10 anni, i ricercatori sono riusciti a rintracciare e valutare 200 di quei bambini (impresa non da poco), per scoprire quanti di loro soffrissero di dolore addominale funzionale, ossia episodi dolorosi ricorrenti (almeno quattro volte al mese) in assenza di cause organiche identificabili.

Questi i risultati:

  • Nel gruppo che aveva assunto il probiotico dieci anni prima, solo il 13% dei bambini soffriva di dolore addominale funzionale.
  • Nel gruppo placebo, ne soffriva ben l’80%.

Quell’80% del gruppo placebo è di per sé un dato estremamente interessante, perché ci mostra la storia naturale di un bambino a rischio: senza alcun intervento, la stragrande maggioranza di quei neonati con il “pancino difficile” ha proseguito lungo la traiettoria della continuità evolutiva, arrivando a 10 anni con un disturbo doloroso cronico.

La somministrazione dei probiotici ai neonati per soli 90 giorni all’inizio della vita è stata associata a un’interruzione di questa traiettoria del dolore. In altre parole, non avrebbe agito solo sul sintomo del momento, ma potrebbe aver contribuito a spostare lo sviluppo intestinale del bambino verso un binario più favorevole.

La ricerca non ha analizzato direttamente in che modo ciò sia avvenuto, ma l’ipotesi è che, interagendo con la barriera intestinale, i nervi enterici e il sistema immunitario, il probiotico abbia guidato la maturazione del sistema neuro-gastroenterico durante la finestra critica di plasticità, permettendo al bambino di sviluppare una normale tolleranza agli stimoli digestivi.

Nonostante l’entusiasmo per questi risultati, è necessaria una nota di cautela. Gli stessi autori sottolineano che questo studio non rappresenta ancora una prova definitiva di causa-effetto: in dieci anni infatti possono accadere molte cose (differenze nella dieta, infezioni, assunzione di antibiotici, stress…) che non sono state monitorate e di cui quindi non conosciamo l’influenza sui risultati.

Probiotici nei neonati: verso una pediatria preventiva

Perché questo studio è così importante per la vita quotidiana? Perché cambia l’approccio alla cura del bambino. L’obiettivo non è più solo “calmare il pianto della notte”: la prospettiva si sposta sulla prevenzione a lungo termine.

Nei primi mesi di vita il microbiota intestinale scrive il manuale di istruzioni per il futuro. Intervenire fin dall’inizio, quando il sistema è ancora flessibile, proteggendo e nutrendo correttamente questo ecosistema ha il potenziale di influenzare la qualità della vita per molti anni a venire.

NB: Anche l’assunzione da parte della mamma durante la gravidanza e l’allattamento porta benefici. Ne abbiamo parlato in questi articoli:
Un probiotico (alla mamma) per prevenire le coliche del neonato
Probiotici in allattamento: quali benefici per il neonato?

Fonti scientifiche

Indrio, F., Di Mauro, A., Perrone, G., Greco, A., Filoni, S., Napolitano, E. V., & Pecoraro, L. (2026). Long-Term Efficacy of Limosilactobacillus reuteri DSM17938 in the Prevention of Functional Abdominal Pain Disorders. Nutrients18(4), 687. https://www.mdpi.com/2072-6643/18/4/687

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