I raggi UV possono danneggiare gli occhi molto più di quanto si pensi, aumentando il rischio di parecchie patologie oculari. Proteggersi però è semplice.
In breve:
- I raggi UV possono danneggiare cornea, cristallino e retina
- Gli effetti possono essere immediati o cumulativi
- Mare, sabbia e neve aumentano l’esposizione
- Occhiali UV400 e cappello riducono il rischio
Come i raggi UV danneggiano gli occhi
La luce del sole è, per molti versi, il motore della vita. Regola i nostri ritmi circadiani, migliora l’umore, svolge un ruolo fondamentale nella sintesi della Vitamina D, che a sua volta è essenziale per la salute delle ossa e del sistema immunitario. Tuttavia nasconde un’insidia: la radiazione ultravioletta, o raggi UV.
Sebbene i raggi UV costituiscano solo una piccola parte della luce che ci raggiunge, essi trasportano molta più energia rispetto alla luce visibile, il che conferisce loro un elevato potenziale di danno biologico per i tessuti oculari. Se la pelle può scottarsi nel giro di poche ore, gli occhi subiscono danni che possono essere sia immediati che silenziosamente cumulativi nel corso degli anni.
Fotocheratite: la “scottatura” causata dai raggi UV
La fotocheratite è l’equivalente oculare di una scottatura solare sulla pelle. Si tratta di un’infiammazione acuta della cornea, la membrana trasparente che ricopre l’occhio, causata solitamente da un’esposizione intensa e breve ai raggi UVB. È una condizione relativamente comune in contesti con alta riflettività, come sulla neve (dove è nota come cecità da neve), sulla sabbia o in mare, ma può colpire anche chi utilizza lampade abbronzanti senza protezione.
I sintomi compaiono circa sei ore dopo l’esposizione e includono dolore intenso, sensazione di sabbia negli occhi, lacrimazione e forte fastidio alla luce. Fortunatamente, le cellule della cornea hanno un’elevata capacità di rigenerazione e di norma la condizione si risolve spontaneamente in meno di ventiquattr’ore. Tuttavia, ogni episodio costituisce un carico significativo di stress cellulare.
Cataratta e raggi UV: il danno al cristallino
La cataratta è una delle patologie oculari più diffuse al mondo e consiste nell’opacizzazione del cristallino, la lente interna che ci permette di mettere a fuoco le immagini. Sebbene l’invecchiamento sia la causa principale, l’esposizione solare è un fattore di rischio determinante. In particolare la cataratta corticale, un tipo specifico di opacizzazione che inizia dai bordi esterni del cristallino, è strettamente legata ai raggi UVB.
A livello microscopico, i raggi UV danneggiano le proteine del cristallino e alterano gli enzimi necessari per mantenere il corretto equilibrio di acqua e sali minerali all’interno delle cellule. Poiché il cristallino assorbe la maggior parte degli UV che entrano nell’occhio, agendo come uno scudo per la retina, esso finisce per pagare il prezzo di questa protezione accumulando anno dopo anno danni fotochimici. Studi epidemiologici confermano che chi vive in zone a forte irraggiamento solare ha un rischio sensibilmente più alto di sviluppare questa patologia in età avanzata.
Raggi UV e degenerazione maculare
La degenerazione maculare senile, o maculopatia, è la principale causa di cecità nei paesi industrializzati. Colpisce la macula, cioè la parte centrale della retina, quella responsabile della visione dei dettagli; viene definita “senile” perché si sviluppa con l’età, ma può comparire già a 50 anni.
Il ruolo del sole nello sviluppo della degenerazione maculare è oggetto di intensi studi e appare più complesso rispetto alla cataratta. Ricerche recenti hanno evidenziato una curiosa relazione a U tra questa malattia e l’esposizione solare. Cosa significa? Significa che il rischio di maculopatia sembra aumentare non solo in chi è stato molto esposto al sole durante la vita, ma paradossalmente anche in chi ha avuto un’esposizione estremamente bassa. Una possibile spiegazione è che la carenza di Vitamina D, causata dalla scarsa esposizione solare, possa favorire processi infiammatori nella retina.
Va inoltre sottolineato che per la retina il pericolo maggiore non deriva solo dagli UV (filtrati in gran parte dal cristallino), ma dalla luce blu visibile, capace di penetrare in profondità e causare stress ossidativo. Infine, la suscettibilità individuale gioca un ruolo chiave: particolari varianti genetiche rendono alcune persone molto più vulnerabili ai danni alla retina causati dalla luce rispetto ad altre.
Pterigio: quando il sole altera la congiuntiva
Lo pterigio è una patologia poco nota ma relativamente comune, con una prevalenza globale stimata intorno al 12%. Si presenta come una crescita anomala della congiuntiva (la sottile membrana che riveste il bianco dell’occhio) che avanza lentamente sopra la cornea.
Questa condizione è tipica dei lavoratori all’aperto (agricoltori, pescatori, marinai) e di chi vive in regioni equatoriali. La luce solare riflessa lateralmente dal naso sembra concentrarsi proprio sulla parte interna dell’occhio, stimolando la proliferazione cellulare e il danno ai tessuti. Sebbene non sia un tumore, lo pterigio può causare irritazione cronica e, se cresce troppo, può deformare la cornea o coprire la pupilla, compromettendo gravemente la vista.
Tumori delle palpebre e danni da raggi UV
La pelle delle palpebre è la più sottile del corpo umano ed è estremamente vulnerabile ai danni al DNA causati dagli UVB. Il tumore palpebrale più comune è il carcinoma basocellulare. Pur essendo maligno, tende a crescere localmente e solo di rado si diffonde in altre parti del corpo. La sua comparsa è spesso legata a scottature solari intense subite in giovane età.
Meno comune ma più aggressivo è il carcinoma squamocellulare, la cui insorgenza è invece legata all’esposizione solare cumulativa nel tempo. In entrambi i casi, la radiazione UV agisce danneggiando geni soppressori dei tumori, che normalmente dovrebbero riparare il DNA o eliminare le cellule danneggiate. Quando questo meccanismo si rompe, le cellule iniziano a moltiplicarsi in modo incontrollato.
Cheratopatia climatica: i danni oculari nelle condizioni estreme
La cheratopatia climatica a goccia è una patologia rara e specifica di aree geografiche con condizioni ambientali estreme, come le regioni artiche o i deserti tropicali. È caratterizzata dalla comparsa di piccoli depositi grigiastri, simili a goccioline, nella parte superficiale della cornea. Questi depositi sono proteine degradate dall’azione prolungata dei raggi UVA e UVB, uniti spesso all’irritazione causata da vento, sabbia o ghiaccio. Inizialmente asintomatica, nelle forme gravi può opacizzare l’intera cornea rendendo necessario un trapianto.
Come proteggere gli occhi dai raggi UV
Contrastare i danni dei raggi UV agli occhi è possibile con alcuni accorgimenti. Sono semplici ma bisogna essere costanti nell’applicarli:
- Occhiali da sole di qualità: Devono essere certificati per bloccare il 99-100% dei raggi UVA e UVB. Non è il colore scuro della lente a proteggere (quello riduce la luce visibile, non i raggi UV), ma il filtro chimico.
- Il cappello a tesa larga: È un alleato prezioso perché può ridurre del 50% la radiazione che colpisce gli occhi, proteggendo anche la pelle delicata delle palpebre.
- Attenzione agli orari: Evitare l’esposizione diretta tra le 11:00 e le 14:00, quando l’intensità dei raggi UV è massima.
- Ombra e nuvole: Le nuvole non bloccano tutti i raggi UV; spesso la luce diffusa da un cielo coperto può essere altrettanto dannosa. Anche all’ombra, la luce riflessa da acqua o sabbia può raggiungere gli occhi.
- Lenti a contatto con filtro UV: Per chi indossa lenti a contatto, esistono modelli che offrono una protezione supplementare alla cornea, ma vanno comunque abbinate agli occhiali da sole per proteggere la congiuntiva.
I danni causati dai raggi UV agli occhi sono spesso progressivi e silenziosi: utilizzare ogni giorno una protezione adeguata è fondamentale per preservare la salute della vista nel lungo periodo.
Domande frequenti sui danni agli occhi da raggi UV
I raggi UV possono danneggiare gli occhi?
Sì. L’esposizione ai raggi UV può causare danni alla cornea, al cristallino e alla retina, aumentando il rischio di fotocheratite, cataratta e degenerazione maculare.
Quali sono i sintomi dei danni da raggi UV agli occhi?
I sintomi di un danno acuto alla cornea possono includere dolore, lacrimazione, sensibilità alla luce, visione offuscata e sensazione di sabbia negli occhi. Altri danni si accumulano nel tempo in modo silenzioso e possono aumentare il rischio di cataratta e maculopatia.
Gli occhiali da sole proteggono dagli UV?
Solo gli occhiali certificati UV400 o con protezione 100% UVA e UVB offrono una reale protezione contro i raggi ultravioletti.
Anche in inverno i raggi UV possono colpire gli occhi?
Sì. Neve, ghiaccio e superfici riflettenti possono aumentare l’esposizione ai raggi UV anche durante i mesi invernali, a volte con danni peggiori che in estate.
Fonti Scientifiche
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