SORPRESA, TRA LE CAUSE DEI CALCOLI RENALI C’È ANCHE LA DISBIOSI INTESTINALE

Si stima che, nel mondo, circa una persona su 10 soffra di calcoli renali, e il numero è in aumento. Si tratta di una patologia multifattoriale: sono cioè molte le cause che concorrono alla formazione dei calcoli renali. Esiste una predisposizione genetica, ci sono fattori legati alla dieta e al metabolismo: questo lo sappiamo bene. Ma sorpresa! La scienza ha scoperto che tra le cause dei calcoli renali un ruolo importante lo giocano anche i miliardi di minuscoli abitanti che popolano il nostro intestino: il microbiota intestinale.

Microbiota intestinale? Ma cosa c’entra?

Il metabolismo dell’ossalato

Facciamo un passo indietro. Il 70-80% dei calcoli urinari è formato da una sostanza che si chiama ossalato. Quando troppo ossalato finisce nell’urina, possono formarsi calcoli.

L’ossalato che ritroviamo nell’urina proviene da due fonti:

  • il nostro stesso corpo: si produce ossalato mentre metabolizziamo carboidrati, proteine, grassi… non possiamo farci niente!

  • la nostra dieta: e i cibi ricchi di ossalato sono spesso alimenti vegetali per il resto molto sani, per esempio cereali integrali, cavoli, spinaci, frutta secca. Non è proprio il caso di eliminarli.

Ma in realtà il problema non è tanto quanto ossalato introduciamo con l’alimentazione, bensì quanto di questo viene assorbito. In condizioni normali infatti assorbiamo solo una piccola parte dell’ossalato presente nei cibi (il 5-10%) e non abbiamo problemi di calcoli.

Perché ne assorbiamo così poco? Perché parte dell’ossalato che arriva nell’intestino viene metabolizzato dai batteri intestinali – in pratica mangiato e trasformato in altro – e quindi la quantità disponibile per l’assorbimento diminuisce.

Il più famoso di questi “spazzini dell’ossalato” si chiama Oxalobacter formigenes, che di ossalato ha proprio bisogno per sopravvivere; ma anche specie di Lactobacillus, Bifidobacterium, Enterococcus e altri sono capaci di degradarlo se è presente.

Uno sbilanciamento del microbiota intestinale caratterizzato dalla perdita di questi batteri, allora, può essere tra le cause dei calcoli renali. E infatti si è visto che spesso i pazienti che soffrono di calcoli hanno un microbiota intestinale con una ridotta capacità di metabolizzare l’ossalato.

cause dei calcoli renali

L’importanza degli acidi grassi a catena corta

Non solo. Il microbiota di chi soffre di calcoli produce anche meno acidi grassi a catena corta. Questo è un chiaro segnale di disbiosi, del fatto cioè che il microbiota è passato da una condizione favorevole alla salute a una meno favorevole.

Gli acidi grassi a catena corta, prodotti dalla fermentazione delle fibre alimentari da parte dei batteri buoni che abitano l’intestino, sono importantissimi guardiani della nostra salute, sia intestinale che più generale. Ci proteggono anche dai calcoli renali, attraverso almeno due meccanismi:

  • Anzitutto mantengono sigillate le pareti del nostro intestino, impedendo che molecole indesiderate passino nel sangue. Se i livelli di acidi grassi a catena corta sono bassi, le giunzioni tra una cellula intestinale e l’altra si allentano e questo fa aumentare l’assorbimento di sostanze che dovrebbero restare nell’intestino, tra cui l’ossalato.

  • Hanno un’azione antinfiammatoria sull’intero organismo. E siccome uno stato di infiammazione e stress ossidativo a livello renale è uno dei fattori che danno il via alla formazione di calcoli, questa azione protettiva degli acidi grassi a catena corta è un altro meccanismo importante.

Modificare il microbiota per prevenire i calcoli?

Se una delle cause dei calcoli renali è la disbiosi intestinale, riequilibrare il microbiota può aiutarci a prevenirli?

Sembra proprio di sì. Alcuni studi, infatti, hanno dimostrato che probiotici a base di batteri lattici possono contribuire a ridurre l’ossalato presente nelle urine. Un passo significativo nella lotta ai calcoli renali.

Questo non sostituisce le regole di base da seguire se soffri di calcoli: bere di più, limitare il consumo di sale e di proteine animali, mangiare frutta e verdura in abbondanza (che è anche un ottimo modo per tenere in forma il microbiota). Ma può essere un importante aiuto in più.

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Fonti scientifiche

Miller, A. W., Penniston, K. L., Fitzpatrick, K., Agudelo, J., Tasian, G., & Lange, D. (2022). Mechanisms of the intestinal and urinary microbiome in kidney stone disease. Nature Reviews Urology19(12), 695-707. https://doi.org/10.1038/s41585-022-00647-5

Campieri, C., Campieri, M., Bertuzzi, V., Swennen, E., Matteuzzi, D., Stefoni, S., … & De Simone, C. (2001). Reduction of oxaluria after an oral course of lactic acid bacteria at high concentration. Kidney international60(3), 1097-1105. https://doi.org/10.1046/j.1523-1755.2001.0600031097.x

Okombo, J., & Liebman, M. (2010). Probiotic-induced reduction of gastrointestinal oxalate absorption in healthy subjects. Urological research38, 169-178. https://doi.org/10.1007/s00240-010-0262-9

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