ACQUA DEL RUBINETTO O IN BOTTIGLIA? TUTTI I FALSI MITI SFATATI DAI MEDICI DELL’ISDE

Meglio l’acqua del rubinetto o quella in bottiglia? Noi italiani non abbiamo dubbi, dal momento che consumiamo 15 miliardi di bottiglie ogni anno: in nessun altro Paese europeo si beve così tanta acqua in bottiglia. Ma questa netta preferenza potrebbe essere figlia molto più di un marketing aggressivo che di corrette conoscenze sulla qualità dell’acqua. Lo rivela Medici per l’Ambiente nel suo dossier appena pubblicato nell’ambito della campagna nazionale per la prevenzione dei danni da plastica alla salute. Vediamo cosa emerge da questo interessante documento.

L’acqua del rubinetto è meno sicura di quella in bottiglia?

Molti consumatori scelgono l’acqua in bottiglia convinti che sia più sicura di quella del rubinetto. I dati raccontano però una storia diversa. In Italia l’acqua del rubinetto viene sottoposta a controlli rigidissimi lungo tutta la filiera, dalla sorgente all’acquedotto, e dalle analisi emerge una conformità ai parametri di legge superiore al 99%.

Non solo l’acqua del rubinetto è sicura, ma è più sicura di quella in bottiglia. Le recenti normative europee e nazionali, infatti, hanno introdotto i Piani di Sicurezza dell’Acqua, un approccio preventivo che valuta i rischi dalla zona di prelievo fino al rubinetto di casa, includendo il monitoraggio di inquinanti emergenti come i PFAS e le microplastiche. I risultati sono incoraggianti: finora nelle acque potabili analizzate in Italia la presenza di microplastiche è risultata nulla o solo in tracce. Al contrario, per le acque minerali non è attualmente prevista dalla legge la ricerca sistematica di microplastiche o di inquinanti come i PFAS.

L’acqua imbottigliata in PET presenta inoltre criticità spesso ignorate. Studi scientifici hanno rilevato che un solo litro di acqua in bottiglia può contenere fino a 3 milioni di micro e nano-plastiche. Queste particelle minuscole sono state documentate in quasi tutti i tessuti umani, inclusi il sangue, i polmoni, la placenta e persino il latte materno, con effetti sulla salute ancora tutti da indagare.

Oltre all’effetto fisico della plastica nell’organismo, esiste un rischio chimico legato alla migrazione di sostanze dal contenitore all’acqua. Sotto l’azione del calore, dei raggi UV o durante stoccaggi prolungati, le bottiglie in PET possono rilasciare sostanze come:

  • Interferenti endocrini (ftalati e bisfenoli), capaci di alterare il sistema ormonale, particolarmente pericolosi durante la gravidanza e l’infanzia.
  • Metalli pesanti come l’antimonio, usato come catalizzatore nella produzione del PET.
  • Aldeidi (formaldeide e acetaldeide), la cui migrazione è favorita dall’esposizione al sole e dalle alte temperature.

Pensare che la plastica sia un materiale inerte è un errore: al contrario essa interagisce con il contenuto, specialmente se le bottiglie vengono riutilizzate o conservate in modo inappropriato.

L’acqua del rubinetto causa calcoli renali?

Uno dei pregiudizi più duri a morire sull’acqua del rubinetto riguarda il calcare. Molti italiani acquistano acque in bottiglia “minimamente mineralizzate” (cioè con pochissimi sali minerali) per timore che l’acqua del rubinetto, spesso più dura, causi calcoli renali. La scienza dice l’esatto contrario.

Il calcio e il magnesio presenti nell’acqua (che ne determinano la “durezza”) sono nutrienti essenziali. Un’acqua ricca di calcio non solo non provoca calcoli, ma può aiutarne la prevenzione poiché riduce l’assorbimento intestinale dell’ossalato, il principale componente dei calcoli stessi. Inoltre un apporto adeguato di magnesio e calcio attraverso l’acqua è associato a una migliore salute ossea (prevenzione dell’osteoporosi) e a una riduzione del rischio cardiovascolare e dell’ipertensione. Scegliere acque eccessivamente povere di sali può essere addirittura controindicato per bambini e donne in menopausa.

acqua del rubinetto o in bottiglia

I depuratori domestici servono davvero?

La diffusione di caraffe filtranti e depuratori domestici risponde spesso a un’esigenza di sapore (per eliminare l’odore di cloro) piuttosto che di sicurezza. In realtà, questi sistemi non sono necessari per rendere l’acqua sicura, poiché l’acqua arriva già sicura al contatore.

Se non gestiti correttamente, i sistemi di filtrazione possono diventare controproducenti:

  1. Rischio batteriologico: I filtri possono diventare terreni di coltura per microrganismi se non vengono sostituiti regolarmente.
  2. Demineralizzazione: Sistemi come l’osmosi inversa possono rendere l’acqua troppo povera di sali minerali utili alla salute.
  3. Rilascio di sodio: Alcuni addolcitori scambiano il calcio con il sodio, aumentando l’apporto di quest’ultimo, fattore di rischio per l’ipertensione.

Per eliminare il sapore di cloro spesso basta un gesto semplicissimo: versare l’acqua in una caraffa di vetro e lasciarla aerare per qualche minuto, o aggiungere una goccia di limone.

Acqua in bottiglia, l’impatto ambientale

La scelta tra acqua del rubinetto e acqua in bottiglia non è solo una questione di salute individuale, ma di sopravvivenza dell’ecosistema. Il 99% della plastica è prodotto a partire da materie prime fossili (petrolio, gas e carbone). Il ciclo di vita di una bottiglia inquina in ogni fase: dalla produzione al trasporto su gomma (con conseguente emissione di CO2), fino allo smaltimento finale.

Il riciclo, sebbene importante, non è la soluzione definitiva: spesso infatti si tratta di downcycling, ovvero la plastica delle bottiglie viene trasformata in filati sintetici per la fast fashion invece che in nuove bottiglie, alimentando ulteriormente il ciclo dei rifiuti.

Indicazioni pratiche per una scelta consapevole

Passare dall’acqua in bottiglia a quella del rubinetto è un gesto semplice ma potente sia per la nostra salute che per l’ambiente. Ecco come farlo al meglio:

  • Usa il vetro o l’acciaio: Per conservare l’acqua in frigo o portarla fuori casa, preferisci bottiglie di vetro o borracce in acciaio inox, materiali che non rilasciano microplastiche o sostanze chimiche nocive.

  • Manutenzione condominiale: Se vivi in un condominio con autoclave, assicurati che i serbatoi siano puliti e disinfettati regolarmente per evitare ristagni e biofilm batterici.

  • Informati: I gestori degli acquedotti sono obbligati a pubblicare online le analisi dell’acqua erogata. Conoscere le caratteristiche della propria acqua aiuta a superare paure infondate.

In conclusione, l’acqua del rubinetto in Italia rappresenta un’eccellenza che coniuga sicurezza, risparmio economico e tutela ambientale. Sceglierla significa non solo fare del bene a sé stessi, ma fare un passo concreto per interrompere quel circolo vizioso che sta soffocando il pianeta sotto miliardi di tonnellate di plastica monouso.

Acqua del rubinetto e in bottiglia: domande frequenti

L’acqua del rubinetto in Italia è sicura?

Sì, in Italia l’acqua potabile è sottoposta a controlli rigorosi lungo tutta la filiera e mostra livelli di conformità ai parametri di legge di oltre il 99%.

Il calcare dell’acqua fa venire i calcoli renali?

No. La durezza dell’acqua dipende soprattutto da calcio e magnesio, minerali utili all’organismo. Non è corretto associare automaticamente acqua calcarea e calcoli renali.

Serve un depuratore per bere l’acqua del rubinetto?

Non è necessario, perché l’acqua che arriva è già controllata e sicura. I filtri possono migliorare il sapore, ma se non mantenuti correttamente possono diventare controproducenti.

L’acqua in bottiglia contiene microplastiche?

Sì, diversi studi hanno rilevato la presenza di microplastiche e nanoplastiche nell’acqua confezionata in bottiglie di plastica. La quantità può variare in base all’esposizione al calore e al tempo di stoccaggio: per questo è buona norma non lasciare le bottiglie al sole o in auto. Ma la cosa migliore è usare acqua del rubinetto, che non contiene microplastiche (o ne contiene solo tracce), conservata in vetro o acciaio.

Fonte

ACQUA DI RUBINETTO E ACQUA IN BOTTIGLIE DI PLASTICA: FARE LA SCELTA GIUSTA PER LA SALUTE E L’AMBIENTE (2026). A cura di Maria Grazia Petronio, Maria Teresa Maurello, Annalaura Carducci, Annamaria Moschetti, Emilia Guberti, Roberta Bosco, Laura Reali, Gea Oliveri Conti, Massimiliano Cernuschi, Marco Lombardi, Stefania Russo, Elisabetta Chellini. https://www.isdenews.it/wp-content/uploads/2026/03/Acque-potabili-finale-3.pdf

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