L’APP PER UN USO CORRETTO DEGLI ANTIBIOTICI

Parliamo di Firstline, l’app lanciata dall’Agenzia Italiana del Farmaco per favorire un uso corretto degli antibiotici. E a cosa prestare attenzione se devi fare una terapia antibiotica.

L’antibiotico-resistenza è una delle sfide più urgenti per la salute pubblica globale. Attualmente per colpa di questo fenomeno muoiono in Italia circa 12.000 persone ogni anno, e le stime indicano che i numeri sono destinati a crescere.

Come abbiamo approfondito in una serie di articoli di qualche anno fa (ma ancora assolutamente attuali), una delle ragioni dell’antibiotico-resistenza, e forse la più semplice da affrontare, è l’uso eccessivo e non corretto dei farmaci antibiotici. Nonostante le raccomandazioni sia dell’Unione Europea che dell’OMS di ridurre il loro consumo, in Italia gli antibiotici sono in crescita e si assiste a un preoccupante aumento delle prescrizioni inappropriate, sia a livello ospedaliero che territoriale.

Nel suo rapporto di quest’anno, infatti, l’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) ci informa che nel 2023 sono stati prescritti il 5-6% di antibiotici in più rispetto al 2022, e che è aumentata la prescrizione di antibiotici ad ampio spettro, quelli che dovrebbero essere utilizzati con più cautela perché maggiormente a rischio di stimolare lo sviluppo di antibiotico-resistenza.

Questi dati ci parlano di una difficoltà degli stessi medici a recepire le linee guida internazionali. A questo si aggiunge il problema dell’automedicazione, che porta alcune persone ad utilizzare gli antibiotici (per i quali, lo ricordiamo, c’è l’obbligo ricetta medica) di propria iniziativa.

L’iniziativa dell’AIFA per un uso corretto degli antibiotici

In questo panorama preoccupante, l’AIFA ha lanciato una nuova iniziativa: un’applicazione per favorire l’uso corretto e responsabile degli antibiotici.

L’app si chiama Firstline e si può scaricare liberamente negli store ufficiali di Google e Apple, nonché utilizzare via web a questo link. È dedicata anzitutto al personale sanitario, ma qualunque cittadino può consultarla.

Come funziona Firstline

Dopo avere scelto la popolazione che interessa (adulti oppure bambini), si apre una lista delle infezioni più comuni. Per ognuna, nella pagina dedicata, vengono riassunte le informazioni basilari sulla patologia, la sua diagnosi e il suo trattamento, con particolare attenzione appunto al trattamento antibiotico.

Ad esempio per la bronchite, infezione di norma di origine virale, si sottolinea che gli antibiotici non sono raccomandati e devono essere evitati, in quanto nella maggior parte dei casi la malattia si risolve da sola e questi farmaci non danno benefici rilevanti.

Per la faringite da streptococco, al contrario, gli antibiotici sono consigliati per evitare lo sviluppo di forme reumatiche. In questo caso la app segnala qual è l’antibiotico di prima scelta, da utilizzare nella maggior parte dei casi, e le alternative da considerare in alcuni casi specifici. Vengono sempre indicati anche il dosaggio e la durata della terapia.

La app Firstline riassume le informazioni contenute nel “Manuale Antibiotici AWaRE”, un opuscolo curato dall’OMS e tradotto in italiano sempre dall’AIFA, anch’esso scaricabile liberamente.

L’idea più importante di questo documento è che gli antibiotici vengono divisi in tre categorie: Access (semaforo verde), Watch (semaforo giallo) e Reserve (semaforo rosso). Come specificato nella pubblicazione:

  • Access sono antibiotici con uno spettro di attività ristretto (quindi che agiscono solo su determinati batteri e alterano meno il microbiota del paziente) e un buon profilo di sicurezza in termini di reazioni avverse, da usare come prima scelta nella maggior parte delle infezioni più frequenti. Esempi: amoxicillina (molto utilizzata nelle infezioni respiratorie), nitrofurantoina (che secondo le linee guida dovrebbe essere la prima scelta in caso di cistiti).

  • Watch sono antibiotici a spettro d’azione più ampio, e quindi che possono creare più effetti collaterali, raccomandati come opzione di prima scelta solo in particolari condizioni. Un esempio comune è la ciprofloxacina, che secondo le linee guida dovrebbe rappresentare la prima scelta solo nella diarrea infettiva molto severa, ma nella pratica viene ancora spesso prescritta anche per altre indicazioni, come le infezioni urinarie.

  • Reserve sono farmaci da riservare solo al trattamento di germi resistenti agli antibiotici delle altre due categorie, e da utilizzare solo in ambito ospedaliero. Bisogna fare il possibile per evitare che i batteri sviluppino resistenza verso questi farmaci, che al momento rappresentano l’ultima risorsa in fatto di antibiotici. Esempi: ceftolozano/tazobactam, ertapenem.

Applicazioni analoghe all’italiana Firstline sono state pubblicate in molti Paesi. In alcuni ospedali è stato monitorato il loro utilizzo, e si è visto che stanno aiutando a ridurre le prescrizioni antibiotiche e ad allinearle alle linee guida, persino in centri di eccellenza dove già gli antibiotici venivano utilizzati in maniera molto oculata. A dimostrazione che i medici sono i primi ad avere bisogno di essere sensibilizzati riguardo all’uso corretto degli antibiotici.

uso corretto antibiotici

Terapia antibiotica? Ecco a cosa prestare attenzione

Pur con tutte le cautele necessarie per un loro uso corretto, ci sono casi in cui gli antibiotici sono indispensabili. Se devi fare una terapia antibiotica il più comune rischio a cui vai incontro (ma non l’unico) è che il farmaco elimini non solo i batteri patogeni ma anche quelli benefici che popolano il nostro corpo, alterando il microbiota. A livello intestinale può spesso manifestarsi diarrea, nei casi più severi dovuta al batterio Clostridium difficile. A livello vaginale è facile che compaia la candidosi.

Per ridurre il rischio di questi effetti collaterali, se devi assumere antibiotici è indispensabile associare anche i corretti probiotici.

NutraLabs ti consiglia NATURAFLORA PLUS, 3 capsule al giorno, da iniziare insieme agli antibiotici (o idealmente anche prima) e continuare per 20 giorni (occorrerà una confezione da 60 capsule).

Al contrario di altri probiotici, NATURAFLORA PLUS non viene inattivato dagli antibiotici e quindi può essere utilizzato anche durante la terapia. Questo perché tra i suoi componenti c’è il Saccharomyces boulardii, un lievito benefico su cui, proprio in quanto lievito e non batterio, gli antibiotici non hanno nessun effetto.

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