ARRIVA LA CICOGNA.. E SE LA GIOIA SE NE VA?

Non sentirsi felici e sereni in quello che dovrebbe essere uno dei momenti più belli della propria vita, fa sentire in colpa. Eppure è frequente per una donna provare tristezza e angoscia profonda dopo la nascita di un figlio. E questi disturbi depressivi sono piuttosto diffusi.
Si tratta del cosiddetto baby-blues!

Il dopo parto è un periodo fatto di sconvolgimenti, sia fisici che psicologici, per la difficoltà ad affrontare un grande cambiamento e per ragioni ormonali.
Sul lato fisico, infatti, in seguito al parto, tutto l’organismo subisce una modificazione ormonale: la quantità di ormoni della gravidanza diminuisce bruscamente dopo la nascita ed anche la lattazione che si struttura verso il terzo-quarto giorno, causa alterazioni.

Il baby-blues colpisce circa l’85 % delle neomamme, ma attenzione, non si tratta di una vera e propria malattia, infatti di solito se ne va rapidamente senza necessitare di alcun intervento.
E’ un momento passeggero, ma allo stesso tempo porta un grande malessere, una malinconia sconcertante.
Per questo deve sempre essere preso sul serio.
Esso si verifica solitamente tra il terzo e il quinto giorno dopo il parto.
Improvvisamente si comincia a provare un senso di paura, paura di non potersi occupare del bambino, ci si sente sole e si pensa di non essere all’altezza; oltre al fatto che tutto ciò provoca un forte senso di colpa per il fatto di non essere felici!

La cosa positiva è che normalmente l’organismo impiega pochi giorni per ritrovare un equilibrio ormonale e tutto torna nella normalità.
Se il malessere non se ne va e si prolunga nel tempo, forse allora il problema è ben diverso e in questi casi si può parlare di depressione post-partum, che va curata attentamente con il giusto sostegno psicologico.
La depressione post-partum è un malessere più profondo e più lungo rispetto al baby-blues. Si tratta di una vera e propria depressione, che puo’ diventare grave se non viene curata adeguatamente.

CONSIGLI PER AFFRONTARE QUESTO MOMENTO
La regola numero uno è: sfogarsi! Non tenere dentro nulla, ma a parlare delle sensazioni negative che si provano. A partire dall’ospedale dove si partorisce: medici e infermieri del reparto maternità conoscono questo tipo di reazioni, quindi non bisogna avere paura o provare vergogna nell’esternare ciò che si prova dentro.

Non meno importante è affidasi al proprio partner, chiedendo il suo sostegno.
Tornata a casa, è facile sentirsi fragile. Il ritorno alla vita di tutti i giorni, l’idea di essere da sola con il bambino, la fatica delle notti in bianco possono scatenare il baby-blues.
Per questo è utile, quando possibile, farsi aiutare nei primi giorni del bebè (dal partner, mamma, suocera, amici…)  per potersi ritagliare qualche momento da dedicare a sé stessi.

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