GONFIORE ADDOMINALE: LA GUIDA COMPLETA PER CONOSCERLO E AFFRONTARLO – SECONDA PARTE

Tutti ne soffriamo di tanto in tanto, ma per molti si tratta di uno spiacevole compagno fisso. Stiamo parlando del gonfiore addominale: un malessere estremamente comune spesso minimizzato come semplice “fastidio” o preoccupazione estetica, ma che rappresenta in realtà un disturbo complesso di quell’unità funzionale costituita da intestino e sistema nervoso – il cosiddetto asse intestino-cervello.

In questa guida cerchiamo di spiegarti nel modo più chiaro ed esaustivo cosa si nasconde dietro una pancia sempre gonfia, e le soluzioni scientificamente validate per sbarazzartene.

Leggi la prima parte della guida, in cui abbiamo parlato di:
1. È “gonfiore funzionale” o qualcosa di più?
2. La fisiologia dei gas: da dove vengono e dove vanno (e come distinguere aerofagia da fermentazione intestinale)

In questa seconda parte della guida affrontiamo i seguenti argomenti:
3. Distinguere la sensazione di gonfiore addominale dal gonfiore vero e proprio

4. L’importanza della sensibilità viscerale
5. L’importanza di come si distribuiscono i gas

3. Distinguere la sensazione di gonfiore addominale dal gonfiore vero e proprio

Diamo ora due definizioni importanti:

  • Gonfiore: la sensazione soggettiva, fastidiosa e spesso anche dolorosa, di pressione interna o gas intrappolato.

  • Distensione: aumento oggettivo e misurabile della circonferenza addominale.

Perché distinguere questi due concetti? Perché spesso si presentano insieme, ma non sempre. Strano ma vero, è possibile sentirsi gonfi anche se non c’è una oggettiva distensione addominale, così come si può avere la pancia visibilmente ingrossata senza che questo crei particolare disagio. Vedremo più avanti perché.

Nel tuo caso si tratta di gonfiore, di distensione, o entrambi? Misura la circonferenza vita 2-3 volte al giorno e metti in relazione le misure con l’intensità della sensazione soggettiva di gonfiore.

Inoltre, e questo è un punto ancora più sorprendente, né il gonfiore né la distensione sono necessariamente correlati all’effettiva quantità di gas intestinali. Anzi: la maggior parte dei pazienti con gonfiore funzionale ha volumi di gas identici ai soggetti sani.

Il problema non è “quanta aria c’è”, ma:
1) come si distribuisce, e
2) come la sentiamo.

Analizziamo i due fattori uno per volta.

4. L’importanza della sensibilità viscerale

Distribuite lungo l’intero apparato gastrointestinale ci sono numerosissime terminazioni nervose che monitorano in tempo reale la situazione e inviano al cervello le informazioni raccolte. Questi sensori sono in grado di percepire stimoli potenzialmente dannosi come un’infiammazione, sostanze irritanti, eccessiva distensione. Il cervello poi elabora i dati e dà forma alle sensazioni coscienti che fanno riferimento agli organi digestivi: ad esempio sazietà, nausea, pienezza, pressione, tensione, dolore.

Le sensazioni che abbiamo relativamente agli organi interni come stomaco e intestino, chiamate tecnicamente “sensibilità viscerale”, sono quindi il risultato di un doppio processo: raccolta di informazioni da parte dei recettori locali, e rielaborazione da parte del cervello.

Ricordiamo sempre che il dolore è un segnale di allarme, che serve a renderci consapevoli di un pericolo in modo che possiamo prendere le contromisure adeguate. Ma quando abbiamo una percezione fastidiosa o dolorosa di gonfiore anche se il volume di gas è normale, nella maggior parte dei casi la colpa è di una “ipersensibilità viscerale”: cioè una risposta sensoriale eccessiva, un allarme ingiustificato. Come un antifurto troppo sensibile che scatta senza motivo.

Questa ipersensibilità può interessare:

  • Le terminazioni nervose intestinali, e allora si parla di ipersensibilità periferica. I sensori locali sono troppo attivi e inviano al cervello informazioni “sbagliate”. Il principale meccanismo che sensibilizza le terminazioni nervose locali è l’infiammazione, anche molto lieve.

  • I centri del dolore situati nel cervello, e allora si parla di sensibilizzazione centrale. In questo caso è il cervello ad amplificare i normali segnali che arrivano dall’intestino. In questo caso giocano un ruolo di primo piano stress e ansia.

Le due forme di ipersensibilità possono naturalmente coesistere, anzi spesso è così, dal momento che quando percepiamo frequentemente dolore il cervello tende a diventare più sensibile agli stimoli dolorosi – un circolo vizioso.

Nelle donne, inoltre, la sensibilità viscerale è influenzata anche dagli ormoni sessuali, con il risultato che spesso il gonfiore aumenta in fase premestruale.

Occorre un cambio di prospettiva: a meno che tu non soffra di SIBO oppure di intolleranza al lattosio o ad altri zuccheri (vedi la prima parte della guida), la vera causa del tuo gonfiore NON È un eccesso di gas intestinali. Una parte importante della colpa è da imputare alla ipersensibilità viscerale, che a sua volta è legata principalmente ad ansia/stress e a una condizione di infiammazione dell’intestino. È questo che ti fa sentire gonfio e dolorante.

5. L’importanza di come si distribuiscono i gas

Ma se non c’è un eccesso di gas, come mai spesso la pancia è visibilmente gonfia?

Qui entra in gioco un meccanismo davvero sorprendente: la dissinergia addomino-frenica. A questo fenomeno abbiamo dedicato un intero articolo, perciò qui ci limiteremo a un breve riassunto.

Normalmente, quando il volume intestinale aumenta (ad esempio lo stomaco si riempie dopo un pasto), il diaframma si alza per lasciare spazio e contemporaneamente i muscoli addominali aumentano il loro tono, così che la pancia resta piatta. Si tratta di un meccanismo muscolare del tutto involontario detto “riflesso di accomodazione”.

Nella dissinergia addomino-frenica accade il contrario: il diaframma si contrae e scende verso il basso, come un pistone che spinge, e i muscoli addominali si rilassano. Risultato: la pancia sporge in fuori. Il motivo della distensione addominale non è quindi che il volume interno è eccessivo, ma che viene gestito nel modo sbagliato: verso l’esterno invece che verso l’alto.

Non solo: poiché il diaframma è il nostro principale muscolo respiratorio, quando è teso e bloccato la respirazione si fa più faticosa. Ecco perché molti pazienti, durante le crisi di gonfiore, riferiscono anche affanno e tachicardia.

Gli esperti pensano che la dissinergia addomino-frenica nasca come reazione a sensazioni viscerali sgradevoli o dolorose, e poi nel tempo diventi una risposta automatica. Se c’è ipersensibilità viscerale, quindi, è probabile che compaia anche dissinergia addomino-frenica. La facilita inoltre una postura con la schiena curva e le spalle chiuse. E anche stati di ansia e stress: il diaframma infatti è molto sensibile al nostro stato emotivo, e quando siamo in tensione tende a contrarsi, il che ostacola il normale riflesso di accomodazione.

Indipendentemente dalle sue cause, il punto importante è che la dissinergia addomino-frenica purtroppo non fa che aumentare il senso di gonfiore e di disagio.

Se il tuo addome si gonfia rapidamente dopo i pasti, magari anche solo dopo pochi bocconi, e se ti sembra che il gonfiore ti tolga il respiro, molto probabilmente si tratta di dissinergia addomino-frenica.

Fonti scientifiche

Melchior, C., Hammer, H., Bor, S., Barba, E., Horvat, I. B., Celebi, A., … & Dickman, R. (2025). European consensus on functional bloating and abdominal distension—an ESNM/UEG recommendations for clinical management. United European Gastroenterology Journal13(9), 1613-1651. https://doi.org/10.1002/ueg2.70098

Ti è piaciuto questo articolo? Allora fallo leggere anche ai tuoi amici!
Condividilo sui social e metti un “mi piace” al nostro profilo!

Condividi Articolo