GONFIORE ADDOMINALE: LA GUIDA COMPLETA PER CONOSCERLO E AFFRONTARLO – PRIMA PARTE

Tutti ne soffriamo di tanto in tanto, ma per molti si tratta di uno spiacevole compagno fisso. Stiamo parlando del gonfiore addominale: un malessere estremamente comune spesso minimizzato come semplice “fastidio” o preoccupazione estetica, ma che rappresenta in realtà un disturbo complesso di quell’unità funzionale costituita da intestino e sistema nervoso – il cosiddetto asse intestino-cervello.

In questa guida cerchiamo di spiegarti nel modo più chiaro ed esaustivo cosa si nasconde dietro una pancia sempre gonfia, e le soluzioni scientificamente validate per sbarazzartene.

In questa prima parte della guida affrontiamo i seguenti argomenti:
1. È “gonfiore funzionale” o qualcosa di più?
2. La fisiologia dei gas: da dove vengono e dove vanno

1. È “gonfiore funzionale” o qualcosa di più?

In alcuni casi il gonfiore addominale può essere dovuto a una vera e propria patologia: ad esempio celiachia, malattie infiammatorie intestinali, insufficienza pancreatica, ipotiroidismo, diabete, endometriosi. Ma chiaramente non si tratta dell’unico sintomo: tutte queste malattie di norma hanno anche altre manifestazioni, spesso più preoccupanti del gonfiore. Di conseguenza per il medico è relativamente agevole distinguere queste situazioni.

Altre cause organiche, ma più difficili da individuare, di gonfiore addominale sono l’intolleranza al lattosio o ad altri zuccheri (es. fruttosio o più raramente saccarosio, galattosio, maltosio) e la SIBO.

Le intolleranze derivano dall’incapacità del corpo di digerire o assorbire correttamente lo zucchero incriminato: questo resta nell’intestino, dove viene fermentato dalla flora batterica In questi casi il gonfiore è legato all’assunzione di specifici alimenti: latte o derivati nel caso del lattosio, oppure frutta, miele, dolci industriali nel caso del fruttosio. Le intolleranze possono avere origine genetica ma possono anche presentarsi all’improvviso, a seguito di una forte infiammazione intestinale come una gastroenterite, ed essere temporanee.

La SIBO è dovuta a una eccessiva presenza di batteri nell’intestino tenue, che in condizioni normali ne ospita relativamente pochi. Con l’aumento dei batteri va di pari passo un aumento dei fenomeni di fermentazione, nonostante in questo caso non manchino gli enzimi necessari alla digestione. La SIBO di solito ha cause precise come un rallentamento della motilità gastrointestinale o una scarsa acidità gastrica, ad esempio per l’utilizzo di farmaci antiacidi.

Se soffri di gonfiore addominale, è utile chiedersi anzitutto se siano presenti intolleranza al lattosio (o ad altri zuccheri) oppure SIBO. Il medico può consigliarti gli esami necessari per individuare queste condizioni, e le relative terapie.

Escluse queste problematiche, rimane la diagnosi di “gonfiore addominale funzionale”: anche se non sono presenti anomalie documentabili, qualcosa non funziona correttamente. Un disturbo che in Italia si pensa interessi in modo cronico circa una persona su 10, e in modo sporadico (es. cambi di stagione, periodi di forte stress) addirittura il 65%.

gonfiore addominale 1

Il gonfiore è uno dei sintomi cardine della sindrome dell’intestino irritabile – altro disturbo intestinale funzionale – nel qual caso si accompagna a dolori addominali e spesso alterazioni del transito (diarrea, stitichezza o un’alternanza delle due). È anche un sintomo tipico della dispepsia funzionale, insieme ad altri come dolore o bruciore di stomaco, sensazione di pienezza già poco dopo aver iniziato a mangiare, eruttazioni, nausea. Oppure può presentarsi come sintomo isolato, nel qual caso si parla appunto di disturbo da “gonfiore funzionale”.

Diversi fattori, come vedremo, possono contribuire alla comparsa del gonfiore addominale funzionale, ma questo disturbo è considerato essenzialmente un’alterazione della comunicazione tra sistema nervoso e intestino.

Hai altri sintomi oltre al gonfiore? Sono localizzati più nella parte alta dell’addome (dolore sotto lo sterno, bruciore di stomaco, pesantezza/pienezza di stomaco, eruttazioni, nausea) o più nella parte bassa (dolori intorno all’ombelico, diarrea, stitichezza)?

2. La fisiologia dei gas: da dove vengono e dove vanno

Iniziamo chiarendo un punto fondamentale: la presenza di gas all’interno del tubo digerente è assolutamente normale, non si tratta di una condizione anomala.

Le vie di ingresso:

  • entrano nello stomaco per aerofagia (aria deglutita)
  • vengono prodotti dalle reazioni chimiche che hanno luogo nel duodeno quando il bicarbonato neutralizza gli acidi gastrici
  • e soprattutto vengono prodotti dai batteri intestinali nel colon e in misura minore nel tenue.

Le vie di uscita:

  • eruttazione (dallo stomaco)
  • evacuazione anale
  • passano nel sangue per diffusione, raggiungono i polmoni e qui vengono eliminati con la respirazione.

È importante sapere che oltre il 99% dei gas presenti nel tubo digerente, e cioè azoto, ossigeno, anidride carbonica, idrogeno e metano, sono totalmente inodori. L’eventuale cattivo odore delle flatulenze è dato da una piccola percentuale di composti dello zolfo, come l’acido solfidrico, che vengono prodotti dal metabolismo batterico delle proteine.

Se il gonfiore compare entro 30 minuti dai pasti, soprattutto in momenti di forte stress, ed è accompagnato da frequenti eruttazioni, la causa è probabilmente l’aria deglutita durante il pasto. Stress e ansia aumentano l’aerofagia, così come mangiare velocemente, parlare durante il pasto, succhiare caramelle e masticare chewing gum.
Se il gonfiore si accumula progressivamente durante la giornata o compare ore dopo il pasto, o se ha un cattivo odore, la causa è la fermentazione batterica.

Fonti scientifiche

Melchior, C., Hammer, H., Bor, S., Barba, E., Horvat, I. B., Celebi, A., … & Dickman, R. (2025). European consensus on functional bloating and abdominal distension—an ESNM/UEG recommendations for clinical management. United European Gastroenterology Journal13(9), 1613-1651. https://doi.org/10.1002/ueg2.70098

Ti è piaciuto questo articolo? Allora fallo leggere anche ai tuoi amici!
Condividilo sui social e metti un “mi piace” al nostro profilo!

Condividi Articolo