NON RIESCI AD AVERE FIGLI? FORSE È COLPA DELLA TIROIDE

Se da più di un anno hai rapporti regolari e non protetti e non sei riuscita a restare incinta, o a portare a termine la gravidanza, si può cominciare a parlare di un problema di infertilità.
Le cause possono essere diverse e riguardare in egual misura sia la donna che l’uomo (o entrambi). I principali fattori che incidono sulla fertilità di una coppia sono infatti tre:

  • ovulazione: deve essere presente e regolare
  • liquido seminale: deve contenere spermatozoi in numero sufficiente e di buona vitalità
  • tube di Falloppio (l’organo che collega l’utero alle ovaie, e dove avviene la fecondazione): devono essere libere e non ostruite.

Tuttavia in molti casi gli esami confermano che la donna ha un’ovulazione normale e il suo compagno un normale liquido seminale, e che non c’è nessun problema alle tube. Eppure la gravidanza non arriva. Si parla allora di infertilità inspiegata: una condizione che riguarda dal 15 al 30% delle coppie che non riescono ad avere figli.

Naturalmente, anche se “inspiegata”, una causa c’è sempre. E in alcuni casi potrebbe avere a che fare con la tiroide.

la tiroide è situata nella parte anteriore del collo, subito sopra allo sterno e davanti alla trachea

Tiroide e fertilità
La tiroide, questa piccola ghiandola situata alla base della gola, produce ormoni che influenzano praticamente tutte le funzioni del nostro organismo. Tra le altre cose, nella donna interagiscono con gli ormoni sessuali (estrogeni e progesterone) per regolare il ciclo mestruale, l’ovulazione e gli eventi che permettono alla gravidanza di progredire normalmente. Sono quindi necessari per la corretta funzione delle ovaie, dell’utero e – durante la gravidanza – della placenta, oltre che per il normale sviluppo del feto.

Sia una tiroide troppo attiva (ipertiroidismo) che una troppo poco attiva (ipotiroidismo) possono causare difficoltà a rimanere incinta e a portare a termine la gravidanza. Si tratta di condizioni che danno anche altri sintomi e che di solito vengono diagnosticate indipendentemente dai problemi di fertilità.

Ma esiste una problematica più subdola, comune e spesso asintomatica: l’ipotiroidismo subclinico. In questo caso gli ormoni tiroidei hanno valori normali – al contrario dell’ipotiroidismo conclamato, dove risultano più bassi della norma. A segnalare che qualcosa non va è un altro ormone, il TSH. Questo viene prodotto dall’ipofisi (una ghiandola situata nel cervello) e ha la funzione di stimolare la produzione degli ormoni tiroidei. Nell’ipotiroidismo subclinico la tiroide, più “pigra” del normale, è in grado di produrre una sufficiente quantità di ormoni, ma per farlo ha bisogno di essere maggiormente stimolata: ecco quindi che il TSH risulta elevato.

Quanto elevato? Questo è un punto dolente, perché quali siano i valori veramente “sani” del TSH non è ben chiaro. Di solito si considera che debbano essere inferiori a 4,5 mU/L, ma secondo alcuni questo limite dovrebbe essere abbassato a 2,5 mU/L, soprattutto nel caso di una donna che sta cercando di avere figli. Nel seguito dell’articolo capiremo perché.

Si stima che i due terzi delle persone con ipotiroidismo subclinico non abbiano alcun sintomo. Nel restante terzo i sintomi sono simili a quelli dell’ipotiroidismo vero e proprio: mancanza di energia, difficoltà di concentrazione, pelle secca, intolleranza al freddo e stitichezza.

E per quanto riguarda la fertilità? Ci sono buone evidenze che un ipotiroidismo subclinico con TSH maggiore di 4,5 mU/L riduca la fertilità femminile. Ma non solo: secondo un recente studio anche una minima riduzione della funzione tiroidea, con TSH compreso tra 2,5 e 4,5 mU/L, sarebbe associata a una diminuzione della fertilità. Infatti i medici del Massachusetts General Hospital di Boston, Stati Uniti, analizzando un campione di donne con infertilità inspiegata hanno trovato che in media il loro TSH è più alto rispetto a quello delle donne fertili. E quelle con TSH >2,5 mU/L sono il doppio rispetto alle donne fertili!

Questi risultati suggeriscono che anche una minima disfunzione tiroidea può essere significativa nelle donne che non hanno una causa apparente per la loro infertilità. E potrebbe trattarsi di una situazione relativamente comune: secondo un altro studio, infatti, l’ipotiroidismo subclinico con TSH >2,5 mU/L interesserebbe il 20% delle donne con problemi di infertilità.

Il messaggio quindi è: se non riesci a rimanere incinta o a portare a termine la gravidanza, controlla la tiroide. Anche una eventuale lieve disfunzione merita di essere discussa con un medico esperto.

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