ALIMENTI: NO AGLI SPRECHI, MA ATTENZIONE ALLA COMMESTIBILITÀ!

Vi è mai capitato di trovare un po’ di muffa su un alimento e di provare ad eliminarla con la speranza di salvare il resto?
Fate attenzione, perché il rischio è quello di ingerire prodotti non più commestibili!
Spesso a “fare la muffa” sono parti di formaggio che si presentano con una porzione di colore chiaro o verde che emana il caratteristico odore di prodotto ammuffito.
Se la muffa che ricopre il prodotto è superficiale e, soprattutto limitata ad una sola parte, è spesso sufficiente tagliare via la parte andata a male, perché il resto del formaggio è ancora buono, ma attenzione perché se questa operazione non viene fatta in modo adeguato, si rischiano tossinfezioni alimentari e problemi di vario genere. Soprattutto se la muffa si presenta in cibi trattati o cucinati, è quasi sempre un indizio che l’intero prodotto è da buttare.
Carne, formaggi filanti, yogurt, marmellate, ecc. sono tutti alimenti più facilmente deperibili.
E in questi casi non si dovrà cercare di eliminare la muffa nella zona che ci sembra interessata con la speranza di salvare il resto: a causa della consistenza molle e porosa di questi cibi, la muffa potrebbe essersi annidata all’interno senza che riusciamo ad accorgercene.

Per quanto riguarda il latte, è abbastanza facile capire se è andato a male, succede infatti che si creino dei fiocchi che galleggiano e che assuma un odore lievemente acidulo. In caso di dubbio comunque, è sempre bene rispettare la data di scadenza.

Per lo yogurt vale la stessa regola, dopo la scadenza non sarebbe male disfarsene anche se una volta aperta la confezione il prodotto non presenta particolari mutazioni.

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