Gli omega 3 possono contribuire a ridurre l’infiammazione e rallentare la degenerazione della cartilagine tipiche dell’artrosi.
L’artrosi è una malattia molto comune, specialmente con l’avanzare dell’età: si stima che in Italia ne soffrano oltre 4 milioni di persone. Si tratta di una patologia cronica che causa la degenerazione della cartilagine presente all’interno delle articolazioni. Quando questo tessuto si assottiglia e si frammenta, il normale movimento dell’articolazione diventa difficile, e compaiono dolori e difficoltà motorie.
L’artrosi non è solo usura
Tradizionalmente considerata una condizione non infiammatoria dovuta “solo” all’usura, più di recente i medici si sono resi conto che in realtà nelle articolazioni colpite da artrosi è presente un certo livello di infiammazione. Si tratta di un’infiammazione silenziosa, nel senso che non dà i sintomi evidenti ad esempio nell’artrite, ma che nel tempo ha conseguenze importanti. Altera infatti il metabolismo delle cellule che compongono la cartilagine e che sono responsabili del suo rinnovamento.
In condizioni normali c’è un equilibrio tra la produzione di nuove componenti della cartilagine e la loro degradazione. Nell’artrosi, però, l’infiammazione aumenta la distruzione della cartilagine e ne inibisce la sintesi: il risultato è una progressiva degenerazione e perdita della cartilagine all’interno delle articolazioni.
Ma perché si sviluppa questa infiammazione?
Le cause possono essere molteplici. Un ruolo di primo piano lo giocano i traumi e microtraumi, perché qualsiasi lesione, anche lieve, a carico dell’articolazione innesca una risposta infiammatoria locale. Ma non è necessario avere avuto incidenti perché si sviluppi l’artrosi. Anche il disallineamento biomeccanico, alterando il normale carico e movimento dell’articolazione, contribuisce a danneggiarla.
L’infiammazione a carico delle articolazioni può inoltre riflettere una situazione più generalizzata: uno stato infiammatorio cronico di basso grado che coinvolge l’intero organismo. E uno dei più potenti fattori che contribuiscono a questo stato infiammatorio è l’alimentazione. Zuccheri, cereali raffinati, carne rossa, grassi saturi, e soprattutto i cibi di produzione industriale contribuiscono tutti ad aumentare il livello di infiammazione del corpo, specialmente se non sono bilanciati da un abbondante apporto di alimenti vegetali e altri cibi dotati di proprietà antinfiammatorie.
E qui entrano in gioco gli omega 3.

Gli Omega 3 spengono l’infiammazione dell’artrosi
Gli acidi grassi polinsaturi omega 3, e in particolare l’acido docosaesaenoico (DHA) e l’acido eicosapentaenoico (EPA), sono riconosciuti per le loro proprietà antinfiammatorie. Le fonti alimentari di omega 3 sono piuttosto ridotte: i livelli maggiori di questi “grassi buoni” si trovano infatti nei pesci grassi e nei frutti di mare, ed è per questo che spesso le nostre diete ne sono carenti.
Al contrario, la dieta occidentale è ricca di un altro tipo di grassi: gli omega 6, contenuti abbondantemente negli oli di semi (es. girasole, mais, soia). Questi oli sono economici e hanno una buona durata, per cui sono quelli preferiti dall’industria alimentare: tutti i cibi confezionati e lavorati sono di norma ricchi di omega 6.
Omega 3 e omega 6 sono entrambi fondamentali per il nostro organismo, ma hanno ruoli diversi nell’infiammazione. Gli omega 6 portano alla formazione di molecole che tendono a stimolare gli stati infiammatori; dagli omega 3, al contrario, si possono formare molecole che prevengono e spengono l’infiammazione. La conseguenza è che il rapporto tra omega 6 e omega 3 è uno dei più importanti fattori che determinano le caratteristiche infiammatorie o antinfiammatorie della nostra dieta.
Diversi studi suggeriscono che il rapporto tra consumo di omega 6 e omega 3 ha un ruolo importante anche nello sviluppo dell’artrosi. Esperimenti sui topi hanno dimostrato che una dieta ricca di omega 6 è correlata a una maggiore infiammazione articolare e ad un’artrosi più severa, mentre al contrario una dieta ricca di omega 3 riduce il grado di infiammazione e la gravità dell’artrosi. Quando i livelli di omega 3 sono alti e quelli di omega 6 sono bassi, un enzima denominato metalloproteinasi della matrice 13 (MMP13) risulta inibito. La MMP13 è un enzima che degrada il tessuto connettivo, tra cui anche la cartilagine, e dunque ha un ruolo cruciale nella progressione dell’artrosi: inibirlo significa contrastare la perdita di cartilagine che caratterizza l’artrosi.
Come spesso accade quando dai topi si passa a sperimentare sugli esseri umani, dove le variabili sono molto più numerose e difficili da tenere sotto controllo, i risultati degli studi clinici sono più discordanti, ma comunque positivi. In alcuni studi, anche se non in tutti, l’integrazione di omega 3 in pazienti con artrosi ha ridotto il dolore e la necessità di usare farmaci antinfiammatori, e ha migliorato la rigidità articolare e la funzione fisica. Questo significa che gli omega 3 sono in grado di alleviare l’infiammazione e rallentare la degenerazione della cartilagine tipiche dell’artrosi. Il tutto senza gli effetti collaterali dei farmaci.
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Fonti scientifiche
Cordingley, D. M., & Cornish, S. M. (2022). Omega-3 fatty acids for the management of osteoarthritis: A narrative review. Nutrients, 14(16), 3362. https://www.mdpi.com/2072-6643/14/16/3362#
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