Se hai mai fatto gli esami del sangue per una sospetta carenza di ferro, avrai probabilmente trovato tre valori che riflettono i livelli di ferro nell’organismo:
- sideremia
- ferritina
- transferrina
Cosa significano questi termini? Per comprenderlo dobbiamo fare un passo indietro e approfondire in che modo l’organismo gestisce il ferro.
Metabolismo del ferro
Il ferro è un minerale di importanza essenziale, ma presenta anche alcuni rischi. Quando si trova in forma libera, infatti, è in grado di favorire la formazione di radicali liberi, i quali a loro volta danneggiano cellule e tessuti. Va quindi maneggiato con cautela.
Per evitare che il ferro faccia danni non deve mai trovarsi in forma libera. L’organismo allora si protegge facendo in modo che questo minerale sia sempre legato a specifiche proteine:
- Tutte le funzioni biologiche del ferro prevedono che questo minerale entri a far parte di proteine. La maggior parte si trova all’interno dell’emoglobina, la proteina presente nei globuli rossi, dove è necessario per trasportare l’ossigeno nel sangue. Un’altra buona parte nella mioglobina, proteina che serve a fissare l’ossigeno nei muscoli. Il ferro fa poi parte dei citocromi (enzimi che permettono la respirazione cellulare, ossia la produzione di energia all’interno delle cellule) e di parecchi altri enzimi con diverse funzioni.
- Il ferro non immediatamente utilizzato dall’organismo viene immagazzinato all’interno delle cellule, soprattutto quelle del fegato, per essere poi utilizzato quando necessario. Anche in questo caso si trova legato a una proteina: la ferritina. La ferritina ha la forma di un guscio sferico al cui interno c’è posto per 4.500 atomi di ferro.
- Dal fegato, a seconda delle necessità dell’organismo, il ferro viene trasportato ai vari organi che lo richiedono. Ad esempio il midollo osseo, dove vengono prodotti i globuli rossi, i quali contengono l’emoglobina. Anche quando si muove da una parte all’altra dell’organismo, trasportato dal sangue, il ferro è legato a una proteina: la transferrina.
Per approfondire:
Assorbimento e Metabolismo del Ferro
Come Migliorare l’Assorbimento del Ferro: non solo Vitamina C
I valori del ferro negli esami del sangue
Tornando allora ai valori del ferro negli esami del sangue, ora possiamo comprenderli meglio.
Ferritina
La ferritina è la proteina responsabile delle scorte di ferro dell’organismo. Come abbiamo visto si trova principalmente all’interno delle cellule del fegato; tuttavia una piccola quantità è presente anche nel sangue, e il livello di ferritina nel sangue rispecchia quello dei tessuti. Dunque se il valore di ferritina negli esami del sangue è basso significa che l’organismo ha poche scorte di ferro.
La ferritina è particolarmente importante perché è il primo valore degli esami del sangue a modificarsi quando non consumiamo ferro a sufficienza. Infatti, se l’apporto di ferro con l’alimentazione non basta per coprire le necessità quotidiane dell’organismo, questo comincia a utilizzare i propri depositi, che si riducono.
Se nei tuoi esami del sangue trovi la ferritina bassa e tutti gli altri valori normali, allora, attenzione: si tratta del primo segnale di una carenza di ferro. Probabilmente non hai ancora nessun disturbo, ma i tuoi depositi di ferro stanno diminuendo e, se non correggi la situazione, potresti sviluppare anemia o altre problematiche dovute a deficit di ferro.
Transferrina
La transferrina è la proteina responsabile di trasportare il ferro nel sangue. Ogni molecola di transferrina può trasportare al massimo due atomi di ferro. Se li trasporta entrambi si dice che è satura, ma può trasportarne anche uno solo, oppure essere completamente vuota. Quindi il livello di transferrina nel sangue non è identico al livello di ferro. La sintesi di questa proteina però dipende dalla quantità di ferro presente dell’organismo: vediamo in che modo.
Quando i depositi di ferro sono molto bassi, nel sangue comincia a non circolare abbastanza ferro. Se gli organi non ricevono ferro a sufficienza per le proprie necessità, il fegato comincia a produrre più transferrina, nel tentativo di trasportare più ferro – tentativo inutile visto che il ferro non c’è. Tuttavia, questo spiega perché quando la carenza di ferro comincia a compromettere le funzioni dell’organismo i livelli di transferrina aumentano (e la sua saturazione diminuisce).
Sideremia
La sideremia misura la quantità di ferro legata alla transferrina. Una sideremia bassa significa che nel sangue circola poco ferro: quindi anche in questo caso abbiamo una carenza di ferro già abbastanza avanzata da avere intaccato considerevolmente i depositi.
Ferro negli esami del sangue, riassunto
Per concludere, ecco uno schema molto semplice per capire se è presente una carenza di ferro dagli esami del sangue. Non dimenticare, però, che occorre sempre far vedere gli esami al medico!
FERRITINA BASSA, SIDEREMIA E TRANSFERRINA NORMALI: CARENZA DI FERRO A UNO STADIO INIZIALE.
Attenzione! I valori di ferritina aumentano tutte le volte che è presente un’infiammazione: ad esempio durante un’infezione acuta, malattie autoimmuni o tumori. In tutti questi casi la ferritina può risultare normale anche se i depositi di ferro sono scarsi.
FERRITINA BASSA, SIDEREMIA BASSA, TRANSFERRINA ALTA: CARENZA DI FERRO PIÙ AVANZATA.
Attenzione! L’assunzione di anticoncezionali può far aumentare la transferrina. Quindi se prendi la pillola e la tua transferrina risulta elevata, non è detto che sia presente una carenza di ferro.
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