Perché le infezioni respiratorie nei bambini sono così frequenti? E c’è un modo per prevenirle?
Tra un raffreddore, un episodio di febbre, la tosse e il perenne naso che cola, sembra che tuo figlio passi la maggior parte dell’anno malato. E probabilmente ti stai chiedendo: è normale o c’è qualcosa che non va? E, subito dopo: come posso aiutarlo ad ammalarsi un po’ meno?
In questo articolo vediamo perché i bambini tendono ad ammalarsi molto più degli adulti, perché alcuni si ammalano molto più di altri, quando questo è normale e quando invece può essere la spia di un problema più serio. E cosa possiamo fare per ridurre la frequenza di tutti questi malanni.
Breve introduzione sulle infezioni respiratorie
Raffreddore, influenza, tosse, mal d’orecchi… Fanno tutti parte delle infezioni respiratorie, che sono tra le principali cause di visite mediche (ma anche di ricoveri ospedalieri) tra i bambini, dai lattanti fino all’età prescolare e a volte anche i primi anni di scuola primaria.
Le infezioni respiratorie possono colpire:
- Le vie aeree superiori: rinite (raffreddore), faringite (mal di gola), laringotracheite o croup (infiammazione della laringe e della trachea che si manifesta con la tipica “tosse abbaiante”), otite, sinusite, tonsillite.
- Le vie aeree inferiori: bronchite, bronchiolite, polmonite.
Sono causate da un’ampia varietà di agenti patogeni, per la maggior parte virus (rinovirus, adenovirus, virus respiratorio sinciziale, virus influenzali e parainfluenzali), ma anche batteri: ad esempio Streptococco pneumoniae (o pneumococco, che è la causa batterica più comune di otiti, sinusiti, polmoniti e meningiti nei bambini), Haemophilus influenzae, Streptococcus pyogenes, Staphylococcus aureus, Moraxella catarrhalis.
Perché i bambini si ammalano di infezioni respiratorie più degli adulti
Sono fondamentalmente tre le ragioni per cui i bambini – tutti i bambini – sono più soggetti degli adulti alle infezioni respiratorie: la fisiologica immaturità del sistema immunitario, alcune caratteristiche peculiari delle vie respiratorie, e una maggiore esposizione ai patogeni.
Sistema immunitario: raggiunge un completo sviluppo intorno ai 5-6 anni di età. Prima, sia l’immunità innata che quella acquisita sono immature, e questo compromette la capacità dei bambini di combattere le infezioni, anche quelle respiratorie.
APPROFONDIAMO
L’immunità innata è la prima linea di difesa contro gli agenti patogeni che entrano in contatto con il corpo. Nei bambini è meno efficiente nel riconoscere i patogeni, fagocitarli e ucciderli, e di conseguenza per batteri e virus è più facile stabilire un’infezione.
L’immunità acquisita, composta fondamentalmente da linfociti e anticorpi, non solo collabora con l’immunità innata per eliminare i patogeni, ma ha l’obiettivo specifico di sviluppare una “memoria immunitaria” che protegge il corpo da successive infezioni da parte dello stesso germe: lo stesso meccanismo con cui funzionano i vaccini. I bambini quindi hanno più difficoltà a guarire dalle infezioni e a sviluppare una protezione a lungo termine, e possono riammalarsi spesso a causa dello stesso virus o batterio.
Anatomia e fisiologia delle vie respiratorie. Le vie respiratorie dei bambini sono più strette e producono una maggior quantità di muco, sia di base che in risposta a un’infezione. Entrambi questi fattori ostacolano l’eliminazione dei germi, promuovendo infezioni persistenti, e aumentano il rischio di ostruzione delle vie aeree e quindi di infezioni più severe.
Esposizione ai germi. Pensiamo all’asilo nido e alla scuola materna, ma anche al parco giochi: è chiaro che i bambini hanno tra loro contatti più frequenti e ravvicinati di quanto avviene tra gli adulti, e quindi si verifica un maggior scambio di germi. Tra i fattori che abbiamo elencato questo è probabilmente quello che incide maggiormente: infatti anche gli adulti che hanno contatti con i bambini si ammalano più spesso, pur avendo un sistema immunitario e respiratorio completamente sviluppati.
Cosa è normale, e quando invece dobbiamo preoccuparci
Tutti i bimbi si ammalano spesso, ma alcuni più di altri. Uno dei principali fattori che aumentano il rischio di infezioni respiratorie nei bambini sono l’asilo nido e la scuola materna. Se tuo figlio li frequenta, puoi aspettarti in media:
- 9 infezioni all’anno tra i 2 e i 12 mesi di età
- 8 infezioni all’anno tra 1 e 2 anni
- 6 tra i 2 e i 3 anni
- 4-5 tra i 3 e i 4 anni
- 3-4 tra i 4 e i 5 anni.
Questi sono valori medi, ma è considerato normale che un bambino in età prescolare abbia anche 12 episodi di infezioni respiratorie in un anno. È normale anche che ogni volta i sintomi acuti durino una o due settimane, e la tosse molto di più: anche più di un mese. Questo significa che un bambino può essere malato per la maggior parte del tempo senza che dietro si nascondano problemi gravi.
Ci sono però alcuni segnali di allarme che potrebbero indicare una condizione più seria, come un’immunodeficienza. Se tuo figlio:
- quando si ammala viene spesso ricoverato in ospedale
- per guarire ha spesso bisogno di antibiotici per via endovenosa
- sviluppa infezioni in parti del corpo meno comuni, come il fegato o la milza
- contrae infezioni causate da germi insoliti, o che di solito non creano problemi alle altre persone
- soffre di diarrea cronica
- in un anno ha avuto otto o più otiti, due o più gravi sinusiti oppure due o più polmoniti
- cresce più lentamente del normale
allora sì, potrebbe avere un problema al sistema immunitario.
Come vedi, si tratta di situazioni serie che difficilmente possono passare inosservate, e che riguardano davvero una piccolissima minoranza di bambini. I normali raffreddori, influenze, ma anche otiti e bronchiti, anche se frequenti, non devono invece destare preoccupazioni.
Perché alcuni bambini si ammalano più di altri, e cosa fare
D’accordo, non avrà seri problemi al sistema immunitario, ma perché tuo figlio si ammala ogni mese e il suo compagno invece solo due o tre volte all’anno?
Ci sono in effetti diversi fattori che aumentano il rischio di infezioni respiratorie nei bambini. A parte l’asilo nido e la scuola materna, altri sono:
Predisposizione genetica. Alcune varianti in geni che governano la risposta immunitaria possono aumentare il rischio di infezioni. Si è visto per esempio che la predisposizione all’otite, alla sinusite e alla bronchiolite hanno un certo grado di ereditarietà.
Atopia. La predisposizione alle allergie (atopia) aumenta anche la suscettibilità alle infezioni. Ad esempio chi soffre di dermatite atopica ha una maggiore fragilità sia della pelle che delle mucose, anche quelle del tratto respiratorio, e difese locali nei confronti dei germi meno efficienti.
Sovrappeso e obesità. L’incidenza di infezioni respiratorie è direttamente collegata all’indice di massa corporea.
Anemia. Un certo numero di bambini con infezioni respiratorie frequenti potrebbe avere un’anemia da carenza di ferro non riconosciuta. L’anemia aumenta il rischio di infezioni delle basse vie respiratorie di quasi 6 volte.
Carenze nutrizionali. La vitamina D ha un grande impatto sul sistema immunitario, e più bassi sono i suoi livelli più è facile che un bambino si ammali di infezioni respiratorie. Il rischio aumenta anche quando sono carenti sostanze antiossidanti come beta-carotene, vitamina E e vitamina C.
Fumo passivo. Il fumo danneggia le naturali difese delle vie respiratorie e facilita l’adesione dei batteri. Per questo, i figli di genitori che fumano si ammalano più spesso di infezioni respiratorie, hanno sintomi più severi e impiegano più tempo a guarire. Gli effetti negativi del fumo si fanno sentire già durante la gravidanza, se la futura mamma fuma.
Inquinamento. Non solo l’inquinamento atmosferico, ma anche l’esposizione a sostanze chimiche come detersivi nebulizzati, ftalati e bisfenolo A aumenta la suscettibilità alle infezioni respiratorie nei bambini.
Alterazioni del microbiota respiratorio. Come abbiamo visto in un articolo precedente, le vie respiratorie hanno il loro microbiota che può proteggerle o meno dalle infezioni a seconda che si trovi in uno stato di eubiosi o disbiosi. Alcuni fattori associati alla disbiosi del microbiota respiratorio, e quindi anche ad un maggior rischio di infezioni, sono il parto cesareo, l’allattamento con latte in formula e l’utilizzo di antibiotici.
Su alcuni di questi fattori purtroppo non possiamo intervenire. Ma su altri sì! Ecco quindi alcune cose che possiamo fare per aiutare i nostri figli a prevenire o contrastare meglio le infezioni respiratorie.
- Se possibile, allattarli al seno. L’allattamento al seno fornisce direttamente anticorpi in un periodo in cui i bambini hanno difficoltà a produrli da soli, e inoltre favorisce il corretto sviluppo del microbiota e quindi una protezione a lungo termine.
- Come genitori, smettere di fumare.
- Attenzione all’alimentazione! Abituarli fin dallo svezzamento a mangiare molta frutta e verdura, ricche di preziosi antiossidanti. Una dieta sana è inoltre la base indispensabile fin dall’infanzia per mantenere un corretto peso corporeo.
- Limitare l’esposizione all’inquinamento, ad esempio evitare di portarli a passeggio lungo strade trafficate.
- Verificare se soffrono di anemia.
- Verificare se hanno bassi livelli di vitamina D.
- Utilizzare antibiotici solo quando i benefici superano chiaramente gli effetti negativi (per questo occorre sviluppare un buon dialogo con il pediatra).
- Quando si ammalano, utilizzare antipiretici (es. paracetamolo) e antinfiammatori (es. ibuprofene) solo se davvero necessario. Ad esempio di norma non c’è bisogno di abbassare la febbre, perché si tratta di una reazione naturale che aiuta il corpo a combattere le infezioni.
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Fonti scientifiche:
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Cardinale, F., Zuccarino, F., Serio, C., Bizzoco, F., Tricarico, L. G., Verriello, G., … & Mastrorilli, C. (2024). Recurrent respiratory infections in children: new perspectives. Global Pediatrics, 8, 100105. https://doi.org/10.1016/j.gpeds.2023.100105
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