STITICHEZZA, LE NUOVE LINEE GUIDA

Sono appena uscite le nuove linee guida inglesi per la gestione della stitichezza con dieta e rimedi naturali. Vediamo cosa dicono.

La stitichezza cronica è un disturbo intestinale estremamente comune: si stima che ne soffra ben una persona su dieci. E spesso chi ne soffre continua a provare diversi rimedi e interventi senza successo.

Questa situazione è dovuta, in parte, al fatto che le linee guida mediche per il trattamento della stitichezza si concentrano sui farmaci, e offrono raccomandazioni piuttosto limitate e vaghe per quel che riguarda l’alimentazione e i rimedi naturali. Spesso, quindi, i medici si trovano in difficoltà a consigliare i pazienti su questi argomenti, e si limitano a un generico “mangi più fibre”.

Almeno fino ad oggi. Sono appena state pubblicate, infatti, le nuove linee guida della British Dietetic Association per la gestione della stitichezza cronica negli adulti. Queste sono le prime raccomandazioni complete e basate su dati scientifici che si concentrano specificamente su interventi dietetici e rimedi naturali.

Le linee guida sono state elaborate da un comitato multidisciplinare che includeva dietisti, nutrizionisti e gastroenterologi. Per elaborare le raccomandazioni, gli esperti si sono basati sui risultati di ben 75 studi clinici randomizzati (in cui cioè veniva studiata l’efficacia di un certo intervento confrontandola con quella di un placebo oppure di un trattamento notoriamente efficace), oltre che sulla propria esperienza clinica. Ed ecco le principali conclusioni a cui sono arrivati.

Integratori di fibre

Spesso gli integratori di fibre sono uno dei primi rimedi a cui si ricorre in caso di stipsi. Le linee guida sottolineano che le fibre non hanno tutte la stessa efficacia per contrastare la stitichezza: i dati scientifici premiano soprattutto lo psillio, mentre avvertono che l’inulina può avere una certa efficacia ma a costo di provocare flatulenza, e altri tipi di fibre come il polidestrosio e i galatto-oligosaccaridi (GOT) non si sono dimostrati efficaci negli studi finora condotti (per approfondire i diversi tipi di fibre e le loro proprietà leggi QUI).

Il consiglio degli esperti è quindi quello di provare un integratore di psillio al dosaggio di almeno 10 grammi al giorno, e aspettare 4 settimane prima di valutare i risultati.

Lo psillio, sebbene sulla carta meno problematico delle fibre fermentabili come l’inulina, può comunque essere mal tollerato da alcuni. Una buona strategia per limitare effetti collaterali come gonfiore e flatulenza è iniziare con una piccola dose e aumentarla gradualmente ogni settimana.

Se si assumono integratori di fibre è importante, inoltre, aumentare l’assunzione di liquidi.

E se le fibre non funzionano? Ne abbiamo parlato in questo articolo!

Probiotici

I probiotici possono essere utili sia per regolare il transito intestinale che per ridurre flatulenza e dolori addominali, rivelandosi quindi un rimedio molto interessante anche per chi soffre di intestino irritabile. Le linee guida sottolineano però che l’efficacia dei probiotici nel contrastare la stitichezza varia molto in base al prodotto/ceppo, e i dati disponibili su ciascuno sono pochi. Difficile quindi raccomandare uno specifico probiotico piuttosto che un altro sulla base dell’evidenza scientifica: l’opinione degli esperti è che i medici dovrebbero consigliare ai loro pazienti di provare un prodotto probiotico di loro scelta, seguendo le modalità di assunzione indicate dal produttore.

In che modo i probiotici aiutano contro la stitichezza? Leggi questi articoli per approfondire:
Stitichezza, il ruolo del microbiota e l’utilità dei probiotici
Peristalsi intestinale, il ruolo del microbiota e dei probiotici

Ossido di magnesio

È uno dei rimedi su cui è disponibile il maggior numero di dati scientifici e quindi su cui c’è più certezza dell’efficacia. Che è notevole: in uno studio ha mostrato di aumentare le evacuazioni di quasi 4 volte alla settimana. Inoltre ammorbidisce le feci e riduce gonfiore e disagio addominale.

Poiché un dosaggio eccessivo provoca diarrea, gli esperti consigliano di iniziare con una piccola dose (0,5 grammi al giorno) e se necessario aumentarla gradualmente ogni settimana, fino a raggiungere un dosaggio massimo di 1,5 grammi al giorno.

stitichezza linee guida

Senna

La senna è un rimedio per la stipsi molto noto. Analizzando attentamente gli studi scientifici, però, gli autori delle linee guida hanno trovato che la qualità delle evidenze scientifiche su quest’erba sono scarse: questo non significa che non è efficace, ma solo che affinché i medici possano raccomandarla sulla base di dati scientifici certi e non della semplice esperienza sono necessari studi di maggior qualità.

Kiwi

Ecco un dato che per molti sarà sorprendente: i kiwi contrastano la stipsi con un’efficacia pari a quella dello psillio. In più possono ridurre il dolore addominale, cosa che lo psillio non fa. Sono un’ottima alternativa per quelle persone a cui lo psillio provoca gonfiore, dolori, flatulenza. E, aggiungiamo noi, oltre a regolare il transito intestinale sono anche ricchi di sostanze benefiche come la vitamina C e altri antiossidanti: un ulteriore punto di forza rispetto allo psillio.

Per contrastare la stitichezza, il consiglio contenuto nelle linee guida è di consumare 2-3 kiwi al giorno per almeno 4 settimane. Si può mangiare anche la buccia: apportando più fibre questo potrebbe aumentare ulteriormente l’efficacia, ma anche provocare qualche disagio.

Prugne

Anche le prugne sembrano efficaci quanto lo psillio, ma per il momento abbiamo ancora pochi dati scientifici in proposito.

Cibi ricchi di fibre

Anche in questo caso gli studi sono ancora pochi, ma alcuni alimenti che sono stati analizzati e sembrano promettenti sono il pane di segale, i fichi, i cereali integrali e la farina di semi di lino.

Alimenti fermentati

Le linee guida notano che c’è un interesse crescente nell’uso di alimenti fermentati per migliorare la stitichezza. Un esempio promettente è quello del kefir.

Cibi da evitare

Molti pazienti sostengono che alcuni alimenti, come il riso bianco e la banana, peggiorino la stitichezza. I dati scientifici a supporto di questa idea sono però molto limitati.

Se soffri di stipsi, possiamo aiutarti!

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Fonte scientifica:

Dimidi, E., Van Der Schoot, A., Barrett, K., Farmer, A. D., Lomer, M. C., Scott, S. M., & Whelan, K. (2025). British Dietetic Association guidelines for the dietary management of chronic constipation in adults. Journal of Human Nutrition and Dietetics38(5), e70133. https://doi.org/10.1111/jhn.70133

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