Vediamo qual è la differenza tra probiotici multiceppo e monoceppo, e quali sono più efficaci secondo gli ultimi studi scientifici.
I probiotici disponibili sul mercato sono moltissimi e può essere complicato scegliere il prodotto giusto. Una prima fondamentale distinzione da comprendere è quella tra probiotici multiceppo e monoceppo. Cosa significano queste diciture?
I probiotici sono microrganismi vivi e vitali la cui somministrazione porta benefici per la salute. Sono molte le specie che vengono utilizzate per le loro proprietà probiotiche: principalmente si tratta di lattobacilli o bifidobatteri, ma sul mercato troviamo anche specie di enterococchi o specifici ceppi di Escherichia coli, e persino lieviti (quindi non batteri ma funghi) probiotici come Saccharomyces boulardii e Saccharomyces cerevisiae.
Un probiotico monoceppo contiene un singolo microrganismo. I probiotici multiceppo, al contrario, sono miscele composte da più microrganismi diversi – si può andare da due a dieci e più, a seconda della formulazione.
Probiotici multiceppo o monoceppo? Cosa dicono gli scienziati
Veniamo ora al punto: quali sono i probiotici migliori, quelli monoceppo o quelli multiceppo? Meglio puntare su un fuoriclasse solitario o su una squadra ben coordinata?
La risposta, secondo le più recenti scoperte scientifiche, è che un approccio di squadra è spesso più potente. Nuove ricerche stanno rivelando che le interazioni tra diversi batteri, basate su un concetto affascinante chiamato “cross-feeding”, sono il vero segreto di un microbiota sano. E questo sposta radicalmente l’ago della bilancia verso i probiotici multiceppo, formulazioni che imitano la cooperazione naturale tra microrganismi.
L’esempio del Lactobacillus crispatus
Lactobacillus crispatus è una specie riconosciuta come il vero e proprio fondamento di un microbiota vaginale sano. Quando la flora vaginale è dominata da questo batterio la donna ha un minor rischio di incorrere in tutta una serie di problematiche: dai vari tipi di vaginosi e vaginiti alle malattie a trasmissione sessuale, dalle infezioni urinarie al cancro della cervice, dalla vulvodinia fino all’endometriosi.
L’obiettivo dunque è chiaro: favorire la presenza di questo “supereroe” somministrandolo come probiotico. Solo lui: sappiamo che è il migliore, quindi perché perdere tempo ad aggiungere altri ceppi, giusto?
Non proprio.
Uno studio molto recente ci dice che le cose non sono così semplici. Per comprenderlo non possiamo limitarci a catalogare quali batteri sono presenti in vagina e in che quantità: da questa analisi il Lactobacillus crispatus emerge come un campione solitario, dal momento che in condizioni ideali compone da solo oltre il 90% del microbiota. Dobbiamo invece studiare le interazioni tra le varie specie batteriche: e allora comincia a delinearsi un quadro diverso, in cui specie così scarsamente abbondanti da sembrare trascurabili svolgono in realtà funzioni fondamentali per l’intera comunità.
Gli autori dello studio hanno anzitutto analizzato il microbiota vaginale di donne sane, scoprendo che L. crispatus si trova quasi sempre in compagnia di altri lattobacilli come L. jensenii, L. reuteri, L. vaginalis: chiamiamola la “squadra crispatus”. Una correlazione troppo ricorrente per essere casuale, ma che in realtà non implica per forza un vero gioco di squadra: potrebbe essere dovuta semplicemente al fatto che, se l’ambiente è favorevole per uno di questi batteri, allora è favorevole anche per gli altri.
Per capire meglio, gli scienziati hanno ricreato la squadra crispatus in laboratorio. Osservando questo mini-ecosistema in provetta, hanno dimostrato che rimane stabile e funzionale anche al di fuori dell’ambiente in cui si è evoluto: il corpo umano. La convivenza di queste specie è indipendente dai fattori ambientali, e deve quindi basarsi su un’autentica cooperazione.

Cross-feeding: il gioco di squadra dei batteri
Ma come fanno i batteri a coesistere in modo così stabile senza competere tra loro?
Il meccanismo chiave è il “cross-feeding” (che potremmo tradurre come “nutrirsi l’un l’altro”), un gioco di squadra basato sullo scambio di nutrienti e metaboliti. Utilizzando avanzate simulazioni al computer per analizzare le capacità metaboliche dei batteri, i ricercatori hanno mappato con precisione questa rete di supporto reciproco, scoprendo che i membri della squadra crispatus hanno ruoli metabolici complementari, dividendosi i compiti per il bene comune.
In particolare specie come L. reuteri e L. vaginalis, che sono minoritarie in termini numerici, agiscono principalmente come produttori e generano nutrienti essenziali come aminoacidi e precursori di vitamine per l’intera comunità. Specie come L. crispatus e L. jensenii, maggioritarie in termini di abbondanza, agiscono principalmente da accettori, utilizzando i metaboliti forniti dai loro partner.
Abbiamo qui una scoperta estremamente interessante. L. crispatus, per quanto sia una specie chiave, non agisce da solo: compagni di squadra meno illustri ma indispensabili lo supportano, lavorando nell’ombra.
Questo sistema ha una profonda logica evolutiva. Condividere il peso di attività energicamente molto dispendiose, come la produzione di sostanze nutritive, permette a ciascun membro di specializzarsi e di non sprecare energia in funzioni che un compagno di squadra può svolgere in modo più efficiente. In questo modo il gruppo prospera unito, evitando una costosa competizione interna e garantendo una stabilità che un singolo ceppo, da solo, faticherebbe a mantenere.
Perché i probiotici multiceppo hanno una marcia in più
Queste scoperte forniscono una risposta chiara alla nostra domanda iniziale: supportano con forza l’idea che i probiotici multiceppo siano superiori a quelli monoceppo.
Il motivo è semplice: un consorzio di batteri in cui sono all’opera meccanismi di supporto reciproco, come il cross-feeding, ha una probabilità significativamente più alta di insediarsi, persistere e funzionare efficacemente in un nuovo ambiente. Un singolo ceppo isolato, al contrario, deve cavarsela da solo. Introdurre una squadra affiatata è molto più strategico che inviare un eroe solitario. Per questo motivo, i probiotici multiceppo rappresentano un approccio più evoluto e in linea con le dinamiche naturali del nostro corpo.
Questa è l’intuizione che ha guidato lo sviluppo dei nostri probiotici NATURAFLORA PLUS e NATURAFLORA LEI. Quest’ultimo, in particolare, contiene la “superstar” L. crispatus insieme a specie che lo supportano (come L. reuteri, L. rhamnosus, L. plantarum) e ne completano l’azione (come Saccharomyces cerevisiae).
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Fonte scientifica:
Vander Donck, L., Victor, M., Van Beeck, W., Van Rillaer, T., Dillen, J., Ahannach, S., … & Lebeer, S. (2025). Host-independent synergism between Lactobacillus crispatus and other vaginal lactobacilli. Cell Reports, 44(9). https://doi.org/10.1016/j.celrep.2025.116171
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