FIBROMI UTERINI, UTILE LA VITAMINA D

La vitamina D è in grado di rallentare la crescita dei fibromi uterini o addirittura di ridurne le dimensioni.

I fibromi uterini sono tumori benigni che originano dalle cellule muscolari dell’utero. Spesso sono asintomatici, e vengono scoperti casualmente durante un’ecografia effettuata per altri motivi; per circa un terzo o un quarto delle donne che ne soffrono, però, possono causare problemi significativi, tra cui i più comuni sono sanguinamenti mestruali abbondanti e prolungati, anemia, dolore o pressione pelvica, stitichezza, incontinenza o al contrario ritenzione urinaria e, in alcuni casi, infertilità o aborti spontanei, anche ripetuti.

I fibromi sono una patologia molto comune nelle donne in età fertile e tendono a crescere o persistere nel tempo: difficilmente regrediscono da soli, se non quando la donna entra in menopausa. Sono infatti gli ormoni femminili (estrogeni e progesterone) a stimolare la loro crescita, e dopo la menopausa, quando i livelli ormonali diminuiscono, i fibromi possono ridursi o addirittura scomparire. Anche se, in caso di fibromi particolarmente grandi, alcuni sintomi come dolore pelvico e disturbi urinari o intestinali possono persistere anche dopo la menopausa.

Tradizionalmente il trattamento principale per i fibromi sintomatici è la rimozione chirurgica, che può interessare solo il fibroma oppure in casi più difficili l’intero utero. Tuttavia molte donne desiderano preservare la loro fertilità o evitare interventi invasivi, e inoltre anche dopo la chirurgia i fibromi possono ricomparire. Per questo motivo c’è un forte interesse nello sviluppare trattamenti meno invasivi, più sicuri e a lungo termine.

È qui che entra in gioco la vitamina D, un ormone steroideo con potenti effetti sul corpo umano, che vanno ben oltre la semplice salute delle ossa.

fibromi uterini e vitamina d

Quale ruolo ha la vitamina D nella biologia dei fibromi uterini?

La vitamina D esercita le proprie funzioni legandosi a uno specifico recettore presente nelle cellule di quasi tutti gli organi e tessuti, tra cui anche il miometrio (la muscolatura dell’utero) e i fibromi uterini stessi. Quando la vitamina D attiva il suo recettore può accendere o spegnere molti geni, modulando così diversi processi cellulari: ad esempio proliferazione, apoptosi (cioè morte programmata), riparazione del DNA danneggiato, deposizione della matrice extracellulare (ovvero quella rete tridimensionale di macromolecole che circonda le cellule e, insieme ad esse, forma i tessuti), comunicazione tra una cellula e l’altra.

Negli ultimi anni diversi studi hanno evidenziato una forte correlazione tra carenza di vitamina D e fibromi uterini. In genere le donne con fibromi hanno livelli di vitamina D più bassi delle altre, e la carenza di vitamina D aumenta di circa il 30% la probabilità di avere fibromi.

Questo perché la vitamina D contrasta la formazione dei fibromi uterini in diversi modi:

  • Inibisce la moltiplicazione delle cellule dei fibromi. Lo fa riducendo l’attività di alcune molecole che promuovono la proliferazione cellulare, e stimolando i meccanismi che portano alla morte programmata delle cellule (apoptosi).

  • Riduce la formazione di tessuto fibroso. I fibromi, come suggerisce il loro nome, sono formazioni fibrose, caratterizzate da un eccesso di alcune proteine come collagene di tipo 1 e fibronectina nella matrice extracellulare. La vitamina D è in grado di rimodellare la matrice extracellulare, rendendola meno fibrosa.

  • Modula i recettori ormonali. I fibromi sono sensibili agli ormoni estrogeni e progesterone, che ne stimolano la crescita. La vitamina D ha la capacità di ridurre il numero di recettori per questi ormoni presenti nelle cellule dei fibromi, e quindi di renderli meno sensibili agli effetti stimolanti di estrogeni e progesterone.

  • Contribuisce alla riparazione del DNA. Nelle cellule dei fibromi i meccanismi di riparazione del DNA sono difettosi: questo fa sì che i geni accumulino danni e mutazioni, ed è probabilmente uno dei motivi per cui le cellule cominciano a comportarsi in maniera anomala. La vitamina D aiuta a riparare i danni al DNA nelle cellule dei fibromi.

Vitamina D per trattare i fibromi uterini

L’effetto dell’integrazione di vitamina D sui fibromi uterini è stato indagato da diversi studi scientifici.

In alcuni casi la vitamina D ha rallentato o fermato l’ingrossamento dei fibromi che di solito si verifica nel tempo, in altri ne ha addirittura ridotto le dimensioni della metà; in altri ancora ha dimezzato i tassi di recidiva dopo la rimozione chirurgica, riducendo anche il volume dei fibromi recidivanti.

Dal momento che la carenza di vitamina D è molto diffusa, è fondamentale che tutte le donne (e a maggior ragione quelle che soffrono di fibromi) controllino i livelli di questa vitamina. E, nel caso emergesse una carenza, ne discutano con il medico e inizino ad assumere un integratore.

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