AIUTO, HO IL METABOLISMO LENTO! (COME ACCELERARE IL METABOLISMO E PERDERE PESO)

Molte persone in sovrappeso danno la colpa del loro peso al metabolismo lento. Ma cosa significa esattamente? È proprio così? E possiamo fare qualcosa per cambiarlo?

Cos’è il metabolismo?

Cerchiamo anzitutto di comprendere cos’è il metabolismo. Possiamo immaginarlo come il motore del nostro corpo: l’insieme di tutte le reazioni biochimiche che trasformano il cibo che mangiamo (il carburante) in energia. Questa energia ci serve per vivere, per far funzionare le cellule, per svolgere le attività quotidiane, e in parte viene messa da parte per tempi peggiori – come specie umana ci siamo evoluti in un ambiente in cui, a differenza di quello odierno, trovare cibo ogni giorno non era affatto scontato, e quindi il nostro corpo ha imparato che quando c’è abbondanza è saggio fare scorte.

Ovviamente usiamo energia per compiere qualsiasi attività fisica: questa rappresenta circa un terzo (30%) di tutta l’energia che consumiamo. Un 10% viene utilizzato per digerire e assorbire i cibi stessi. Ma la parte più consistente del metabolismo (circa il 60%) è il cosiddetto metabolismo basale: l’energia che il nostro corpo consuma anche quando siamo a riposo e non facciamo nulla, semplicemente per mantenerci in vita.

E qui arriva una notizia importante: il nostro metabolismo basale è direttamente collegato a quanta massa muscolare abbiamo. I muscoli infatti sono i principali ingranaggi del motore, e una maggiore massa muscolare significa un motore più grande e che consuma di più. O, per dirla in modo più scientifico, i muscoli sono tessuti metabolicamente attivi che consumano energia anche a riposo.

Quando il metabolismo diventa più lento

Con il passare degli anni il nostro metabolismo tende in modo naturale a diventare più lento: consumiamo cioè meno energia. Questo è in parte dovuto al fatto che, invecchiando, perdiamo massa muscolare, un processo chiamato sarcopenia. La sarcopenia può creare anche una riduzione della forza muscolare e quindi debolezza, difficoltà nei movimenti e nelle attività quotidiane, maggior rischio di cadute e fratture: tutti fattori con un grande impatto negativo sulla vita degli anziani.

E quando si dimagrisce? Cosa succede al metabolismo?

Se hai mai provato a perdere peso avrai notato che i primi chili si perdono più facilmente ma, andando avanti, dimagrire diventa sempre più difficile; e appena si smette di stare a dieta il peso tende ad aumentare di nuovo. Questo perché il corpo ha un suo meccanismo di difesa che si oppone alle variazioni di peso.

Studi scientifici hanno mostrato che quando si perde peso il consumo totale di energia del corpo diminuisce, cioè il metabolismo diventa più lento – e, viceversa, quando si aumenta di peso il metabolismo accelera. In entrambi i casi questo meccanismo si oppone a cambiamento di peso e la persona tende a tornare al peso precedente.

In particolare si è visto che, quando perdiamo peso, il metabolismo basale diventa sì più lento, ma quella che si riduce di più è l’energia utilizzata per le attività fisiche. I muscoli, insomma, diventano più efficienti e riescono a fare lo stesso lavoro consumando di meno.

Il che naturalmente è una trovata geniale se il problema è quello di non avere cibo a sufficienza, ma diventa un boomerang ai nostri tempi e nella nostra società, dove al contrario uno dei più preoccupanti problemi di salute pubblica è l’obesità.

Come si può accelerare un metabolismo lento?

Nonostante questa difficoltà costituzionale, ci sono modi per accelerare un metabolismo lento. Questi modi sono fondamentalmente due.

1) Fare esercizio in modo intelligente

Non basta fare attività leggere: per contrastare l’aumentata efficienza dei muscoli dopo la perdita di peso, bisogna spingere il corpo a fare sforzi maggiori.

Oltre a un’attività aerobica moderata o intensa per almeno mezz’ora 5 giorni alla settimana, la raccomandazione dei medici è di fare esercizi specifici per aumentare la forza muscolare (es. pesi, macchine in palestra, lavoro a corpo libero) per almeno 20 minuti 2-3 volte alla settimana, lavorando su braccia, gambe e addome.

metabolismo lento

2) Aumentare la massa muscolare

Questo, come abbiamo visto, accelera il metabolismo basale. Consumeremo più energia senza accorgercene!

Per aumentare la massa muscolare è necessaria, di nuovo, l’attività fisica, ma non dobbiamo sottovalutare l’importanza di un corretto apporto proteico. Le proteine infatti sono fondamentali per costruire e mantenere i muscoli. È importante mangiare fonti di proteine sane, soprattutto legumi e pesce ma anche carne bianca, uova, latticini.

Da tenere a mente che le persone più anziane hanno bisogno di più proteine rispetto ai giovani per costruire muscoli, a causa dei cambiamenti legati all’invecchiamento. La sarcopenia che si sviluppa con l’età significa precisamente che il corpo fa più fatica a utilizzare proteine e aminoacidi per creare tessuto muscolare. Si parla di un fabbisogno di 1,2-1,5 grammi di proteine per ogni kg di peso corporeo al giorno per gli ultrasessantenni, contro 0,80 grammi per le persone più giovani.

Il ruolo degli Omega-3

Oltre alle proteine e all’esercizio fisico, la ricerca ha iniziato a guardare anche al ruolo degli Omega-3 nel contrastare la sarcopenia, cioè la perdita di massa e forza muscolare legata all’età.

Gli Omega-3, in particolare l’acido eicosapentaenoico (EPA) e l’acido docosaesaenoico (DHA), possono aiutare i muscoli in diversi modi:

  • Riduzione dell’infiammazione. Il nostro corpo, invecchiando, sviluppa uno stato di infiammazione cronica di basso grado (chiamata “inflammaging”) che contribuisce alla distruzione del tessuto muscolare. Gli Omega-3 hanno proprietà antinfiammatorie che possono ridurre questo processo, proteggendo così i muscoli. In studi in laboratorio, hanno mostrato di poter bloccare le vie che portano alla degradazione delle proteine muscolari e favorire la formazione di nuove cellule muscolari.

  • Miglioramento della sensibilità all’insulina. Gli Omega-3 possono aiutare le cellule muscolari a rispondere meglio all’insulina. Questo è importante perché l’insulina non solo regola lo zucchero nel sangue, ma è anche un segnale che promuove la crescita e la sopravvivenza delle cellule muscolari.

  • Stimolazione della sintesi proteica a livello muscolare. Possono attivare percorsi cellulari che portano alla produzione di nuove proteine muscolari, e inibire i percorsi di degradazione.

  • Attivazione delle cellule staminali muscolari. Ci sono anche evidenze che gli Omega-3 possano influenzare l’attività delle cellule staminali muscolari, che sono essenziali per la riparazione e la crescita del muscolo.

Studi sull’uomo hanno dato risultati variabili, ma molti indicano che l’integrazione di EPA e DHA può portare a un aumento della funzione e della dimensione dei muscoli, specialmente negli anziani. Gli Omega-3 possono anche aiutare a ridurre la perdita muscolare in caso di inattività e a diminuire il danno muscolare dopo un esercizio intenso.

Per ottenere i massimi benefici i ricercatori consigliano l’assunzione di almeno 2 grammi al giorno per almeno 6 mesi. Spesso, l’effetto è più evidente quando gli Omega-3 sono combinati con altri stimoli “costruttivi” per il muscolo, come l’esercizio fisico.

In conclusione

Il metabolismo lento può essere responsabile non tanto del sovrappeso, quanto piuttosto della difficoltà a dimagrire o a mantenere la perdita di peso. E sì, stimolare un metabolismo lento è possibile! La strategia migliore e più sana è combinare una dieta ricca di proteine magre con un regolare esercizio fisico moderato/intenso. Il futuro del trattamento dell’obesità potrebbe vedere nuove medicine che aiutano a costruire muscoli, ma, per ora, la palestra, una buona alimentazione (inclusi gli Omega-3) e il movimento costante rimangono la via maestra.

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Fonti scientifiche

Rosenbaum, M., Heaner, M., Goldsmith, R. L., Christian Schulze, P., Shukla, A., Shen, W., … & Aronne, L. J. (2018). Resistance training reduces skeletal muscle work efficiency in weight‐reduced and non–weight‐reduced subjects. Obesity26(10), 1576-1583. https://doi.org/10.1002/oby.22274

Taheri, M., Chilibeck, P. D., & Cornish, S. M. (2023). A brief narrative review of the underlying mechanisms whereby omega-3 fatty acids may influence skeletal muscle: from cell culture to human interventions. Nutrients15(13), 2926. https://www.mdpi.com/2072-6643/15/13/2926#

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