STATINE E DOLORI MUSCOLARI: COME EVITARLI

Le statine sono farmaci molto efficaci nel ridurre i livelli di colesterolo nel sangue. Spesso però presentano effetti collaterali sulla muscolatura: dal semplice affaticamento a dolori veri e propri, fino ad arrivare alla rabdomiolisi, un grave e acuto danno ai muscoli che si manifesta con affaticamento generale e urine di colore rosso-bruno.

Da dove nascono questi effetti collaterali? È possibile evitarli?
Per comprenderlo dobbiamo fare un passo indietro e capire qual è il meccanismo d’azione delle statine.

Statine e coenzima Q10
Le statine diminuiscono la produzione di colesterolo da parte dell’organismo. Per farlo vanno a ridurre l’attività di uno degli enzimi necessari alla sintesi di colesterolo: l’HMG-CoA reduttasi. Questo enzima però è necessario per produrre non solo colesterolo, ma anche coenzima Q10 (CoQ10): ecco quindi che le statine creano, come effetto secondario, una carenza di CoQ10. Si pensa che proprio questa carenza sia responsabile dei loro effetti collaterali.

Il coenzima Q10 infatti è una sostanza di fondamentale importanza per il corretto funzionamento dei mitocondri, le “centrali energetiche” delle cellule. Nei mitocondri il cibo che abbiamo consumato, ridotto dalla digestione a componenti elementari come zuccheri semplici, amminoacidi e acidi grassi, viene “bruciato” per produrre l’energia necessaria a tutte le funzioni cellulari. Senza CoQ10 questo processo non può avvenire.

Il CoQ10 si trova in tutte le cellule dell’organismo, ma la sua carenza si fa sentire prima di tutto nelle cellule muscolari, che hanno esigenze energetiche particolarmente elevate: e infatti dagli studi scientifici emerge che una proporzione importante di chi assume statine (fino al 22%, cioè quasi uno su quattro) sviluppa qualche tipo di disturbo muscolare.

Ma il CoQ10 è anche un potente antiossidante, è indispensabile per la salute del sistema cardiocircolatorio, contribuisce a regolare i livelli di glucosio nel sangue e l’infiammazione. Una sua carenza può dunque comportare danni a carico del DNA, un’accelerazione del processo di invecchiamento e delle problematiche ad esso associate, una riduzione della tolleranza al glucosio e del rischio di diabete, un aumento dei livelli di infiammazione e del rischio di sviluppare malattie cardiovascolari.

Cosa fare dunque? Chi è in terapia con statine dovrebbe assumere anche un integratore di CoQ10, meglio se nella forma di ubiquinolo (maggiormente assorbibile e più rapidamente utilizzabile dall’organismo rispetto all’ubiquinone), al dosaggio di 100-300 mg al giorno. Il CoQ10 va assunto ai pasti per favorire il suo assorbimento a livello intestinale.

Attenzione: le statine di origine vegetale (riso rosso fermentato, monacoline, policosanolo) agiscono con un meccanismo simile alle statine farmaceutiche e potrebbero anch’esse, pur in maniera minore, creare una carenza di CoQ10. I livelli di questo coenzima inoltre diminuiscono fisiologicamente con l’invecchiamento, quindi per le persone anziane la sua integrazione è da prendere in considerazione sempre, indipendentemente dall’assunzione di statine.

Il ruolo della vitamina D
Alcuni studi scientifici hanno evidenziato che la vitamina D è in grado di aumentare l’efficacia delle statine e di ridurne gli effetti collaterali a livello muscolare. Se è presente una carenza di vitamina D, le statine potrebbero addirittura essere inefficaci! Chi assume statine può dunque prendere in considerazione l’integrazione di vitamina D a dosaggi di 1.000-2.000 UI al giorno, o anche superiori se è presente una carenza.

In conclusione
Assumi statine? Coenzima Q10 e vitamina D possono aiutarti a prevenirne o trattarne gli effetti collaterali, oltre che a migliorarne l’efficacia. Parlane con il tuo medico!

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