DISBIOSI INTESTINALE, DALL’ULIVO UN ALLEATO PREZIOSO

Come contrastare la disbiosi intestinale? Con una piccola molecola estratta dall’ulivo: l’idrossitirosolo.

L’ulivo, albero sacro del Mediterraneo, racchiude un tesoro nascosto: si chiama idrossitirosolo. Fa parte di una famiglia di molecole benefiche – i polifenoli – che l’ulivo utilizza per proteggersi, e che ritroviamo sia nelle sue foglie che nei suoi frutti (e di conseguenza nell’olio di oliva, a cui danno il caratteristico sapore pungente).

L’idrossitirosolo è considerato uno dei più potenti antiossidanti presenti in natura. L’EFSA, Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare, ne ha riconosciuto l’efficacia per proteggere dallo stress ossidativo i lipidi presenti nel sangue, un fattore chiave nella prevenzione dell’aterosclerosi. Ma le sue proprietà non si fermano qui: l’idrossitirosolo vanta infatti un ampio spettro di effetti biologici che ne fanno un rimedio naturale particolarmente utile per contrastare la disbiosi intestinale e mantenere in salute l’intestino.

Cosa è capace di fare per noi questa piccola molecola? Vediamolo nei dettagli.

Contrasta batteri e funghi nocivi

La disbiosi intestinale è caratterizzata da uno squilibrio del microbiota in cui microrganismi potenzialmente dannosi prendono il sopravvento su quelli benefici.

L’idrossitirosolo ci aiuta prima di tutto a riportare sotto controllo i germi nocivi, che si tratti di funghi o di batteri. È attivo infatti sia contro i lieviti del genere Candida (responsabili della candidosi intestinale) che contro un’ampia gamma di batteri molto diversi tra loro, inclusi “super ceppi” resistenti agli antibiotici.

Una delle caratteristiche che rende l’idrossitirosolo un antimicrobico così interessante è che non utilizza un’unica tattica per contrastare i germi, ma un arsenale di strategie diverse. Gli studi hanno messo in luce che è capace di danneggiare la membrana esterna dei microrganismi, indebolendola, deformandola e persino creando delle brecce attraverso cui il contenuto vitale della cellule fuoriesce, con conseguenze inevitabilmente fatali. Allo stesso tempo si infiltra all’interno e qui interferisce con due dei più importanti meccanismi vitali del germe: la produzione di energia e la duplicazione del DNA. E infine, per quel che riguarda la Candida Albicans, l’idrossitirosolo neutralizza le sue due armi più importanti: la capacità di formare ife (le struttura filamentose con cui il micete invade i tessuti) e i biofilm (colonie particolarmente resistenti). Rendendo in questo modo il fungo un ospite innocuo.

Mentre gli antibiotici tradizionali spesso colpiscono un singolo bersaglio, permettendo ai microrganismi di evolvere una difesa specifica, sviluppare resistenza a un assalto su più fronti come quello dell’idrossitirosolo è un’impresa evolutivamente molto più complessa.

Supporta i batteri buoni

Riportare sotto controllo i microrganismi nocivi non basta per contrastare la disbiosi intestinale: bisogna anche ripopolare l’intestino di batteri buoni. Questo lo possiamo fare sia introducendoli direttamente dall’esterno (con i probiotici: vedi il seguito dell’articolo), sia nutrendo quelli già presenti nel nostro intestino in modo che si moltiplichino.

Anche se non appartiene alla categoria delle fibre alimentari, la ricerca indica chiaramente che l’idrossitirosolo ha un effetto prebiotico, cioè funge da nutrimento selettivo per le popolazioni microbiche più vantaggiose. Questa proprietà è stata osservata sia in studi su animali che su soggetti umani, dove l’idrossitirosolo ha causato un aumento dei benefici bifidobatteri.

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Regola il metabolismo dei microrganismi

Una delle caratteristiche distintive di un microbiota intestinale sano è che produce grandi quantità di acidi grassi a catena corta. Questi metaboliti, originati principalmente dalla fermentazione delle fibre alimentari, hanno funzioni importantissime sia a livello intestinale che sull’organismo nel suo complesso.

In caso di disbiosi intestinale, al contrario, la produzione di queste benefiche sostanze si riduce. Ma anche qui l’idrossitirosolo ci viene in aiuto: oltre a modificare la composizione del microbiota ne influenza infatti anche l’attività metabolica, stimolandolo a produrre acidi grassi a catena corta.

Protegge la barriera intestinale

Una delle conseguenze più temibili della disbiosi intestinale è un aumento della permeabilità intestinale. Le pareti dell’intestino, che dovrebbero lasciar passare solo le sostanze nutritive, perdono tenuta e permettono anche a sostanze dannose, tossine e microbi di filtrare nel flusso sanguigno, scatenando reazioni negative in tutto il corpo.

Gli studi su animali mostrano che l’idrossitirosolo aiuta la barriera intestinale compromessa a rigenerarsi. Lo fa incrementando la produzione di muco, che è il primo strato protettivo delle pareti intestinali, ma anche, più in profondità, rinforzando le giunzioni che sigillano lo spazio tra cellula e cellula della mucosa intestinale. In questo modo aiuta a ripristinare l’integrità della barriera e ad impedire a intrusi dannosi di entrare nel flusso sanguigno.

Contrasta lo stress ossidativo

Lo squilibrio intestinale genera anche stress ossidativo, un processo simile alla ruggine che danneggia le nostre cellule. E qui l’idrossitirosolo dà il meglio di sé, essendo, come abbiamo già osservato, un formidabile antiossidante. Un fatto particolarmente interessante emerso dagli studi è che l’idrossitirosolo attiva il sistema di difesa naturale delle nostre cellule, inducendole a produrre i principali antiossidanti endogeni: in questo modo le cellule sono in grado di proteggersi da sé.

Spegne l’infiammazione

Un’altra insidiosa conseguenza della disbiosi intestinale è l’infiammazione. A livello intestinale anzitutto; ma poi, per colpa delle sostanze che filtrano attraverso le pareti danneggiate, in tutto il corpo.

L’idrossitirosolo possiede una potente azione antinfiammatoria. Mitigando lo stress ossidativo, previene l’attivazione dei meccanismi cellulari che portano alla produzione di citochine pro-infiammatorie – in termini semplici, le molecole che gettano benzina sul fuoco.

I risultati? Sorprendenti: in uno studio effettuato su pazienti affetti da colite ulcerosa (una grave malattia infiammatoria intestinale) l’assunzione di olio extravergine di oliva (e quindi idrossitirosolo) ha ridotto sia gli indici di infiammazione che i sintomi della patologia.

La nostra strategia per contrastare la disbiosi intestinale

L’efficacia dell’idrossitirosolo contro la disbiosi intestinale risiede in un’azione multipla che integra la modulazione del microbiota, il rinforzo della barriera epiteliale e una potente attività antiossidante e antinfiammatoria. Per queste sue straordinarie proprietà, noi di NutraLabs abbiamo scelto MICOTIROSOLO – il nostro integratore a base di idrossitirosolo – come parte dei nostri pacchetti di integrazione pensati per contrastare la disbiosi intestinale.

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Fonti scientifiche:

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Ben Hassena, A., Abidi, J., Miled, N., Kulinowski, Ł., Skalicka‐Woźniak, K., & Bouaziz, M. (2025). New insights into the antibacterial activity of hydroxytyrosol extracted from olive leaves: molecular docking simulations of its antibacterial mechanisms. Chemistry & Biodiversity22(1), e202401714. https://doi.org/10.1002/cbdv.202401714

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