VAGINITE ATROFICA, NON SOLO UNA QUESTIONE DI ORMONI: ANCHE IL MICROBIOTA FA LA SUA PARTE

Studi scientifici dimostrano che un microbiota vaginale ricco di L. crispatus protegge dalla vaginite atrofica.

La vaginite atrofica è un’infiammazione causata dall’assottigliamento e secchezza della mucosa vaginale. Si manifesta con sintomi come prurito, bruciore, dolore durante i rapporti intimi, che possono anche creare abrasioni e sanguinamento. È associata a quelle situazioni in cui gli ormoni estrogeni sono molto bassi: puerperio e allattamento, terapie antiestrogeniche come quelle utilizzate per il tumore al seno, e soprattutto menopausa. Il che non sorprende, dal momento che gli estrogeni giocano un ruolo chiave nel nutrire e mantenere lubrificato, elastico e funzionale l’epitelio vaginale.

Un altro processo che può verificarsi quando i livelli di estrogeni si abbassano è un cambiamento del microbiota vaginale. In condizioni normali questo dovrebbe essere composto per la gran parte da lattobacilli. Dopo la menopausa spesso i lattobacilli diminuiscono e di contro aumentano i livelli di molte altre specie batteriche che prima costituivano piccolissime minoranze, con la conseguenza che la biodiversità del microbiota aumenta in maniera importante. Un microbiota vaginale con questa struttura è meno favorevole per la salute femminile, in quanto non riesce a proteggerla altrettanto bene dalle infezioni (sia vaginali che urinarie), dalle malattie a trasmissione sessuale (clamidia, gonorrea, papillomavirus, HIV…), e inoltre mantiene in allarme il sistema immunitario locale, che più facilmente attiverà risposte infiammatorie.

La transizione del microbiota da dominanza lattobacillare a microbiota polimicrobico è collegata anch’essa alla carenza di estrogeni. Questi ormoni infatti stimolano l’accumulo di glicogeno all’interno delle cellule epiteliali vaginali: a sua volta il glicogeno (che è uno zucchero complesso, nonché il nutrimento preferito dei lattobacilli) promuove la crescita di questi batteri benefici.

A riprova di ciò molti studi hanno osservato che dopo la menopausa i lattobacilli vaginali diminuiscono. Attenzione però: non si tratta di un fenomeno così universale come si potrebbe pensare. Le ricerche scientifiche mostrano che ben il 40-50% delle donne in menopausa conservano un microbiota vaginale dominato da lattobacilli. Certo è una riduzione notevole rispetto all’80% delle donne in età fertile, ma rimane comunque una percentuale importante.

Sappiamo poi che i lattobacilli vaginali non sono tutti equivalenti. Ne esiste uno che, quando domina il microbiota, è in grado di proteggere la salute urogenitale femminile meglio di tutti gli altri: stiamo parlando del Lactobacillus crispatus. Circa la metà delle donne in età fertile hanno la fortuna di ospitare naturalmente altissimi livelli di L. crispatus nella loro flora vaginale. Dopo la menopausa questa percentuale si riduce, ma resta comunque significativa: 25%, quindi una su quattro.

Perché alcune donne mantengano anche dopo la menopausa un microbiota vaginale favorevole, mentre altre no, non è del tutto chiaro. In parte potrebbe dipendere dal livello residuo di estrogeni: la produzione di questi ormoni infatti non si azzera completamente ma continua in piccole quantità, che variano da persona a persona. Forse ancor più importante del livello di estrogeni è poi l’abilità del tessuto vaginale di rispondere a questi ormoni, e anche questa è una caratteristica individuale.

vaginite atrofica microbiota vaginale

Ma torniamo ora alla vaginite atrofica. Il dato importante è che le donne che dopo la menopausa mantengono un microbiota ricco di lattobacilli, e in particolare dominato da L. crispatus, risultano protette nei confronti della vaginite atrofica. Gli studi scientifici hanno osservato che:

– minori sono i livelli di lattobacilli, maggiore è la secchezza vaginale

– in media le donne con vaginite atrofica hanno concentrazioni di lattobacilli cinque volte inferiori a quelle che, pur essendo anch’esse in menopausa, non ne soffrono

– la stragrande maggioranza delle donne con vaginite atrofica hanno microbiota vaginale polimicrobico

– la vaginite atrofica si riscontra nel 55% delle donne in menopausa con microbiota polimicrobico, e solo nel 16% di quelle con microbiota dominato da L. crispatus.

Si potrebbe pensare che le donne che soffrono di vaginite atrofica abbiano meno estrogeni, e per questo anche meno lattobacilli. Invece, al contrario, non sono state riscontrate differenze nei livelli di estrogeni tra le donne in menopausa con e senza vaginite atrofica. Questo è molto importante perché significa che un microbiota ricco di lattobacilli, e in particolare di L. crispatus, protegge dalla vaginite atrofica indipendentemente dalla situazione ormonale.

In che modo lo faccia è, per il momento, solo oggetto di ipotesi. Di certo sappiamo che quella tra microbiota e tessuti vaginali è una conversazione a due sensi: se l’ambiente influenza il microbiota, è vero anche che i microrganismi sono in grado di “parlare” con le cellule vaginali e promuovere o inibire determinate loro funzioni. È quindi del tutto plausibile che un microbiota favorevole stimoli la mucosa vaginale a mantenere la sua normale struttura e funzione, e inibisca l’infiammazione che si riscontra nelle donne con vaginite atrofica.

Vaginite atrofica, l’importanza dei probiotici per migliorare il microbiota vaginale

A questo punto potremmo chiederci se migliorare il microbiota vaginale, ad esempio con l’utilizzo di probiotici mirati, possa curare la vaginite atrofica. Al momento, nella terapia della vaginite atrofica, i probiotici vengono impiegati con successo combinati all’applicazione locale di dosaggi ultra-bassi di estrogeni. Ma sarebbero efficaci anche da soli?

Non sono ancora stati fatti studi per rispondere a questa domanda. Però un dato incoraggiante emerso dalle ricerche è che i probiotici sono in grado di migliorare il microbiota vaginale della donna in menopausa anche utilizzati da soli, quindi senza modificare l’ambiente ormonale della vagina.

Migliorare il microbiota vaginale significa ridurne la biodiversità e arricchirlo di L. crispatus. Possiamo farlo utilizzando un probiotico mirato: il Lactobacillus crispatus CNCM I-5095. Questo, che è probabilmente il miglior ceppo di L. crispatus attualmente presente sul mercato, sopravvive tranquillamente a temperatura ambiente e, assunto per bocca, colonizza la vagina già dopo 7 giorni.

Molto efficace anche da solo, come nel nostro prodotto UROGYN CRISPATUS (pensato per chi soffre di cistite), l’ideale per garantire un riequilibrio più profondo e stabile è utilizzarlo insieme ad altri probiotici mirati, in modo da lavorare anche sull’intestino, che nutre il microbiota vaginale.
Il prodotto che consigliamo è NATURAFLORA LEI.

NATURAFLORA LEI contiene una selezione di 5 ceppi probiotici particolarmente interessanti per il naturale equilibrio del microbiota vaginale e intestinale:

– Lactobacillus crispatus CNCM I-5095
– Lactobacillus reuteri DSMZ DSM 26866
– Lactobacillus rhamnosus Lr-32
– Lactobacillus plantarum Lp-115
– Saccharomyces cerevisiae CNCM I-3856

Utile anche come pronto intervento per ripristinare rapidamente la flora vaginale in caso di forti alterazioni: antibiotici, terapie locali, radioterapia ecc.

PRIVO DI LATTOSIO.

Consigli di assunzione: 1 bustina orosolubile da deglutire bevendo un sorso di acqua, il mattino poco prima di colazione. Per un’integrazione efficace e dai risultati duraturi, si consiglia di assumere il prodotto per 3 mesi consecutivi. In seguito, come eventuale mantenimento, è possibile mantenere l’integrazione per 10 giorni al mese.

Fonti scientifiche:

Brotman, R. M., Shardell, M. D., Gajer, P., Fadrosh, D., Chang, K., Silver, M. I., … & Gravitt, P. E. (2014). Association between the vaginal microbiota, menopause status, and signs of vulvovaginal atrophy. Menopause21(5), 450-458.

Hummelen, R., Macklaim, J. M., Bisanz, J. E., Hammond, J. A., McMillan, A., Vongsa, R., … & Reid, G. (2011). Vaginal microbiome and epithelial gene array in post-menopausal women with moderate to severe dryness. PloS one6(11), e26602.

Mitchell, C. M., Srinivasan, S., Zhan, X., Wu, M. C., Reed, S. D., Guthrie, K. A., … & Fredricks, D. N. (2017). Vaginal microbiota and genitourinary menopausal symptoms: a cross-sectional analysis. Menopause24(10), 1160-1166.

Shen, J., Song, N., Williams, C. J., Brown, C. J., Yan, Z., Xu, C., & Forney, L. J. (2016). Effects of low dose estrogen therapy on the vaginal microbiomes of women with atrophic vaginitis. Scientific reports6(1), 24380.

Marschalek, J., Farr, A., Marschalek, M. L., Domig, K. J., Kneifel, W., Singer, C. F., … & Petricevic, L. (2017). Influence of orally administered probiotic Lactobacillus strains on vaginal microbiota in women with breast cancer during chemotherapy: a randomized placebo-controlled double-blinded pilot study. Breast Care12(5), 335-339.

Petricevic, L., Unger, F. M., Viernstein, H., & Kiss, H. (2008). Randomized, double-blind, placebo-controlled study of oral lactobacilli to improve the vaginal flora of postmenopausal women. European Journal of Obstetrics & Gynecology and Reproductive Biology, 141(1), 54-57.

Jaisamrarn, U., Triratanachat, S., Chaikittisilpa, S., Grob, P., Prasauskas, V., & Taechakraichana, N. (2013). Ultra-low-dose estriol and lactobacilli in the local treatment of postmenopausal vaginal atrophy. Climacteric16(3), 347-355.

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