IL MICROBIOTA DELL’INTESTINO TENUE

Scopriamo il microbiota dell’intestino tenue, un attore poco conosciuto della nostra salute, e le sue funzioni.

Quando si parla di microbiota intestinale i nostri pensieri vanno subito al colon, quel vasto ecosistema brulicante di trilioni di microbi su cui abbiamo oramai molte informazioni. In effetti le ricerche sul microbiota intestinale si sono basate soprattutto sui campioni fecali, molto facili da ottenere, che sono considerati una rappresentazione abbastanza fedele di ciò che accade nel nostro intestino crasso.

Tuttavia c’è un’altra area, spesso trascurata ma altrettanto cruciale, che gioca un ruolo fondamentale nella nostra salute: l’intestino tenue.

L’intestino tenue è il sito primario per l’assorbimento dei nutrienti, il luogo dove il nostro corpo preleva quasi tutto ciò di cui ha bisogno dal cibo. Ma come funziona la vita microbica in un ambiente così dinamico e impegnato? Scopriamolo insieme!

Piccolo ripasso: com’è fatto l’intestino

Il nostro intestino è come una successione di stanze, tutte collegate tra loro ma ognuna con condizioni proprie e diverse dalle altre.

La prima stanza – la prima parte dell’intestino tenue – è il duodeno, che potremmo considerare anche un’estensione dello stomaco. È la parte più dinamica dell’intero intestino, sede di un’attività frenetica e di condizioni fisico-chimiche che cambiano con rapidità.

Nel duodeno termina la digestione (già iniziata nello stomaco e ancor prima nella bocca) e dunque hanno luogo reazioni chimiche che modificano continuamente il suo contenuto. Il cibo arriva dallo stomaco con un pH molto acido, che viene neutralizzato dal succo pancreatico ricco di bicarbonato e dalla bile. Gli enzimi digestivi prodotti dal pancreas scompongono carboidrati, proteine e grassi in molecole più piccole per facilitarne l’assorbimento, mentre la bile emulsiona i grassi permettendone la digestione e l’assimilazione. Nel duodeno è anche massima l’assimilazione delle sostanze nutritive, quindi i prodotti della digestione scompaiono velocemente, assorbiti dai villi intestinali.

Nelle due stanze successive, il digiuno e l’ileo, che insieme al duodeno formano l’intestino tenue, termina l’assorbimento dei nutrienti. Viene poi l’ultima stanza, il colon o intestino crasso, dove grazie all’assorbimento dell’acqua in eccesso si formano le feci. Oltre all’acqua possono venire assorbite anche altre piccole molecole, sebbene con un’efficienza decisamente inferiore rispetto all’intestino tenue.

intestino tenue e colon

Microbiota: tenue vs colon

Tenue e colon sono dunque ambienti molto diversi sotto vari aspetti, e queste differenze plasmano le comunità microbiche che li popolano:

  • Tempo di transito. Il cibo impiega dalle 2 alle 5 ore ad attraversare i circa 7 metri dell’intestino tenue, e ben 10 ore ad attraversare il colon che è lungo solo un metro e mezzo. Nel tenue si muove dunque molto più rapidamente: i batteri che si moltiplicano lentamente vengono spazzati via.

  • Ossigeno. Nel duodeno la concentrazione di ossigeno è relativamente alta e diminuisce gradualmente spostandosi verso l’ileo, mentre il colon è praticamente privo di ossigeno. L’ossigeno è tossico per molti batteri (detti infatti anaerobi obbligati), mentre altri possono vivere sia in sua presenza che in sua assenza (batteri facoltativi) e altri ancora, come noi, ne hanno bisogno (aerobi obbligati).

  • Bile. Nel tenue, e in special modo nel duodeno, la bile raggiunge concentrazioni che sono tossiche per molti batteri.

  • Muco. Il colon è rivestito da un doppio strato di muco: quello più aderente alle pareti intestinali è molto denso e solo pochi batteri riescono a penetrarvi, mentre quello più esterno e fluido ospita una fiorente comunità batterica che proprio del muco si nutre (batteri mucolitici). Nell’intestino tenue, al contrario, lo strato di muco è più sottile e discontinuo per permettere l’assorbimento delle sostanze nutritive, ma in compenso è pervaso di sostanze antimicrobiche prodotte dalle cellule intestinali e non alberga un microbiota significativo.

  • Disponibilità di nutrienti. Nell’intestino tenue le sostanze nutritive liberate dalla digestione degli alimenti sono disponibili non solo per l’ospite, ma anche per il microbiota. L’intera comunità microbica si basa infatti sul metabolismo degli zuccheri semplici: i batteri lattici (principalmente streptococchi, ma anche lattobacilli) li fermentano, producendo acido lattico, mentre altri batteri, come Veillonella, si cibano dell’acido lattico e producono acidi grassi a catena corta. Quando il contenuto intestinale raggiunge il colon, al contrario, la gran parte dei nutrienti è già stata assorbita, e restano quelli che non siamo in grado di digerire, come le fibre. La catena alimentare dei batteri del colon si basa infatti proprio sulle fibre, che vengono fermentate per produrre (di nuovo) principalmente acidi grassi a catena corta.

Le condizioni che abbiamo elencato fanno del tenue un ambiente relativamente inospitale, dove i batteri che riescono a sopravvivere non sono poi così tanti. La densità di batteri nel duodeno è infatti bassa (parliamo di 1.000 batteri per mL di contenuto intestinale) e aumenta gradualmente scendendo nell’intestino, per raggiungere i 10-100 milioni nell’ileo. Ancora pochi, comunque, rispetto ai 100 miliardi del colon!

L’intestino tenue ha inoltre un microbiota meno diversificato ma più dinamico di quello del colon. I batteri che lo popolano sono principalmente organismi facoltativi e aerobi e che si moltiplicano rapidamente; la composizione del microbiota va incontro a rapide fluttuazioni che rispecchiano i cambiamenti nella disponibilità delle varie sostanze nutritive. Questo è in netto contrasto con il colon, dove dominano gli anaerobi, riescono a prosperare anche specie a crescita più lenta, e in generale il microbiota è più stabile.

microbiota intestino tenue

Il microbiota dell’intestino tenue e le sue funzioni

Gli studi hanno individuato 5 generi batterici che compongono il nucleo del microbiota dell’intestino tenue, essendo abbondanti per tutta la sua lunghezza:

  • Streptococcus
  • Veillonella
  • Prevotella
  • Fusobacterium
  • Haemophilus.

Oltre a questi, altri batteri sono specifici per le diverse parti dell’intestino tenue:

  • Neisseria, Granulicatella, Gemella, Rothia e Actinomyces nel duodeno e nel digiuno, che hanno un microbiota simile

  • Escherichia, Ruminococcus, Bifidobacterium, Clostridium e Lactobacillus nell’ileo, il cui microbiota è distinto da quello del tratto superiore e più simile invece a quello del colon.

Questi batteri svolgono funzioni incredibilmente importanti per il nostro benessere. Vediamone alcune.

Digestione

Le sostanze che ingeriamo sono moltissime, e i nostri enzimi sono in grado di digerirne solo una piccola quantità. Per quel che riguarda i carboidrati, per esempio, riusciamo a scomporre (per poi assorbire) solo saccarosio, lattosio e amido. Nel suo complesso il microbiota ha invece un repertorio enzimatico enorme ed è in grado di digerire moltissimi carboidrati, dal saccarosio alle fibre dei vegetali ai glicani presenti nei tessuti animali. Lo fa per il proprio fabbisogno, ma gli zuccheri semplici che vengono liberati nel tenue possono essere assimilati anche dall’ospite.

Equilibrio energetico

Proprio perché è il luogo in cui vengono assorbiti i nutrienti, l’intestino tenue ha un ruolo di primo piano nell’equilibrio energetico del corpo. È in grado infatti di percepire la quantità e qualità delle sostanze nutritive presenti, e di regolare di conseguenza l’appetito e il metabolismo in modo che il corpo abbia a disposizione l’energia di cui ha bisogno – né di più né di meno.

Il microbiota partecipa a questa regolazione attraverso i propri metaboliti, cioè le sostanze che produce. Un esempio (ma ce ne sono molti altri) è il propionato, un acido grasso a catena corta prodotto da diversi batteri intestinali. Il propionato viene riconosciuto dal nostro corpo come simile ai grassi alimentari, e quindi innesca segnali di abbondanza energetica e di sazietà.

Regolazione dell’immunità

Il microbiota dell’intestino tenue è essenziale per la maturazione e la regolazione del sistema immunitario. La sua funzione fondamentale è quella di aiutarci a mantenere un equilibrio tra tolleranza verso antigeni innocui (come quelli del cibo) e difesa contro i patogeni: contribuisce quindi a proteggerci sia dalle allergie e intolleranze che dalle infezioni.

Sintesi di micronutrienti

Il microbiota dell’intestino tenue ha un ruolo essenziale nella sintesi dell’acido folico e nella trasformazione della vitamina K1 in K2.

Tutto questo se il microbiota è sano ed equilibrato. Al contrario, le sue alterazioni possono contribuire allo sviluppo di diverse patologie: non solo gastrointestinali (da disturbi funzionali come la dispepsia e l’intestino irritabile fino al morbo di Crohn) ma anche metaboliche (obesità, dislipidemie) e persino neurologiche. Capire meglio questa comunità microscopica è fondamentale per sviluppare nuove strategie diagnostiche e terapeutiche.

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Fonti scientifiche

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