Tutti ne soffriamo di tanto in tanto, ma per molti si tratta di uno spiacevole compagno fisso. Stiamo parlando del gonfiore addominale: un malessere estremamente comune spesso minimizzato come semplice “fastidio” o preoccupazione estetica, ma che rappresenta in realtà un disturbo complesso di quell’unità funzionale costituita da intestino e sistema nervoso – il cosiddetto asse intestino-cervello.
In questa guida cerchiamo di spiegarti nel modo più chiaro ed esaustivo cosa si nasconde dietro una pancia sempre gonfia, e le soluzioni scientificamente validate per sbarazzartene.
Prima parte
1. È “gonfiore funzionale” o qualcosa di più?
2. La fisiologia dei gas: da dove vengono e dove vanno (e come distinguere aerofagia da fermentazione intestinale)
Seconda parte
3. Distinguere la sensazione di gonfiore addominale dal gonfiore vero e proprio
4. L’importanza della sensibilità viscerale
5. L’importanza di come si distribuiscono i gas
Terza parte
6. E l’alimentazione?
7. Il ruolo del microbiota intestinale
8. Fattori psicologici
In questa quarta e ultima parte affrontiamo i seguenti argomenti:
9. La cassetta degli attrezzi: approcci naturali al gonfiore addominale
9.1. Dieta
9.2. Trattare la disbiosi e l’infiammazione
9.3. Trattare le somatizzazioni da ansia e stress
9.4. Biofeedback
9.5. Attività fisica
10. Concludiamo
9. La cassetta degli attrezzi: approcci naturali al gonfiore addominale
9.1. Dieta
Eliminare specifici alimenti dalla propria dieta è consigliabile solo se sono presenti documentate intolleranze, ad esempio al lattosio. Se il problema è un vero gonfiore funzionale (quindi non ci sono intolleranze) non consigliamo diete restrittive. Questo perché, anche se i sintomi possono essere scatenati da specifici alimenti, le cause profonde sono altre, e una dieta restrittiva può ridurre il consumo di alimenti salutari come certi ortaggi o legumi. Per maggiori dettagli sul ruolo dell’alimentazione nel gonfiore addominale vedi la terza parte della guida.
Consigliamo inoltre di fare eventuali test per verificare la presenza di intolleranze o di SIBO solo dopo avere trattato la disbiosi e l’infiammazione intestinale (vedi dopo). Questo perché certe forme di intolleranza e malassorbimento possono essere dovute ad una temporanea alterazione dell’ambiente intestinale, e quindi risolversi da sole riequilibrando l’intestino.
Se in linea generale non è necessario seguire diete restrittive, è invece fondamentale mangiare in modo sano ed equilibrato. Questo vale per tutti, ma ancor più per chi soffre di disturbi intestinali, dal momento che l’alimentazione è uno dei fattori che maggiormente influenzano l’equilibrio del microbiota. Quindi no al junk food, variare il più possibile, preferire i cibi freschi e cucinati in casa a quelli confezionati e conservati, frutta e verdura in abbondanza, come fonti di proteine preferire legumi e pesce rispetto alla carne, limitare gli zuccheri ed evitare il più possibile salumi e insaccati. Specificamente per te che soffri di gonfiore, poi, può essere utile evitare i cibi molto grassi e i fritti, che spesso scatenano la sintomatologia senza aggiungere nulla di salutare alla dieta.
9.2. Trattare la disbiosi e l’infiammazione
Come abbiamo visto nella seconda parte della guida, disbiosi e infiammazione intestinale sono una delle principali cause di gonfiore e tipicamente vanno a braccetto. Affrontare queste due problematiche è quindi consigliabile per tutte le persone che soffrono di gonfiore.
Ma in che modo procedere?
Il protocollo che consigliamo in NutraLabs prevede l’assunzione di due integratori specifici:
MICOTIROSOLO, a base di idrossitirosolo da ulivo, riduce la carica disbiotica grazie alla capacità di modulare il microbiota, e riequilibra l’ambiente intestinale grazie ad una potente attività antiossidante e antinfiammatoria.
NATURAFLORA PLUS, composto dai migliori ceppi probiotici, ripopola l’intestino di batteri buoni, i quali riducono ulteriormente l’infiammazione.
9.3. Trattare le somatizzazioni da ansia e stress
L’altro fondamentale contributo al gonfiore addominale arriva dallo stress e da fattori emotivi e psicologici, prima fra tutti l’ansia. Per alleviare l’impatto che questi fattori hanno sull’apparato gastrointestinale, ci possono venire in aiuto alcune piante tradizionalmente impiegate per promuovere il rilassamento e il benessere mentale. Ad esempio:
- Melissa
- Passiflora
- Avena
- Tiglio
- Giuggiolo
- Escolzia
- Valeriana
Se sei una persona tendenzialmente ansiosa, la psicoterapia può aiutarti ad affrontare alla radice il problema ansia. Così come può essere un valido supporto per gestire nel modo migliore una situazione particolarmente stressante che stai vivendo. Ci sono studi scientifici che mostrano l’efficacia, in particolare, della terapia cognitivo-comportamentale e dell’ipnosi per ridurre il gonfiore funzionale, soprattutto quando associato a intestino irritabile.
9.4. Biofeedback
La dissinergia addomino-frenica, che spesso è il meccanismo alla base della distensione addominale visibile, si può trattare efficacemente con il biofeedback.
In questo approccio, un fisioterapista insegna al paziente come rilassare il diaframma e realizzare un corretto accomodamento gastrointestinale, mentre un apparecchio elettronico monitora l’attività muscolare e la mostra al paziente in tempo reale, per dargli un riscontro oggettivo su quel che accade nel suo corpo mentre cerca di mettere in pratica le istruzioni. In questo modo, con un po’ di esercizio, il corpo impara la corretta coordinazione muscolare, che diventa automatica.
Poiché la dissinergia addomino-frenica esaspera la sensazione di tensione e disagio addominale, correggerla può migliorare il gonfiore in modo importante.
9.5. Attività fisica
Se abbiamo uno stile di vita sedentario, introdurre nella nostra routine settimanale un po’ di attività fisica è probabilmente una delle iniziative più importanti che possiamo prendere per la nostra salute.
I medici stessi definiscono l’attività fisica una “cura miracolosa”, perché è in grado di proteggere la salute meglio di qualsiasi farmaco. È inoltre uno dei modi più efficaci per ridurre i livelli di stress e ansia.
Per chi soffre di gonfiore che si presenta durante o dopo i pasti, l’attività più utile è la classica camminata post-prandiale. Uno studio l’ha trovata addirittura più efficace dei farmaci procinetici, probabilmente perché stimola la peristalsi e promuove un corretto accomodamento gastrointestinale. Prendere l’abitudine di camminare anche solo per 15 minuti dopo pranzo e dopo cena può aiutarti a ridurre il gonfiore e farti sentire più rilassato e di buon umore.
10. Concludiamo
Il gonfiore funzionale non è una patologia immaginaria, ma una sfida medica reale e complessa.
Oggi, grazie alla ricerca scientifica, abbiamo molte più informazioni sulle sue cause. Sappiamo che il problema non nasce tanto da un eccesso di gas, quanto piuttosto da una esagerata sensibilità dei visceri alla distensione. E che questa ipersensibilità può provocare anche, attraverso la dissinergia addomino-frenica, un aumento visibile della circonferenza addominale.
Alla base di tutto ci sono due fattori principali: l’alterazione del microbiota e dell’immunità intestinale, e fattori psicosociali come stress e ansia. È quindi su questi fattori che dobbiamo concentrarci se vogliamo sconfiggere il gonfiore e tornare a sentirci leggeri.
Ti è piaciuto questo articolo? Allora fallo leggere anche ai tuoi amici!
Condividilo sui social e metti un “mi piace” al nostro profilo!