LA DIETA CHE PROTEGGE IL MICROBIOTA VAGINALE

Un nuovo studio svela che la salute del microbiota vaginale è legata alla dieta molto più di quanto immaginassimo.

Il microbiota vaginale – ovvero l’insieme di tutti i microrganismi che vivono naturalmente nella vagina (principalmente batteri, ma anche funghi e virus) – è un vero e proprio scudo protettivo. Questo esercito invisibile svolge un ruolo enorme nella salute della donna, contrastando non solo le infezioni intime ma anche problematiche che apparentemente non hanno niente a che fare con i batteri, come l’endometriosi, la vulvodinia, la vescica iperattiva, il parto prematuro.

Questo è vero se il microbiota è composto dalla giusta squadra. I batteri indigeni, infatti, non sono tutti bravi allo stesso modo a proteggere la salute femminile, e alcuni possono anche essere dannosi.

  • Il batterio di gran lunga più protettivo è Lactobacillus crispatus. Quando è lui a dominare il microbiota, il benessere vaginale è ottimale e la donna è al riparo da moltissimi disturbi.

  • Seguono altri lattobacilli come L. jensenii e L. gasseri.

  • Abbiamo poi L. iners, che tra i lattobacilli è quello con meno capacità protettive.

  • Infine la condizione maggiormente a rischio: un microbiota in cui i lattobacilli sono pochi o assenti, e al loro posto prosperano altri batteri normalmente presenti solo in tracce, come Gardnerella o Escherichia coli.

Microbiota vaginale: la dieta conta!

I fattori che influenzano la composizione del microbiota vaginale sono molti. I medici sono ben consapevoli dell’importanza, per esempio, degli ormoni femminili, dello stress, del fumo, degli antibiotici, dell’attività sessuale, dei prodotti per uso topico. L’alimentazione non figura tra questi fattori. La dieta è universalmente riconosciuta come un elemento che impatta enormemente sul microbiota intestinale, mentre la sua influenza su quello vaginale è trascurata. Eppure sappiamo bene che l’intestino e la vagina sono in continua comunicazione, e il microbiota vaginale si forma ed evolve grazie anche a un continuo spostamento di microrganismi di provenienza intestinale

Uno studio recente ha cercato di colmare questa lacuna, iniziando a svelare come la dieta influenzi direttamente la composizione del microbiota vaginale. Vediamo cosa ha scoperto!

microbiota vaginale dieta

La dieta migliore per nutrire il microbiota vaginale

Dallo studio arrivano alcuni interessanti suggerimenti sui cibi da preferire e da limitare per proteggere l’equilibrio vaginale.

Alimenti da limitare

Proteine animali, specialmente carne rossa e lavorata (es. salumi, salsicce, wurstel). Le donne  che consumano quantità elevate di questi alimenti hanno più spesso un microbiota povero di lattobacilli, la situazione in cui la salute vaginale (e non solo) è maggiormente a rischio.

Alcol. Bere alcolici è collegato alla presenza di batteri meno desiderabili, come Gardnerella e Ureaplasma, e a un microbiota povero di lattobacilli: aumenta quindi il rischio di disbiosi vaginale e di vaginosi batterica.

Alimenti da preferire

Omega-3. In particolare un maggior consumo di acido alfa-linolenico, un omega-3 di origine vegetale, aumenta la probabilità di avere elevati livelli di L. crispatus e bassi livelli di L. iners. Questo acido grasso essenziale, che cioè il nostro corpo non è in grado di produrre, si trova soprattutto nella frutta secca e nei semi oleosi, specie quelli di lino.

Cibi di origine vegetale in genere. Una dieta basata su cibi vegetali e con pochi cibi animali sarà ricca di carboidrati, amido, proteine vegetali e fibre. Tutti nutrienti che, secondo i risultati dello studio, proteggono dalla sovracrescita di Gardnerella e contribuiscono a creare un ambiente vaginale favorevole per i lattobacilli.

Dall’intestino alla vagina

Forse avrai notato che gli alimenti amici e nemici del microbiota vaginale sono gli stessi che è bene prediligere e limitare per preservare l’equilibrio intestinale.

A livello dell’intestino le carni rosse e lavorate aumentano l’infiammazione, e quando vengono fermentate dai batteri intestinali producono sostanze potenzialmente tossiche come l’ammoniaca. L’alcol provoca disbiosi intestinale e danneggia le mucose, aumentando la permeabilità dell’intestino.

Gli omega-3 al contrario migliorano la composizione del microbiota intestinale e riducono i livelli di infiammazione, mentre le fibre e gli altri nutrienti salutari  di cui sono ricchi i cibi vegetali (per esempio gli antiossidanti) rappresentano il caposaldo della dieta per il microbiota.

Tutto questo ovviamente non è casuale. Poiché c’è un continuo passaggio di batteri dall’intestino alla vagina, ciò che fa bene (oppure male) al microbiota intestinale ha lo stesso effetto anche su quello vaginale. Dunque una dieta sana è uno dei fattori da tenere in considerazione per mantenere in equilibrio il microbiota vaginale, oltre che per proteggere la salute dell’intero organismo.

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Fonti scientifiche

Djusse, M. E., Prinelli, F., Camboni, T., Ceccarani, C., Consolandi, C., Conti, S., … & Severgnini, M. (2025). Dietary habits and vaginal environment: can a beneficial impact be expected?. Frontiers in Cellular and Infection Microbiology15, 1582283. https://doi.org/10.3389/fcimb.2025.1582283

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